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venerdì 22 novembre 2019
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Il sogno di Nino, il piccolo “regista” con l’Asperger, è realtà: ecco il film che conquista con gentilezza

Quasi un anno di lavoro, una produzione nata dal basso e finanziata anche grazie al crowdfunding online, l’Italia girata in lungo e in largo per raccogliere storie e voci di diversità. A raccoglierle, un intervistatore e “regista” insolito, Nino, 12 anni e la sindrome di Asperger, accompagnato dalla mamma attrice e regista Sabrina Paravicini. Il risultato è un film, Be Kind, in italiano «sii gentile», che alla prima uscita pubblica, al Taormina Filmfest, ha subito ottenuto un riconoscimento. Una menzione speciale così spiegata: «Per lo straordinario impegno e talento nel dare una dimensione di dignità e comprensione ovvero amore a chi è diverso». 

In questo film la diversità è intesa non come differenza, ma come ricchezza nella varietà. L’idea è nata da una domanda di mamma Sabrina: «Nino ti andrebbe di raccontarti?». E così che è iniziato il percorso fisico ma soprattutto emotivo, dove ogni tappa sono incontri con persone che raccontano le esperienze attraverso la condivisione delle loro storie. Nino è diventato un Virgilio che conduce lo spettatore, nel mondo della varietà umana. Le donne, gli uomini, i ragazzi che dialogano con Nino insegnano che l’unico modo per entrare davvero in contatto con gli altri è la gentilezza, unico strumento che predispone all’ascolto dell’altro senza atteggiamenti pietistici o “antropologici”, ma mossi dal reale desiderio di conoscere.  

La presenza dello scrittore Roberto Saviano, dell’attore Fortunato Cerlino e dell’astronauta Samantha Cristoforetti si alternano ai tanti incontri e vicende che compongono un racconto che parla di limiti superati, di speranza, di sperimentazioni, di gentilezza e di felicità possibile per tutti. Perché, alla fine, tutti siamo diversi da tutti. In Be Kind è possibile anche capire i miglioramenti che, da oltre dieci anni, ha compiuto Nino: il rischio di una deriva verso l’isolamento totale era la diagnosi dell’istituto di neuropsichiatria di via Dei Sabelli, a Roma. Un’ area di eccellenza e di avanguardia in tema di neuropsichiatria infantile in Italia e in Europa. È lì che alla famiglia viene comunicata la diagnosi che, all’inizio, sembrava senza possibilità di evoluzione, ma solo di infauste discese nell’isolamento totale. E che aveva fatto precipitare Sabrina in una vertigine di paura, d’incertezza, di vera disperazione. Ma quando è riuscita a trasformare quella che poteva essere una tragedia in una grande avventura, la più grande avventura della sua vita, le cose hanno cominciato a cambiare. 

A 5 anni, in un solo anno, Nino, grazie all’aiuto di terapisti preparati e appassionati, recupera tre anni di competenze, impara a leggere guardando le targhe delle macchine, impara a scrivere insieme ai suoi compagni di scuola, comincia a relazionarsi sempre meglio con adulti e coetanei, la sua fantasia lo porta a poco più di undici anni a scrivere da solo un breve romanzo che regalerà e dedicherà ai suoi maestri come regalo di fine elementari. «Sei diversamente madre» è la frase che Nino dice a Sabrina una sera di aprile dopo avere visto un documentario sull’autismo.  

Be Kind è il risultato (temporaneo) dello splendido e sorprendente rapporto tra madre e figlio, ma è anche una riflessione sull’inevitabile dose di sofferenza che tutti – nessuno escluso – ha dovuto subire in passato. Se solo fossimo più gentili, che mondo sarebbe? Meraviglioso.  

Adesso Sabrina Pravicini e i suoi collaboratori stanno valutando se tentare la strada della distribuzione nelle sale cinematografiche italiane e quella nelle scuole, e presentare il film ai festival di tutto il mondo con l’aiuto di Filmitalia. Poi andrà sulla piattaforma Gucci Equilibrium, che ha sposato il progetto. 

Fonte: lastampa.it

(c.a.)


Ultimo aggiornamento Aggiornata il 30 Luglio 2018
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