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giovedì 6 agosto 2020
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Malattie neuromuscolari: si allarga la rete dei Centri NEMO

All’inizio, ed era il 30 novembre 2007, fu Milano, presso l’Ospedale Niguarda del capoluogo lombardo, con la nascita di una “struttura multidisciplinare modello”, per la presa in carico delle persone con malattie neuromuscolari (distrofie, SMA-atrofie muscolari spinali) e SLA (sclerosi laterale amiotrofica). Sulla scia di quell’esperienza – come abbiamo riferito nel corso degli anni – vennero poi Messina (Centro NEMO SUD), Arenzano (Genova) e Roma. E ora è il caso di parlare di quanto avverrà presto, ovvero di due nuovi Centri NEMO a Napoli e Ancona.

Per quanto riguarda il capoluogo campano, è di un paio di mesi fa la notizia che la Regione Campania, l’Azienda Ospedaliera Specialistica dei Colli e NEMO hanno sottoscritto una convenzione per l’attivazione del Centro Clinico NEMO Napoli, che sorgerà all’interno dell’Ospedale Vincenzo Monaldi.

La nuova struttura si prenderà cura di pazienti adulti e pediatrici, per un totale di circa duemila persone all’anno, provenienti dal territorio campano e dalle vicine Regioni del Sud Italia, che potranno così evitare viaggi gravosi per accedere ai centri specializzati.

Frutto di un accordo di partenariato pubblico-privato, il Centro NEMO Napoli effettuerà diversi regimi di intervento (ricoveri, servizi ambulatoriali ad alta specializzazione e day hospital), con il classico approccio di questa rete di strutture, che vede il paziente e la sua famiglia al centro di un percorso di presa in carico, dal momento del ricovero fino al suo rientro a casa. Grazie poi alla presenza in organico di un team multidisciplinare di professionisti, anche NEMO Napoli sarà in grado di rispondere a tutte le esigenze di cura delle persone con malattia neuromuscolare e SLA.

«È una grande emozione – ha sottolineato per l’occasione Alberto Fontana, presidente delle Fondazioni Serena e Aurora, che si occupano dei Centri NEMO di Milano, Arenzano, Roma e Messina – dare il via a questa nuova sfida. Ciò che dà origine al Progetto NEMO è l’alleanza tra la comunità dei pazienti, le Istituzioni e i migliori medici e ricercatori. Ed è solo grazie a questo dialogo continuo che insieme possiamo pensare di poter rispondere in modo efficace al bisogno di cura di chi è affetto da queste patologie, garantendo loro la migliore qualità di vita possibile, oggi e nel prossimo futuro».

«Il nuovo Centro – ha aggiunto Antonio Giordano, commissario straordinario dell’Azienda ospedaliera Specialistica dei Colli – avrà  una connotazione prevalentemente cardiorespiratoria e offrirà alle persone affette da patologie neuromuscolari e ai loro familiari un’assistenza multidisciplinare e all’avanguardia. L’obiettivo è quello di diventare un punto di riferimento per tutto il territorio regionale, promuovendo il modello clinico-assistenziale NeMO e lavorando in sinergia con gli altri Centri presenti in Italia e con le analoghe strutture internazionali».

Notizia di questi giorni, invece, proveniente dalla UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) – una delle organizzazioni che insieme alla Fondazione Telethon, all’AISLA (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica) e all’Ospedale Niguarda di Milano, diedero vita al primo NEMO – è data dall’annuncio di Luca Ceriscioli, presidente della Regione Marche, che ha dichiarato di «avere deliberato la realizzazione del sesto Centro NEMO in Italia, l’unico sulla fascia adriatica, che si farà all’Ospedale Torrette di Ancona, occupandosi di ricerca, diagnosi e cure specialistiche, per rispondere alle necessità dei pazienti e delle loro famiglie». «È certamente un bel risultato – ha aggiunto Ceriscioli – per il quale abbiamo lavorato molto in questi mesi, per dare ai marchigiani un servizio di qualità tanto atteso».

«Siamo lieti di questa notizia – ha commentato Marco Rasconi, presidente nazionale della UILDM – perché si tratta di un importante passo avanti nella storia delle malattie neuromuscolari. Riteniamo infatti che NEMO sia un ottimo esempio di presa in carico delle persone con patologie neuromuscolare, e come tale va fatto conoscere in Italia». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: comunicazione@centrocliniconemo.it  uildmcomunicazione@uildm.it 

Fonte: superando.it 

(lv/la)


Ultimo aggiornamento Aggiornata il 24 Aprile 2019
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