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mercoledì 13 novembre 2019
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Accessibilità dei siti web delle PA per i disabili: ecco il decreto

È stato recentemente riaffermato il principio dell’accessibilità dei siti web delle PA. Lo prevede un decreto attuativo della direttiva europea.

Siti web e applicazioni mobili della PA dovranno sempre tenere in conto il principio dell’ accessibilità per i disabili. Questo ad eccezione dei casi in cui tali obblighi rappresentino un onere sproporzionato per gli stessi enti pubblici.

A sancire l’importante principio dell’ accessibilità è il decreto legislativo che recepisce la direttiva Ue 2016/2102  approvato dal consiglio dei ministri nei giorni scorsi.

Come noto, un sito web è accessibile “quando può essere usato da qualcuno che ha una disabilità”.

Pertanto, rendere accessibile un sito significa fare in modo che i contenuti siano disponibili alla più vasta tipologia di persone e dispositivi, inclusi i portatori di handicap.

Ciò implica naturalmente l’adozione di una serie di misure e di accorgimenti  molto importanti. Grazie a questi ultimi, le persone con tipi diversi di disabilità e che sono costrette ad usare software e hardware non dovranno mai penalizzate nell’uso della rete.

A questo proposito, la nuova disciplina introduce modifiche mirate alla legge Stanca n.4/2004. Legge riguardante proprio l’accesso dei disabili agli strumenti informatici.

Essa riafferma il principio dell’accessibilità dei siti web delle p.a., punto cardine del Codice dell’amministrazione digitale (Cad).

Da questo deriva che, nella dichiarazione di accessibilità, gli enti pubblici debbano d’ora in avanti motivare le ragioni per cui parti del sito web non sono accessibili per “onere sproporzionato”.

Laddove poi vi siano sezioni del sito web non accessibili sarà onere della PA motivane la ragione. Nei portali invece, andrà inserito un link. Questo dovrò raccogliere il feedback degli utenti.

Quest’ultimo dovrà poi essere comunicato, oltre che agli enti pubblici, anche all’Agenzia per l’Italia digitale.

Sarà compito dell’Agenzia per l’Italia verificare la dichiarazione di accessibilità. Così come la relativa valutazione di conformità al modello e ai casi di inaccessibilità.

In caso di contestazioni, l’Agid dovrà fare una segnalazione al difensore civico digitale.

Quest’ultimo, in questi casi, risulta essere l’ autorità nazionale competente. La stessa Agid, sentite le associazioni rappresentative delle persone con disabilità, nonché le case produttrici di software per l’accessibilità dei siti web, diffonderà apposite linee guida con i requisiti tecnici e le metodologie per la verifica dell’ accessibilità.

Fonte: responsabilecivile.it


Ultimo aggiornamento Aggiornata il 20 Agosto 2018
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