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martedì 30 novembre 2021
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Disabilità, droghe, legalità: Mattarella premia l’impegno (quotidiano) verso gli altri

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha conferito, motu proprio, trentasei onorificenze al Merito della Repubblica Italiana a cittadine e cittadini che si sono distinti per atti di eroismo, per l’impegno nella solidarietà, nel volontariato, per l’attività in favore dell’inclusione sociale, nella cooperazione internazionale, nella promozione della cultura, della legalità e del diritto alla salute. Il Presidente Mattarella ha individuato, tra i tanti esempi presenti nella società civile e nelle istituzioni, alcuni casi significativi di impegno civile, di dedizione al bene comune e di testimonianza dei valori repubblicani.

Chiara Amirante, lotta contro la tossicodipendenza giovanile

C’è anche Chiara Amirante, 54 anni (Roma), Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. “Per il suo straordinario contributo al recupero delle marginalità e fragilità sociali e al contrasto alle dipendenze- si legge nella motivazione- Fondatrice e Presidente della Comunità Nuovi Orizzonti e Consultrice di due Pontifici Consigli della Santa Sede. Da sempre impegnata nel recupero degli emarginati, dei giovani con problemi di tossicodipendenza, alcolismo e prostituzione, attiva nelle carceri e con i bambini di strada. Inizia il suo percorso negli anni ’90 offrendo un servizio di ascolto e condivisione ai giovani in condizione di disagio che dormivano nei sottopassaggi della stazione Termini di Roma. Nel 1993 fonda la Comunità Nuovi Orizzonti che diventerà un punto di riferimento per il recupero e il reinserimento di molti giovani attraverso uno specifico programma pedagogico riabilitativo (‘Nuovi Orizzonti’) che otterrà riscontro e riconoscimento a livello nazionale. Un anno dopo apre la prima Comunità di accoglienza residenziale per una trentina di ragazzi nella zona di Trigoria, a Roma. Sulla spinta del crescente successo dell’opera della sua Comunità, nel 1996 avvia anche il progetto ‘Cittadella Cielo’, una struttura che si compone di numerosi Centri impegnati nella realizzazione di iniziative sociali di solidarietà: da comunità di accoglienza a case famiglia, da centri di ascolto ad equipe di strada, da cooperative sociali a gruppi di sostegno negli ospedali, nelle carceri, nelle baraccopoli. E in molte di queste iniziative, proprio quegli ‘invisibili’ da Chiara aiutati, sono divenuti a loro volta, volontari. L’impegno di Chiara non si è fermato ai confini nazionali. Nel 2010 il Pontificio Consiglio per i laici riconosce Nuovi Orizzonti come Associazione Privata Internazionale di fedeli. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti in Italia e all’estero”.

Domiziana Avanzini, protagonista del volontariato ospedaliero

Domiziana Avanzini, 48 anni (Trieste), Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per la sua preziosa opera di assistenza e supporto ai malati nelle strutture ospedaliere” Romana di nascita ma triestina di adozione. Si trasferisce a Trieste per studiare all’Università lettere moderne e dopo la laurea si occupa di progetti socioculturali, artistici, cooperativistici. Nel 2000, coinvolta da una amica, si avvicina all’Avo – Associazione Volontari Ospedalieri – e comincia a prestare servizio volontario presso il reparto di Ortopedia. Negli anni è diventata dapprima responsabile dei volontari nel reparto Ortopedia e, successivamente, nel marzo 2009, è stata eletta Presidente della rappresentanza dell’Avo triestina. Quella triestina, fondata nel 1979, è stata una delle prime associazioni di volontari ospedalieri in Italia. Oggi conta più di 150 soci e volontari che, dopo un periodo di formazione teorica e pratica, prestano assistenza ai degenti, soprattutto nelle ore dei pasti, nei reparti dell’Ospedale Maggiore e di Cattinara al fine di contribuire a “umanizzare” l’ambiente ospedaliero.

Nazzarena Barboni, fondatrice dell’associazione Raffaello onlus

Nazzarena Barboni, 51 anni (Camerino – MC), Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per la sua generosa dedizione al supporto ai piccoli pazienti oncologici e alle loro famiglie” Dopo la morte del figlio, affetto da neuroblastoma, avendo conosciuto la condizione dei bambini malati oncologici e la loro vita “rinchiusi” in un ospedale, nel 2007 ha fondato, con l’aiuto dell’ex marito Andrea, l’Associazione Raffaello Onlus per “creare uno spazio di vita normale” per i piccoli pazienti, ricoverati nel Centro di Oncoematologia Pediatrica dell’Ospedale Salesi di Ancona, per aiutare loro e le loro famiglie a dimenticare la malattia per qualche ora. Le attività sono pianificate in accordo con i sanitari ed il responsabile del Reparto del Centro di Oncoematologia dell’Ospedale Salesi. Alle attività nel reparto si sono aggiunte due “case Raffaello”, punti di appoggio gratuiti per le famiglie dei bambini ricoverati. Ha scritto Nazzarena: “E’ proprio dal dolore della perdita, dal dolore di quella che sembra una sconfitta irreparabile che è nata la voglia di usare la mia energia per i bimbi, per dargli la possibilità di sorridere, di divertirsi anche tra quelle mura strette”.

