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venerdì 18 settembre 2020
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Sami, il ragazzo sulla sedia a rotelle che voleva arrivare a Tokyo

E’ la battaglia di un 35enne disabile che vuole raggiungere la capitale del Giappone per le Paralimpiadi. Gli amici hanno avviato una raccolta fondi

TORINO. Sami ha un sogno, quello di fare il grande viaggio della vita. E i suoi amici stanno lottando perché ciò avvenga. I protagonisti di questa storia si chiamano Sami Ben Hanza, 35 anni, Andrea Lavella, 33, e Annalisa Lombardo, di 32. Il primo ha una grave disabilità, che lo costringe in carrozzina, con necessità di assistenza costante e di una lavagnetta trasparente con le lettere per comunicare con gli occhi. Vorrebbe andare a Tokyo, il prossimo agosto, per l’inaugurazione delle Paralimpiadi. E questo viaggio vorrebbe farlo come i suoi coetanei possono fare: sulla strada, tappa per tappa, arrangiandosi e vedendo mezzo mondo durante il tragitto.

Molto difficile per una persona disabile. Così i suoi amici hanno cercato l’impresa: una raccolta fondi sul sito GoFoundMe per trovare i ventimila euro e il mezzo necessari per attraversare Turchia, Georgia, Asia centrale, Russia, e arrivare nel Sol Levante. “L’idea nasce per insegnare due cose. Una ai normodotati, per fagli capire che alcune barriere sono solo in testa. E alle persone disabili, che nonostante le difficoltà, nella vita si può arrivare dovunque”, spiega Andrea. In parte hanno aiutato le Officine Maria Adelaide e la Ottobock, che hanno messo a disposizione due sedie a rotelle fuoristrada studiate apposta per Sami. “Ma siamo ancora lontani dall’avere tutto quello che serve. Le sue necessità sono particolari, e un viaggio del genere è impegnativo”. E poi ci sono il carburante, il cibo, i visti, i biglietti, oltre alle cose che diventano difficilissime se sei in una sedia a rotelle. “Noi tre siamo amici da una vita, ma io e Annalisa abbiamo viaggiato un sacco zaino in spalla, cosa che lui non ha mai potuto fare – racconta ancora Andrea – Ecco, stavolta abbiamo detto che ce l’avremmo fatta tutti e tre insieme, non importava quale fosse il costo”. La raccolta è partita due giorni fa, e al momento sono arrivati i primi mille euro. La meta, il Giappone, è ancora lontana. Ma le distanze si accorciano, finché Sami, Annalisa e Andrea sono tutti insieme.  

Fonte: lastampa.it

(l.v. /c.a.)


Ultimo aggiornamento Aggiornata il 20 Gennaio 2020
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