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giovedì 20 settembre 2018
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Perché una stanza d’albergo accessibile a tutti non può essere anche “di design”?

Una camera d’albergo per tutti, in grado di accogliere nel massimo comfort e funzionalità persone con diversi livelli di abilità, senza rinunciare al design, anche dal punto di vista estetico: è questo l’obiettivo di “Hoteling for All”, progetto promosso dallo IED di Milano (Istituto Europeo di Design), dal Comune di Milano e dalla Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi, che si è sviluppato attraverso un progetto di tesi condotto da cinque gruppi trasversali di diplomandi dei corsi IED di Interior Design, Product Design e Media Design

Una camera d’albergo per tutti, in grado di accogliere nel massimo comfort e funzionalità persone con diversi livelli di abilità, senza rinunciare al design, anche dal punto di vista estetico: è questo l’obiettivo di Hoteling for All, progetto promosso da IED Milano (Istituto Europeo di Design), dal Comune di Milano e dalla Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi, con il patrocinio di Assolombarda, dell’APAM (Associazione Albergatori Milano di Confcommercio), Rescasa Lombardia e Assobagno di FederlegnoArredo, delineato nell’àmbito del Tavolo del Turismo – Gruppo Turismo Accessibile, voluto dalla Camera di Commercio.
L’iniziativa si è sviluppata attraverso un progetto di tesi condotto da cinque gruppi trasversali di diplomandi dei corsi di Interior Design, Product Design e Media Design di IED Milano e presentato in questi giorni nella sede dello stesso Istituto.

«Premessa e linea guida del progetto – come spiegano da IED Milano – è stata la necessità di lavorare perché l’accessibilità non rimanga solo un argomento di interesse delle persone con bisogni speciali (persone con disabilità, anziani, famiglie con bambini piccoli ecc.), ma che se ne comprenda anche la dimensione economica sottostante e ci si adoperi perché questo venga ampiamente compreso a tutti i livelli. E perché Milano diventi più accogliente. Da qui ha preso il via Hoteling for All, sviluppato dai cinque gruppi di nostri diplomandi e declinato in altrettante proposte di design, impiegando in un caso anche l’intelligenza artificiale, di una camera d’albergo che tenga in considerazione le necessità di portatori di bisogni diversi, ma che allo stesso tempo sia una camera “gradita da tutti”, anche da chi non presenta bisogni specifici, potenzialmente replicabile in tutti gli alberghi, ma al tempo stesso diversa per tipologia d’albergo. Una camera che attraverso soluzioni tecnologiche e di design possa rispondere a diverse criticità di movimento e di vissuto in hotel, con l’obiettivo di offrire una nuova esperienza di soggiorno».

Nello sviluppo dell’iniziativa sono stati presi in considerazione utenti “normodotati”, persone con disabilità temporanee, non vedenti, ipovedenti, non udenti, ipoudenti, paraplegici e tetraplegici e il progetto ha avuto quali docenti relatori Attila Verres per la Scuola di Design (Corsi di Interior e Product Design) e Dario Gavezotti per la Scuola di Arti Visive (corso di Media Design). I correlatori sono stati Silvia Roth (Design) e Cristina De Marinis (Arti Visive), gli assistenti Mattia Gadda e Giulia Bombardieri, con la consulenza di Luca Infante.
«Siamo molto felici – dichiara Alessandro Chiarato, direttore della Scuola di Design di IED Milano – di avere collaborato con le Istituzioni e le Associazioni che stanno lavorando su questi temi e che hanno accolto la nostra proposta progettuale. Tra i nostri obiettivi abbiamo proprio la formazione di nuove generazioni di designer attenti e consapevoli nella progettazione legata ai temi del sociale e della sostenibilità. Istituzioni attente e giovani progettisti possono incominciare a dare risposte concrete a questi temi progettuali».

«Questa è stata un’iniziativa davvero meritevole – sottolineano dal canto loro Lisa Noja, delegata alle Politiche per l’Accessibilità del Comune di Milano e Roberta Guaineri, che nello stesso è assessore al Turismo, allo Sport e alla Qualità della Vita – perché lavorare sull’accessibilità significa rendere Milano ancora più accogliente e in grado di attrarre proprio tutti, in modo che nessuno debba rinunciare a viaggiare e visitare la nostra città. Per questo ringraziamo l’Istituto Europeo di Design e tutti i soggetti che hanno collaborato a questo progetto, perché costruire e diffondere la cultura dell’accessibilità, partendo proprio da dove si formano progettisti e designer, è un passo fondamentale verso questo obiettivo».

Secondo Carlo Edoardo Valli, vicepresidente della Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi, «il design rappresenta un aiuto concreto per migliorare la qualità della vita. Insieme allo IED abbiamo messo a punto questa iniziativa nata dai nostri tavoli tematici, per applicare il design al sociale. L’accessibilità, infatti, può fare una differenza nell’offerta delle strutture turistiche per rendere più competitive le nostre imprese».

«Un anno fa – afferma quindi Maurizio Naro, presidente dell’APAM – abbiamo proposto questo progetto per risolvere un problema sentito da noi albergatori: le camere per disabili hanno purtroppo un aspetto, soprattutto nel bagno, troppo ospedaliero e questo implica che il cliente “normodotato” non accetti di vedersi assegnata questa tipologia di camera, nonostante le dimensioni maggiori. I gruppi di studenti IED che abbiamo valutato, oltre a presentare progetti molto validi e funzionali alla nostra attività, hanno anche dimostrato di essersi appassionati al tema e di essere entrati in empatia con coloro che hanno intervistato, per conoscere in dettaglio le principali problematiche che le persone con disabilità incontrano quando viaggiano».

«Con il nostro patrocinio a Hoteling for All – conclude Paolo Pastorino, presidente di Assobagno di Federlegno Arredo – abbiamo voluto dimostrare che le nostre imprese sono recettive e pronte ad un evoluto e moderno concetto di responsabilità sociale, come quello insito nella progettazione dei nuovi ambienti bagno “per tutti”, secondo i parametri tracciati da questo progetto. E per questo un ringraziamento particolare va a Mattia Fiorindo, membro del nostro Consiglio Direttivo Assobagno, che ha fornito il proprio supporto attivo, coordinando i primi incontri propedeutici tra le imprese e gli studenti per lo sviluppo di nuovi prodotti».

Fonte: superando.it

(m.l. / c.a. )

 


Ultimo aggiornamento Aggiornata il 13 luglio 2018
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