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giovedì 13 dicembre 2018

Disabilità: ecco gli impegni del Governo

Torna la promessa di un Codice delle disabilità, insieme a quella di maggiori risorse per il Fondo per le non autosufficienze, per il diritto al lavoro e per il dopo di noi. Ecco cosa il Governo ha scritto nella nota di aggiornamento del DEF

«Nel DEF ho inserito la disabilità, non ce n’era assolutamente traccia», ha detto nei giorni scorsi Vincenzo Zoccano, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri in quota 5 Stelle e Viceministro per la Famiglia e la Disabilità. In un’intervista a Vita.it il sottosegretario aveva poi presentato le sue idee (esprimendo fra l’altro dei dubbi sulla necessità di avere due federazioni per la rappresentanza delle persone con disabilità, dubbi a cui la Fish ha reagito difendendo la ricchezza del pluralismo), rimandando però «per il dettaglio» alla «pubblicazione del testo». Eccolo.

Nella Nota di aggiornamento al DEF c’è un capitolo intitolato “Famiglia e disabilità” (pp. 101-104). Il cronoprogramma allegato prevede che le azioni relative alle “Misure di sostegno alla famiglia e alla disabilità” siano attuate nel triennio 2018-2020. Questi i punti indicati.

La raccolta dei dati e il Codice delle disabilità
In tema di disabilità, l’Italia sconta un gap informativo rilevante, dal punto di vista del monitoraggio e dell’analisi statistica, correlato anche a un quadro normativo disorganico che, anche a causa della mancanza di una definizione giuridica univoca di disabilità e non auto-sufficienza, rende complessa l’esatta individuazione e la soluzione delle criticità nel settore. In tale contesto emergono, inoltre, profili di natura equitativa connessi all’accesso e al livello delle diverse tipologie di sussidi, servizi e prestazioni erogati in favore delle persone con disabilità, cui si aggiungono ulteriori questioni di natura finanziaria, amministrativa e organizzativa che si riflettono sull’efficacia delle politiche pubbliche che in tale ambito si dipanano tra i diversi livelli di governo. Il Governo intende pertanto presentare un disegno di legge per la riforma e il riordino della disciplina per la tutela e la promozione dei diritti delle persone con disabilità: una riforma strutturale, volta a una revisione legislativa complessiva inerente alle diverse tematiche delle prestazioni e dei servizi per l’inclusione sociale, educativa e occupazionale, dell’accessibilità, della non discriminazione, del diritto alla vita adulta e del contrasto alla segregazione, con il fine di superare la frammentazione normativa mediante la redazione di un apposito Codice della materia.

Presa in carico
In questa direzione, sarà potenziata e resa più fruibile l’assistenza sanitaria domiciliare e sarà favorita l’inclusione scolastica e universitaria delle persone disabili, anche con iniziative di formazione a distanza. Si assicurerà un maggiore raccordo tra i diversi enti pubblici nella presa in carico delle persone con disabilità anche con il ricorso a carte dei servizi che consentano di facilitare i rapporti con le pubbliche amministrazioni.

Sostegno agli invalidi
In coerenza con gli altri interventi previsti in materia previdenziale e assistenziale, s’intende rafforzare le misure di sostegno agli invalidi, agendo al contempo sulle modalità di verifica dei soggetti che hanno effettivamente diritto ai relativi trattamenti, con azioni mirate laddove i dati mostrino delle anomalie.

Accertamento della condizione di disabilità
Nella logica della semplificazione, saranno intraprese misure per la razionalizzazione del sistema di accertamento sanitario per il riconoscimento della condizione di disabilità, promuovendo misure quali le visite domiciliari di accertamento della disabilità da parte delle commissioni medico-legali, l’aggiornamento dell’elenco delle patologie esonerate da visite di revisione e controllo, interventi specifici per finanziare adeguatamente e disciplinare in modo compiuto il contratto fiduciario.

Più risorse per il Fondo per le non autosufficienze, per il diritto al lavoro e per il Dopo di Noi
Nlla prospettiva dell’adozione del primo Piano triennale verrà incrementata la dotazione del Fondo per le non autosufficienze. Altre misure riguarderanno il rafforzamento degli strumenti volti all’inclusione lavorativa, a partire dagli incentivi alle assunzioni dei lavoratori con disabilità. Per questo motivo sarà incrementato il Fondo per il diritto al lavoro dei disabili. Saranno, inoltre, incrementati e resi strutturali gli stanziamenti di bilancio per il sostegno del ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare, in relazione al quale sono allo studio anche interventi per riconoscere allo studente, nell’ambito dei percorsi universitari, specifiche agevolazioni connesse all’attività di assistenza familiare. Si intende, infine, potenziare la dotazione del Fondo per l’assistenza delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare nonché destinare apposite risorse per l’esercizio delle funzioni relative all’assistenza per l’autonomia e la comunicazione personale degli alunni con disabilità.

In aggiunta a questo capitolo, si parla di disabilità nel capitolo scuola, dove per l’inclusione degli alunni con disabilità (pagina 96) si parla di un gruppo di lavoro costituito per accompagnare l’attuazione delle misure previste dal decreto legislativo 66/2017.

Fonte: vita.it


Ultimo aggiornamento Aggiornata il 9 Ott 2018
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