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domenica 17 dicembre 2017

Assenze per malattia e il periodo di comporto

Il lavoratore che abbia superato il periodo di prova, se si assenta per malattia ha diritto alla conservazione del posto e al trattamento economico per un periodo che viene denominato “periodo di comporto”. Il periodo di comporto varia nei diversi contratti collettivi e individuali e di norma cambia in base all’anzianità di servizio e alla qualifica del lavoratore. Anche il lavoratore invalido assunto con le norme sul collocamento obbligatorio è soggetto al periodo di comporto e può essere licenziato trascorso tale periodo. Non possono essere computati però periodi di malattia ricollegabile allo stato di invalidità. Le assenze per invalidità non computabili ai fini del calcolo del comporto sono:

  • le assenze per malattia dell’invalido dovuto allo svolgimento di mansioni incompatibili con il suo stato

Poiché il periodo è definito dai contratti di lavoro è fondamentale fare riferimento al proprio contratto, collettivo, di categoria o individuale.

 

Aspettativa non retribuita dopo il comporto

Diversi contratti collettivi prevedono che, cessato il periodo di comporto, il lavoratore abbia diritto ad un periodo di aspettativa non retribuita, durante la quale gli viene conservato il posto di lavoro. Tutti gli aspetti di questo istituto vengono regolamentati dai contratti collettivi.

 

Lavoratori affetti da tubercolosi

Per i lavoratori affetti da tubercolosi la durata del comporto è fissata dalla legge in 18 mesi dalla data di sospensione del rapporto, oltre a 4 mesi successivi alla dimissione dal sanatorio (imprese con meno di 16 dipendenti) e 6 mesi dalle dimissioni (imprese con più di 16 dipendenti).


Ultimo aggiornamento Aggiornata il 23 giugno 2016
 
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