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sabato 18 agosto 2018
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Continuità didattica nel sostegno: i primi dati raccolti dalla FISH

Turn over preoccupante: secondo i dati raccolti dalla FISH 9 alunni su 10 cambiano decente di sostegno ogni anno, 8 su 10 ne cambiano due ogni anno

Nei giorni scorsi ci siamo occupati, ancora una volta, del tema del precariato tra i docenti e, soprattutto, tra i docenti di sostegno. Abbiamo anche parlato di un’interessante iniziativa in merito portava avanti in questo periodo dalla Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap (FISH), con la quale si invita a segnalare al MIUR tutti i casi di discontinuità didattica, in modo da riuscire ad ottenere da esso una circolare da inviare a tutte le scuole, riguardante il rispetto di alcune norme. Sono stati ora diffusi i primi dati raccolti dalla FISH, che ci sembrano piuttosto allarmanti: il 90% degli alunni ha cambiato docente di sostegno da un anno all’altro, l’80% ne ha cambiati due durante l’anno scolastico, il 48% ne ha cambiati 3. Il 15% ne ha cambiati 4 e il 6% ha cambiato addirittura 5 insegnanti di sostegno nel corso dell’anno.

Come riportato dalla rivista Vita, il 24 luglio si è riunito l’Osservatorio permanente sull’inclusione Scolastica e il ministro Bussetti ha presentato le bozze di quattro decreti attuativi per l’inclusione scolastica, derivanti dal D. Lgs 66/17; uno relativo ai criteri per la definizione dei profili professionali del personale destinato all’assistenza per l’autonomia e per la comunicazione; un altro riguardante gli indicatori per la valutazione della qualità dell’inclusione scolastica che dovranno essere definiti dall’Invalsi, sentito l’Osservatorio; una bozza sulle linee guida per la predisposizione del Piano per l’inclusione e infine un’altra relativa al corso di specializzazione per il sostegno didattico per la scuola dell’infanzia e la scuola primaria. Su tali bozze le associazioni faranno pervenire al Ministro le loro osservazioni.

In merito alla discussa vicenda della conferma del docente di sostegno precario da parte del dirigente scolastico prevista dal D. Lgs. 66/17, il ministro ha dichiarato che occorre fare una riflessione e un lavoro più ampio. Bisogna infatti ricordare che il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI) ha espresso un parere molto critico rispetto a questa possibilità. Non solo: un recente accordo sindacale sulle assegnazioni provvisorie ha suscitato molte polemiche, poiché ha consentito anche ai docenti non specializzati di fare richiesta di mobilità annuale, purché specializzandi o con almeno un anno di servizio su posto di sostegno. Diverse sono, dunque, le questioni da affrontare e risolvere.

La FISH auspica che si possa arrivare in tempi brevi alla stesura del decreto sulla continuità didattica ed annuncia una serie di incontri con il ministro finalizzati ad una scrittura comune del testo. E’ tuttavia necessario che siano messe in atto le strategie necessarie per garantire la continuità didattica fin da settembre. E’ proprio per questo che è stato lanciato il questionario online sul tema, attraverso cui segnalare le situazioni di mancanza di continuità, in modo da sollecitare l’emanazione di una circolare sul rispetto delle norme relative all’avvio dell’anno scolastico. Secondo l’art. 461 del D. Lgs. 297/94, infatti, non si deve dar luogo a spostamenti di personale dopo il ventesimo giorno dall’inizio dell’anno scolastico. Il rispetto di tale norma, naturalmente, può garantire una maggiore continuità dei docenti per il sostegno, anche precari, almeno nel corso dello stesso anno scolastico. Ricordiamo che è ancora possibile aderire.

E’ importante, tuttavia, evidenziare che per garantire continuità didattica è prioritariamente necessario stabilizzare il personale docente. Dopo le previsioni preoccupanti dei mesi scorsi, secondo le quali non era prevista per quest’anno alcuna assunzione nel sostegno, sono poi giunte notizie più confortanti, secondo le quali vi saranno invece oltre 13 mila immissioni in ruolo. Purtroppo non mancheranno regioni in cui questo non sarà possibile per mancanza di docenti specializzati o perché non presenti nelle graduatorie utili per l’accesso al ruolo.

Fonte: disabili.com

(l.v. / c.a)

 

 


Ultimo aggiornamento Aggiornata il 2 agosto 2018
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