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sabato 21 ottobre 2017

La valutazione socio-sanitaria

La Commissione tecnica denominata U.V.H. istituita con la DGR 147/1993 viene rinominata UMVD e amplia le proprie finalità, estendendo le competenze valutative, finalizzandole non solo all’inserimento in strutture residenziali e diurne, ma anche agli interventi socio sanitari territoriali e domiciliari. (D.G.R. 29 marzo 2010 n. 26-13680 / Allegato A / Scheda 1Scheda 2)

Quando il colloquio con l’assistente sociale dell’accoglienza evidenzi la necessità di sostenere il cittadino sia sotto il profilo sociale, sia sotto quello sanitario, si parla allora di intervento socio-sanitario.

Attraverso un insieme di passaggi si giunge alla definizione del Progetto Assistenziale Individualizzato (PAI) o del Progetto Educativo Individualizzato (PEI) nel quale il referente educativo ed il referente sanitario, in accordo con l’interessato od un suo familiare, propongono gli interventi da attivare.

La domanda dà l’avvio al percorso di valutazione dei bisogni socio sanitari e all’eventuale attivazione di servizi e sostegni da parte dell’Unità Multidisciplinare Valutazione Disabilità (UMVD).

L’UMVD è composta da operatori sanitari e sociali e ha il compito di effettuare una valutazione integrata (sanitaria e assistenziale) dei progetti individuali relativi a persone disabili. Attualmente, esistono due commissioni UMVD, una per ciascuna delle Aziende Sanitarie Locali (ASL) in cui è diviso il territorio della città: ASL TO1 e ASL TO2.

Progetto e risorse sono oggetto di verifica costante da parte degli operatori affinché sia possibile cogliere i cambiamenti dei bisogni della persona disabile e della sua famiglia.


Ultimo aggiornamento Aggiornata il 27 aprile 2015
 
 
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