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domenica 19 agosto 2018

Cittadini comunitari: erogazione prestazioni economiche

Circa un anno fa entrò in vigore il D. Lgs. 30/07 (“Attuazione della direttiva 2004/38/CE relativa al diritto dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territoriodegli Stati membri”). A luglio 2007 Le ponemmo il seguente quesito: “A seguito del D. Lgs. 30/2007 diverse cose stanno cambiando per i cittadini comunitari, tra cui l’erogazione delle prestazioni economiche ministeriali per invalidi civili. L’art. 14 infatti recita: *”Diritto di soggiorno permanente”* 1. Il cittadino dell’Unione che ha soggiornato legalmente ed in via continuativa per cinque anni nel territorio nazionale ha diritto al soggiorno permanente non subordinato alle condizioni previste dagli articoli 7, 11, 12 e 13. I cittadini comunitari che si trovano in questa situazione possono dunque avere accesso alle suddette prestazioni economiche?” A distanza di quasi un anno, è stato chiarito se, e con quali requisiti, un cittadino comunitario abbia diritto alle prestazioni economiche ministeriali per invalidi civili?

Risposta

In data 25/2/2008 è stato emesso dall?Ufficio di Segreteria del Direttore Generale un messaggio avente per oggetto il Decreto Legislativo n. 30 del 6 febbraio 2007 (n. 4602, non ancora reperibile sul sito dell’Istituto), e quindi la materia oggetto del suo quesito. Detto messaggio prevede che:

a) durante i primi tre mesi di soggiorno il cittadino UE non gode del diritto di assistenza sociale;

b) superati i tre mesi di permanenza sul territorio nazionale, i cittadini comunitari sono tenuti a richiedere l’iscrizione anagrafica presso il Comune di residenza;

c) il certificato di iscrizione anagrafica, rilasciato ai sensi dell’art. 9 D.Lgs. n. 30/2007, rappresenta il titolo di soggiorno richiesto per le domande di prestazioni previdenziali ed assistenziali;

d) detto certificato sostituisce di fatto la Carta di soggiorno per cittadini UE, prevista dal DPR n.54/2002. Se la carta di soggiorno è stata rilasciata prima dell’entrata in vigore del D.Lgs. n.30, non è previsto l’obbligo di iscrizione anagrafica fino alla data di scadenza della stessa. Nel caso invece il cittadino comunitario abbia presentato domanda di Carta di soggiorno prima dell’11 aprile 2007, egli dovrà iscriversi all’anagrafe presentando la ricevuta della Questura o di Poste Italiane e con l’autocertificazione dei requisiti richiesti dalla nuova normativa. Un ulteriore caso di titolo di soggiorno riguarda i familiari (coniuge, figli e ascendenti) extracomunitari dei cittadini UE residenti in Italia o di cittadini italiani: essi sono tenuti a richiedere in Questura la Carta di soggiorno di familiare di un cittadino dell’Unione; solo dopo aver ottenuto tale titolo di soggiorno possono richiedere l’iscrizione anagrafica presso il Comune di residenza. Inoltre, il cittadino dell’Unione che soggiorna legalmente ed in via continuativa per cinque anni sul territorio nazionale ha diritto al soggiorno permanente. Tale diritto si estende anche al familiare comunitario e/o extracomunitario che ha soggiornato legalmente ed in via continuativa per cinque anni nel territorio, unitamente al cittadino comunitario (l’art. 15 del decreto in parola prevede per alcune specifiche situazioni la possibilità di ottenere il diritto di soggiorno permanente prima della maturazione dei cinque anni). Da quanto sopra esposto, si desume che il cittadino comunitario, se iscritto all’anagrafe del Comune di residenza ai sensi del decreto in parola, può ottenere una prestazione assistenziale anche prima di aver maturato il diritto al soggiorno permanente, se soddisfatti gli altri requisiti previsti.

Marzo 2008


Ultimo aggiornamento Aggiornata il 20 marzo 2012
 
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