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venerdì 22 novembre 2019
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“Visability93”, la call per designer: nuove icone per le disabilità invisibili

L’idea nasce dal collettivo di creativi di McCann London che hanno ideato 29 icone per rappresentare le più comuni disabilità che non si vedono. L’obiettivo finale è ridisegnare il simbolo internazionale della disabilità perché comprenda tutte le disabilità visibili o meno.

Una serie di nuove icone per indicare le disabilità invisibili e aprire un dibattito sul modo in cui sono trattate. È “Visability93”, l’idea del collettivo di creativi di McCann London che ne ha ideate 29 per simboleggiare le più comuni disabilità che non si vedono (ansia, autismo, epilessia, Alzheimer, disturbo ossessivo-compulsivo, ecc.) e ha lanciato una competizione di design in partnership con Invisible disability project di San Diego per incoraggiare la comunità a partecipare al dibattito, suggerendo modifiche o idee per migliorarle. “Il simbolo della sedia a rotelle è stato ideato dalla designer danese Susanne Koefoed quando era una studentessa nel 1968 – scrivono i creativi, molti dei quali hanno parenti con disabilità non visibili – Ma nella realtà il 93-95% delle persone con disabilità non usano una sedia a rotelle. La conseguenza è che la maggior parte di chi si confronta con difficoltà meno visibili ha anche a che fare con una mancanza di comprensione. Quando utilizzano i parcheggi per disabili, i bagni pubblici o i posti riservati sui mezzi pubblici, le persone che non appaiono come disabili spesso vengono confuse con persone normodotate, rischiando di vedersi negare il diritto di utilizzare i servizi”. L’obiettivo finale è ridisegnare il simbolo internazionale di accessibilità in modo che comprenda tutte le disabilità, visibili o meno. “Non vogliamo creare un prodotto ma aprire un dibattito – spiegano – Come creativi è il nostro modo per far sì che le persone con disabilità invisibili siano trattate con dignità e abbiano gli stessi diritti delle altre”.

Quello di McCann London non è il primo tentativo di cambiare il simbolo internazionale della disabilità che rappresenta una persona in sedia a rotelle (dal 1984 il simbolo fa parte dello standard Iso 7001 e il suo copyright è detenuto dalla Rehabilitation international). Un esempio è la campagna di street art lanciata dall’artista e scrittrice Sara Hendren e dal professore di filosofia Brian Glenney a Boston per modificare l’originale simbolo di accesso per persone disabili, applicando un adesivo che, lasciando intravedere l’icona sottostante, trasforma la persona immobile sulla sedia a ruote in una persona in movimento. L’idea alla base è quella di una nuova visione della persona disabile che è attiva, indipendente, partecipa. Da quella campagna è nato il progetto di design sociale “The accessible icon project” che ha coinvolto un graphic designer professionista, Tim Ferguson-Sauder, e ha portato il nuovo simbolo (liberamente utilizzabile) a essere presente in diversi contesti tra cui al MoMa di New York.

Nel 2015 un nuovo logo di accessibilità è stato realizzato dal Dipartimento della informazione pubblica delle Nazioni Unite. Il logo rappresenta una figura umana stilizzata a braccia aperte all’interno di un cerchio e vuole simboleggiare l’inclusione.

Fonti: superabile.it


Ultimo aggiornamento Aggiornata il 22 Agosto 2018
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