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giovedì 6 agosto 2020
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Ictus giovanile, attenzione agli stili di vita

Sta per concludersi il mese di aprile, dedicato a questo grave malanno, tra le prime cause di morte al mondo. Aveva solo 52 anni l’attore Luke Perry, morto per un ictus cerebrale

Erroneamente si ritiene che l’ictus colpisca soltanto gli anziani, ma non è così, anche se effettivamente la probabilità di malattia aumenta con l’aumentare dell’età, dato che l’età è uno dei fattori di rischio cardio-cerebrovascolari. Lo sono anche la pressione arteriosa, la colesterolemia, l’indice di massa corporea, il diabete e la familiarità.

«In Italia si calcola che circa 12.000 soggetti di età inferiore a 55 anni ne vengano colpiti ogni anno» dichiara Carlo Gandolfo, professore di neurologia all’Università di Genova.

«Il problema assume particolare rilevanza – aggiunge il neurologo, membro del comitato tecnico scientifico di Alice Italia Onlus, l’associazione per la lotta all’ictus cerebrale – considerando che nei soggetti “giovani” l’incidenza di ictus, cioè il numero di nuovi casi che si verificano in un anno nella popolazione, sembrerebbe tendere ad aumentare, mentre, grazie all’efficacia della prevenzione, nelle altre fasce di età più avanzata l’incidenza tende a diminuire, almeno in tutte le nazioni economicamente avanzate».

Non solo. Gandolfo spiega che «nei giovani più spesso che negli anziani l’ictus si presenta nella sua forma più grave, cioè come emorragia intra-cranica. L’ictus, cioè, è causato dalla rottura spontanea di un’arteria intra-cranica con fuoriuscita di sangue a pressione elevata. E l’ictus emorragico ha un tasso di mortalità più che doppio rispetto alle molto più frequenti forme ischemiche, dovute invece all’occlusione di un’arteria cerebrale».

Il Rapporto sull’Ictus in Italia (anno 2018) sollecita un’azione sistematica e persistente di informazione della popolazione in grado di veicolare messaggi chiari e fondamentali:

– l’ictus è un’emergenza medica

– l’ictus è una malattia frequente e grave

– l’ictus colpisce in varie fasce di età, giovani inclusi

– le conseguenze sono spesso drammatiche e possono durare anche tutta la vita.

Tuttavia, è fondamentale segnalare che il pericolo ictus si può scongiurare tenendo sotto controllo alcuni fattori di rischio generali/individuali e che oggi l’ictus si può curare, riducendo mortalità e disabilità, se l’intervento è tempestivo e se avviene in strutture specializzate.

Fonte: lastampa

(s.m. / c.a.)


Ultimo aggiornamento Aggiornata il 29 Aprile 2019
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