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domenica 23 febbraio 2020
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Il Rapporto Istat Conoscere il mondo della disabilità

Il Rapporto Istat Conoscere il mondo della disabilità è stato appena pubblicato . In Italia, le persone che dichiarano di avere limitazioni che le condizionano nello svolgimento delle attività di tutti i giorni sono 3 milioni e 100 mila. Rappresentano il 5,2% della popolazione. Tutte insieme, equivalgono più o meno al numero di abitanti di Madrid. Si trovano molto concentrate tra gli ultrasettantacinquenni.

Il 61% delle persone con disabilità lamenta cattive condizioni di salute. Tra di esse è più frequente che si soffra di una o più patologie croniche. Nel resto della popolazione, si dichiara in cattive condizioni di salute appena lo 0,6%.

Circa il 27% delle persone con limitazioni vivono da sole, mentre il 10% circa vive con i propri genitori, molti dei quali anziani e, dunque, con la prospettiva di sopravvivere loro per molti anni.

LO SVANTAGGIO NELL’ISTRUZIONE E NEL LAVORO

Tra le persone con disabilità della fascia di età 35-54 anni, solo il 44,5% degli uomini e il 46,3% delle donne ha conseguito almeno il diploma di scuola secondaria superiore. Nel resto della popolazione, sottolinea il Rapporto dell’Istat, le corrispondenti percentuali sono il 59,0 e il 64,8%.

Le ragioni di questa disparità sono molte, ma su tutte è degno di riflessione il fatto che, a tutt’oggi, le scuole che hanno abbattuto le barriere fisiche sono appena il 31,5%, e ancora meno, il 17,5%, sono quelle che hanno abbattuto quelle senso-percettive. Queste quote nazionali nascondono però profonde diversità territoriali: le scuole prive di barriere fisiche vanno infatti dal 66,2% della Valle d’Aosta al 21,6% della Campania.

Malgrado le norme e le iniziative dirette a favorire l’inserimento nel mercato del lavoro delle persone con disabilità, lavora solo il 31,3% di coloro che dichiarano di avere limitazioni gravi e hanno una età compresa tra i 15 e i 64 anni. La percentuale di occupati nel resto della popolazione è 57,8%. Anche in questo caso, le differenze fra regioni sono rilevanti: nel Mezzogiorno lavora solo il 18,9% delle persone con disabilità.

LE FAMIGLIE

Le famiglie italiane nelle quali vive almeno una persona con limitazioni gravi sono 2 milioni e 300 mila circa. Queste famiglie, spiega il Rapporto dell’Istat, spesso contano su una rete informale di aiuti, nella quale le donne svolgono un ruolo centrale. Ma la rete informale non basta, e la spesa per servizi – soprattutto quando si rende necessaria l’assistenza domiciliare – per medicinali e cure mediche è ingente. Tutto questo peggiora le condizioni economiche della famiglia, che risente anche delle maggiori difficoltà dei suoi membri a entrare nel mercato del lavoro e a svolgere lavori ben remunerati. Anche tenendo conto dei trasferimenti dello stato, il reddito medio delle famiglie delle persone con disabilità è inferiore a quello medio nazionale di circa l’8%.

Il reddito più basso e i maggiori costi si traducono in un peggioramento significativo delle condizioni di vita. I segnali di deprivazione più rilevanti sono questi: il 67% delle famiglie nelle quali vive almeno una persona con disabilità non può permettersi una settimana di vacanza all’anno lontano da casa, il 53,7% non è in grado di affrontare una spesa imprevista di 800 euro, più di un quinto non può riscaldare sufficientemente l’abitazione o consumare un pasto adeguato almeno una volta ogni due giorni. Queste condizioni di disagio caratterizzano in particolare le regioni del Mezzogiorno.

Fonte: agcult

(l.v. / c.a.)

 


Ultimo aggiornamento Aggiornata il 9 Gennaio 2020
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