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lunedì 17 giugno 2019
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Dal centro alle periferie, ecco il design sociale

Se credevate (ancora) che il design fosse solo una questione di arredo, lusso e benessere per un manipolo di privilegiati, la Design Week 2019 vi farà cambiare idea. E, anche se è presto per dire che stanno tornando gli anni dell’impegno, ovvero i Sessanta-Settanta quando gli architetti cercavano di cambiare il mondo a colpi di design, oggi si registra un fenomeno interessante: i nuovi creativi vogliono essere protagonisti attivi nella vita di tutti i cittadini, nessuno escluso.

Nella zona Dergano-Bovisa-Lancetti, vicino alla sede distaccata del Politecnico milanese, ha aperto i battenti la “Repubblica del design” (repubblicadeldesign.it), evento diffuso di design inclusivo ideato da ADA (Associazione Designer Anonimi) e Davide Crippa, che spiega: “L’iniziativa non riguarda la creazione dell’ennesimo distretto per la Design Week, ma ha un obiettivo più ampio e a lungo termine: rilanciare le aree periferiche come territorio di attività innovative, inclusive e collaborative, luoghi in cui sperimentare nuove e diverse centralità”. Queste le 9 aree tematiche previste, dispiegate attraverso installazioni temporanee e permanenti, esposizioni; interventi di arte urbana, performances e happening collettivi: #regeneration, #social, #energy, #independent, #interaction, #multicultural, #narrative, #open, #play.

Anche il Comune quest’anno si è mobilitato per allargare l’effetto-design andando oltre al centro città e, per la prima volta, un evento del FuoriSalone arriva a Quarto Oggiaro, periferia nota più che altro per i problemi e il degrado. Per tutta la durata della Milano Design Week, grazie a “Da Brera a Quarto – andata e ritorno: il design nei quartieri di Milano”, largo Treves (Brera) e piazzetta Capuana (Quarto Oggiaro) saranno idealmente unite da due installazioni identiche che riproducono, per tratti essenziali, l’autobus di linea 57, storico collegamento tra piazzale Cadorna e Quarto Oggiaro.

Alla Cascina Cuccagna nel distretto di Porta Romana, invece, è interessante “Design Collisions”, una mostra comunitaria che porta in scena l’intelligenza collettiva: 15 progetti realizzati in “comunità per la comunità” per affrontare, insieme, i problemi che ci affliggono. Una presa di posizione creativa contro le narrative divisioniste, nazionaliste e isolazioniste. Organizzata in sei sezioni, il senso lo spiega la curatrice Laura Traldi: “Design Collisions propone una visione alternativa, suggerendo che nell’era dell’Antropocene, una vera rinascita possa esistere mettendo al centro non più l’individuo ma la collettività – cioè l’uomo nel suo contesto sociale e naturale”.

Tra i progetti, “Smart Citizen Kit” punta a raccogliere dati con sensori open source co-progettati con il Fab Lab collettivo di Barcellona. “Fabcare” di Polifactory e Centro Sant’Agostino prevede la progettazione e la fabbricazione digitale di device per il monitoraggio di alcune malattie. E “Unico” è un marchio che produce ausili per bambini disabili progettati con loro e le loro famiglie, dalla fondazione TOG e dal Fab Lab OpenDot.

Dello stesso tenore il primo progetto industriale su larga scala di vero design per persone affette da disabilità: “Lifetools è una nuova linea di oggetti per tutti ma pensati specialmente per aiutare chi ha problemi – racconta l’architetto Nicola Golfari, a capo dell’impresa in fase di lancio sul mercato –. In pratica, si tratta di soluzioni ingegnose per la vita quotidiana dei disabili ma che siano belle come quelle “normali”: “Sgabelli per la doccia e maniglie di sicurezza colorati, e specchi tondi con vetro reclinabile accumunati da una grande attenzione non solo per la funzionalità ma anche per l’estetica”. Perché il bello aiuta ad affrontare le situazioni borderline.

Geniale, infine, nella sua semplicità il sistema nomade di giochi per bambini “Nüdel Kart”, inserito nella mostra collettiva “Belgium is Design” all’Opificio 31 in Tortona. È un carretto di legno superattrezzato creato per le esigenze dei bambini costretti a vivere in situazioni di grave disagio, come i campi profughi: secondo le Nazioni Unite, sono 250 milioni i ragazzi che a causa della mancanza di giochi, non possono crescere e svilupparsi come dovrebbero. Nüdel Kart (www.nudelkart.com), ideato dalla giovane designer Emma Ribbens, è a basso costo, facile e leggero da muovere, e può quindi essere trasportato dappertutto nei campi profughi col suo carico di giochi per i bimbi.

Fonte: lastampa.it

(c.f. / c.a.)


Ultimo aggiornamento Aggiornata il 15 Aprile 2019
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