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giovedì 6 agosto 2020
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Progettare insieme un mondo senza barriere. Quali sono le agevolazioni e come fare

Le barriere architettoniche, ovvero tutti quegli elementi costruttivi che limitano o impediscono gli spostamenti e la fruizione di servizi da parte di persone con handicap motori, sono ancora piuttosto presenti sul territorio italiano.

Lo Stato Italiano, per far fronte a questo problema, ha predisposto delle agevolazioni fiscali utili ad aiutare chi, sia in edifici privati che pubblici, attuerà dei lavori di ristrutturazioni volti proprio all’eliminazione delle barriere architettoniche. Alcune regioni italiane come il Piemonte, inoltre, offrono ai propri cittadini ulteriori rimborsi delle spese per l’installazione di dispositivi volti a semplificare la vita di tutti i giorni delle persone disabili a tutti i comuni richiedenti, come per esempio per l’installazione di un montascale a Torino o altri comuni come Asti, Cuneo, ecc.

L’abbattimento delle barriere architettoniche è importante per garantire a tutti i diritti e le libertà descritti nella dichiarazione universale dei diritti umani senza discriminazione alcuna. Rendere edifici pubblici e privati accessibili anche alle persone disabili significa garantire loro i valori fondamentali propri della convenzione dei diritti umani: dignità, autonomia, eguaglianza ed etica della solidarietà, cioè far sì che la società stessa sostenga la libertà ed i diritti delle persone fornendo gli adeguati supporti sociali.

A tal proposito, lo scorso 13 aprile, proprio a Torino, si è tenuto, al co-working Toolbox di via Egeo, un incontro finalizzato alla progettazione di nuovi strumenti utili al miglioramento della vita quotidiana delle persone con disabilità fisiche e motorie.

Grazie alla collaborazione di designer, maker, ma anche dei disabili stessi che hanno partecipato al laboratorio, sono state pensate soluzioni economiche e funzionali per la vita di tutti i giorni, dal porta-pennello da braccio per i pittori che non possono muovere le mani al bastone per non vedenti che può essere utilizzato per le passeggiate in outdoor.

Ciò che è importante tenere in considerazione per rendere un edifico o un servizio privo di barriere architettoniche, sono i tre criteri fondamentali che ci permettono di adattare l’ambiente alle esigenze delle persone disabili offrendogli il massimo grado di dignità e autonomia possibili in totale sicurezza.

I tre criteri, descritti dal Decreto Ministeriale D.M. 14 giugno 1989 n.236, sono: accessibilità, quindi quando un edificio permette a chiunque indistintamente di entrare al suo interno, di vivere i suoi spazi e di usufruire delle sue attrezzature in sicurezza e autonomia; visitabilità, cioè quando un edificio permette ad una persona disabile di raggiungere gli spazi di relazione e può usufruire in sicurezza e autonomia di almeno un bagno; adattabilità, cioè quando un edificio può essere modificato ed adattato per diventare accessibile e fruibile anche a persone con difficoltà motorie o sensoriali più o meno gravi.

L’abbattimento delle barriere architettoniche, come già accennato, prevede delle agevolazioni fiscali da parte dello Stato che garantirà un rimborso parziale della spesa grazie al Bonus Ristrutturazioni 2019. Fino alla fine del 2019, infatti, salvo proroghe, è possibile ottenere un rimborso pari al 50% su una spesa massima di 96.000 euro per singola unità immobiliare

Infatti, stando a quanto riportato nella guida pubblicata dall’Agenzia delle Entrate, i lavori per l’eliminazione delle barriere architettoniche rientrano a pieno titolo tra i lavori di ristrutturazione che possono beneficiare del Bonus Ristrutturazioni 2019, inclusi i lavori di installazione di strumenti che siano in grado di migliorare la mobilità interna ed esterna all’abitazione.

Ottenere l’autorizzazione per effettuare un lavoro di abbattimento delle barriere architettoniche, può essere fatto presentando una domanda presso l’ufficio comunale di residenza di competenza. Alla domanda dovrà essere allegata una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà in cui deve essere specificata l’ubicazione dell’abitazione, quali sono i punti che costituiscono una barriera architettonica e la certificazione del medico che attesta l’handicap della persona che necessita della realizzazione dei lavori.

Una volta ricevuta la richiesta, il Comune e la Regione di residenza avranno il compito di accettarsi che gli interventi siano effettivamente finalizzati a rendere l’immobile idoneo alle esigenze di una persona disabile e che tali autorizzazioni vengano date solo nei casi in cui gli interventi siano necessari per garantire i criteri di accessibilità, visitabilità e adattabilità degli ambienti alle persone portatrici di handicap.

Per ottenere la detrazione fiscale, invece, basta inserire nella dichiarazione dei redditi i dati catastali che identificano l’immobile, gli estremi di registrazione dell’atto ed altri dati che permettono di controllare la detrazione.

È necessario, inoltre, comunicare all’azienda sanitaria locale le generalità del committente dei lavori, il tipo di intervento da realizzare, i dati identificativi dell’impresa che effettuerà i lavori con esplicita assunzione di responsabilità e la data di inizio dei lavori di recupero tramite raccomandata A.R. o qualunque altra modalità stabilità dalla Regione di residenza.

Infine, la Legge di Bilancio 2018 ha reso obbligatorio comunicare all’Enea le informazioni relative ai lavori effettuati entro 90 giorni dalla data di ultimazione dei lavori tramite sito web.

La detrazione fiscale potrà essere ottenuta solo se i pagamenti vengono effettuati tramite bonifico bancario o postale da cui devono risultare la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e quello del beneficiario del pagamento (o la sua partita Iva).

 

fonte: torinoggi.it


Ultimo aggiornamento Aggiornata il 30 Aprile 2019
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