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martedì 28 gennaio 2020
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Turismo accessibile per disabili: dati e statistiche

Con una nuova stagione turistica ormai alle porte, si torna a parlare anche di turismo accessibile per disabili. La domanda principale che in molti si pongono riguarda ovviamente l’attuale situazione in Italia e in Europa: a che punto siamo? Infatti, anche se negli ultimi anni sono stati compiuti notevoli passi in avanti per l’abbattimento delle barriere architettoniche e per il miglioramento dei servizi di accessibilità e assistenza rivolti alle persone con ridotte capacità motorie, c’è ancora tanto da fare.

Il turismo accessibile per disabili è in crescita: le statistiche lo confermano

Malgrado le numerose difficoltà ancora da affrontare, il mercato risulta in forte crescita come attestano i dati forniti in occasione della Conferenza UNWTO sul Turismo accessibile in Europa. Il turismo accessibile nel 2011 ha rappresentato il 20,3% dell’intero settore, nel 2013 il 26,5% e si calcola che nel 2050 raggiungerà il 31,8%. Un’ampia fetta di mercato che coinvolge non solo disabili e portatori di handicap ma anche mamme con bambini (che necessitano di strutture e servizi adeguati al pari di quelli per disabili) e over 70. In quest’ottica appare chiaro che l’intera filiera turistica, sia italiana che europea, vada ripensata proprio in relazione alla crescente domanda.

Le cinque città europee più accessibili

In Europa, per migliorare il turismo accessibile, la Commissione Europea ha lanciato un’iniziativa che premia le città virtuose, quelle che attuano politiche volte a migliorare l’accessibilità di tutti. Nell’ultima edizione dell’Access City Award 2019 ha vinto Breda (Paesi Bassi), mentre nelle prime posizioni si trovano Évreux (Francia), Gdynia (Polonia), Kaposvár (Ungheria) Vigo (Spagna). L’attenzione è dunque alta sulla tematica, basta osservare i cambiamenti inerenti alle nuove normative in materia di voli e servizi di assistenza introdotti nei maggiori aeroporti e dalle principali compagnie. Tra questi il trasporto gratuito dell’attrezzatura di assistenza, gli accessi prioritari e privilegiati per animali di assistenza e di supporto emotivo e accompagnatori e i servizi post atterraggio attivabili entro 48 ore dalla partenza.

Il turismo accessibile per disabili: a che punto siamo in Italia

La situazione in Italia oggi può essere definita “a macchia di leopardo”, a testimonianza del fatto che tanto è stato fatto ma che c’è ancora molto da fare. I maggiori aeroporti italiani sono in grado di fornire assistenza pre e post volo, e fornire tutta una serie di servizi di sostegno per portatori di handicap sulle tratte nazionali e internazionali. Per quanto riguarda invece le strutture ricettive, non sempre le principali mete turistiche sono in grado di accogliere turisti disabili. Per questo è importante, prima di recarsi in qualunque luogo, verificare se vi siano le condizioni per migliorare l’esperienza turistica delle persone diversamente abili.

Fonte: citizenpost

(c.a.)


Ultimo aggiornamento Aggiornata il 25 Marzo 2019
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