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sabato 24 agosto 2019
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Disabilità, la Convenzione Onu compie 12 anni. Ma non li dimostra

ROMA – Compie 12 anni la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, approvata il 13 dicembre 2006. Un anniversario che passa sotto silenzio, ma che offre l’occasione per ricordare che nel nostro Paese (che l’ha ratificata nel 2009), i suoi moniti restano in buona parte inascolatati. C’è un Programma di azione biennale, rinnovato esattamente un anno fa (12 dicembre 2017), che ha il compito di rendere concreti i principi fissati sulla carta. Ma il Comitato Onu sui Diritti delle Persone con disabilità, ha decisamente bacchettato il nostro Paese, dopo aver esaminato il suo rapporto sull’attuazione dei principi e delle disposizioni contenute nella Convenzione stessa. Il documento conclusivo del Comitato infatti contiene una serie di osservazioni critiche, che segnalano un consistente lavoro ancora da fare, in Italia, per garantire effettivamente la tutela dei diritti delle persone con disabilità e la piena inclusione sociale.
 
Emblematico è il lungo elenco di norme che, nel nostro Paese, dopo essere state a lungo attese e finalmente applicate, rischiano di rivelarsi incapaci di realizzare il cambiamento che promettono. “La Delega sull’Inclusione della Buona Scuola, la Legge sull’autismo, la cosiddetta norma sul “Dopo di Noi”, la Riforma del Terzo Settore, la Legge Delega sulla povertà con il Reddito d’Inclusione e i fondi sulla non autosufficienza e per i caregiver familiari stanno emblematicamente costituendo delle occasioni perdute per i disabili del nostro Paese – riflette oggi su Orizzonte Scuola Gianluca Rapisarda, consigliere della Federazione delle Istituzioni Pro Ciechi – Provvedimenti sacrosanti ed assolutamente condivisibili, ma che rischiano di restare ‘inapplicati’ o quanto meno ‘imbrigliati’, poiché non adeguatamente finanziati. In pratica – spiega – i costanti tagli operati sul welfare nell’ultimo decennio dai vari Governi di ogni colore, in nome della spending review, stanno relegando noi persone con disabilità italiane a un semplice ruolo di ‘cittadini di serie B’ e le politiche destinate alla disabilità ad un mero ‘optional’, come se i costi venissero prima dei diritti. Ma un Paese che antepone il contenimento della spesa ai diritti fondamentali dell’uomo è un Paese ‘malato’ – afferma Rapisarda – che dimentica colpevolmente la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità e pure la recente Sentenza ‘spartiacque’ della Corte Costituzionale n. 275/16, la quale ha stabilito in modo inequivocabile che sono i diritti incomprimibili della persona ad incidere sull’equilibrio di bilancio e non quest’ultimo a condizionare la loro doverosa erogazione”.
 
In generale, come ha sottolineato il Comitato Onu sui diritti delle persone con disabilità, in Italia è necessario “un cambio di paradigma, in modo che le persone con disabilità siano considerate come persone uguali nella società e non un peso o qualcuno che drena risorse del welfare state”. In questo senso, però, c’è ancora molto da fare.
 
“L’auspicio è che la ricorrenza odierna del 12° anniversario della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità – conclude Rapisarda – possa indurre tutta la nostra classe politica ed i nostri governanti, alle prese in questi giorni con la discussione della Legge di stabilità del 2019, a mettere veramente la disabilità al centro dell’agenda politica”.

Fonte: superabile.it

(c.a.)


Ultimo aggiornamento Aggiornata il 14 Dicembre 2018
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