Rachid Berradi, lo sport per il riscatto e la legalità

Rachid Berradi, 45 anni (Palermo), Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per la sua appassionata promozione di una cultura della legalità e per il contributo al contrasto all’emarginazione sociale” Nato a Meknes, in Marocco, ma palermitano di adozione (da quando aveva 10 anni). Cittadino italiano, già in forza al Gruppo sportivo del Corpo Forestale dello Stato, è attualmente Appuntato Scelto dell’Arma dei Carabinieri in servizio presso il Comando Provinciale di Palermo. È stato un protagonista dell’atletica leggera italiana: mezzofondista, campione europeo nei 10.000 metri e finalista alle Olimpiadi di Sydney. Ha iniziato ad avvicinarsi allo sport in prima media, quando chiese al suo insegnante di fare la selezione per i campionati studenteschi. Da quella volta non ha mai smesso. È stato Presidente della Fidal (Federazione Italiana di Atletica Leggera) di Palermo. Ha fatto della sua passione e professione uno strumento di inclusione sociale a favore dei ragazzi e delle famiglie residenti in aree disagiate e a forte rischio emarginazione sociale, dove lo sport assume il significato di “riscatto e legalità”, come lui stesso afferma. Con queste finalità, nel 2009 ha deciso di aprire una sua società sportiva, Atletica Berradi 091. È anche Coordinatore Sport dell’associazione Libera-Sicilia. Con il suo impegno testimonia il valore della pratica sportiva come prevenzione ed educazione alla legalità. Tra i suoi progetti più significativi l’Atletico Zen, squadra di calcio, da lui stesso allenata, composta da ragazzi provenienti dal quartiere omonimo, con cui ha partecipato nel 2019 al Primo Memorial Calcio a 5 Paolo Borsellino, organizzato negli impianti sportivi nei pressi del luogo della strage. Obiettivo dell’impegno di Rachid è anche quello di creare una rete di legalità sul territorio. A tal fine ha, ad esempio, organizzato stage di atletica coinvolgendo le forze dell’ordine che hanno partecipato in borghese come allenatori per poi rivelare la loro professione ai ragazzi solo alla fine, quando si era già instaurato un rapporto di fiducia. Racconta: “la prima reazione dei bambini e’ stata di smarrimento e rifiuto ma poi l’affiatamento che si era creato ha preso il sopravvento e tutto è andato bene”. Coinvolge nei vari progetti sportivi solidali, campioni olimpici, allenatori e calciatori professionisti.

Carolina Benetti per il supporto a giovani con disabilità

C’è anche Carolina Benetti, 89 anni (San Giovanni Lupatoto – VR), Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, tra le 36 persone premiate da Mattarella con onorificenze al Merito della Repubblica Italiana a cittadine e cittadini che si sono distinti per atti di eroismo, per l’impegno nella solidarietà, nel volontariato, per l’attività in favore dell’inclusione sociale, nella cooperazione internazionale, nella promozione della cultura, della legalità e del diritto alla salute. “Per la sua generosità e la totale dedizione all’integrazione e supporto di giovani con disabilità”- si legge nella motivazione- Madre di due figli, il secondogenito nato con disabilità a causa di una sofferenza neonatale. Nel 1983 il primogenito muore in un incidente stradale. Dopo tale tragedia Carolina e il marito Carlo – al quale è rimasta legata in matrimonio per 57 anni, fino alla morte di lui, nel 2014 – hanno anche la preoccupazione del futuro del secondogenito Stefano. Nel 1984, il marito Carlo fonda, insieme ad altre famiglie con figli ‘speciali’, una associazione in cui anche Carolina sarà molto attiva. Venti anni dopo si impegnano in un nuovo percorso associativo come fondatori di ‘Amici del Tesoro’ Onlus dedicandosi, anche in ragione dell’avanzare dell’età, al tema del ‘dopo di noi’. Nutrono il sogno di poter realizzare una casa famiglia che possa accogliere in un clima familiare il loro Stefano ed altri ragazzi. Dopo la morte del marito nel 2014, Carolina porta avanti questa missione e due anni dopo, impegnando i risparmi di una vita, dona alla associazione una villetta a San Giovanni Lupatoto (VR), la Casa di Carlo, per Stefano e altri giovani con disabilità. La Casa di Carlo vuole essere un luogo dove promuovere una cultura dell’integrazione e rappresentare un’occasione di incontro e conoscenza della diversità, un laboratorio in cui sviluppare potenzialità inespresse e progetti, un punto di socializzazione tra le persone disabili e la comunità”.

Valentina Bonanno, ha diffuso pratiche sicure di supporto gravidanza

Valentina Bonanno, 30 anni (Palermo), Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per il suo contributo, in ambito internazionale, alla diffusione di pratiche sicure di supporto alla gravidanza”. Ha visitato il Kenya la prima volta da bambina e da allora, con i genitori, ha vissuto tra Italia e Kenya. In questo Paese, insieme alla madre ha fondato l’associazione Maharagwe Fauzia Onlus che presiede. Obiettivo della associazione è quello di sviluppare una rete sicura di supporto alla gravidanza, parto e puerperio attraverso la formazione di ostetriche e personale qualificato. In un contesto caratterizzato da elevata mortalità durante il parto, diventa infatti essenziale, secondo Valentina, garantire ad ogni mamma la possibilità di partorire seguendo le proprie tradizioni e culture ma in assoluta sicurezza. Inoltre, qualora la madre sia affetta da malattie trasmissibili come l’HIV, per limitare la possibilità di trasmissione della malattia al neonato, l’associazione si impegna per garantire un parto cesareo e nutrimento alternativo rispetto all’allattamento al seno. Ad oggi l’associazione si avvale di una squadra di ostetriche tradizionali, sparse sul territorio, a cui offre strumenti e formazione, contatti e appoggio. È anche impegnata in attività di assistenza presso la clinica di Mambrui. Il progetto di dare vita all’associazione è nato dopo la morte nel 2008, per setticemia conseguente al parto, di Fauzia, giovane ragazza keniota, a cui Valentina era molto legata.

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Ultimo aggiornamento Aggiornata il 29 Dicembre 2020
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