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venerdì 19 ottobre 2018
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Non lasciare indietro nessuno, applicando la Convenzione ONU

Dal oggi 12 giugno, a giovedì 14, è in programma presso la sede delle Nazioni Unite di New York l’undicesima sessione della Conferenza tra gli Stati firmatari della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, durante la quale, tra l’altro, è prevista l’elezione di nove membri del Comitato per i Diritti delle Persone con Disabilità, l’organismo che verifica costantemente l’applicazione della Convenzione stessa nei Paesi che l’hanno ratificata.

Tema generale dell’evento sarà Non lasciare indietro nessuno, applicando la Convenzione, ma le questioni che avranno maggiore spazio saranno sostanzialmente tre, alle quali saranno dedicate altrettante tavole rotonde, vale a dire la prima sulle Opportunità fiscali dei vari Paesi, per favorire i partenariati tra pubblico e privato e la cooperazione internazionale, ai fini di una piena applicazione della Convenzione; la seconda su Donne, ragazze e bambine con disabilità; la terza su Partecipazione politica e uguale riconoscimento di fronte alla legge.
Un argomento trasversale ai vari incontri sarà invece quello riguardante la necessità di promuovere statistiche sulla disabilità di alta qualità, con dati disaggregati nel modo più adeguato.

Per quanto riguarda il tema Donne e disabilità, un passaggio molto importante, a livello internazionale, si è avuto proprio nei giorni scorsi – come abbiamo segnalato in altra parte del giornale – con la nomina di Ana Peláez Narváez nel Comitato ONU CEDAW, prima donna con disabilità a far parte dell’organismo che verifica l’attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione della donna.
A proposito invece della Partecipazione politica e dell’Uguale riconoscimento di fronte alla legge, come rileva Alfredo Ferrante, presidente del Comitato sui Diritti delle Persone con Disabilità del Consiglio d’Europa, nel suo blog Tantopremesso della testata «Linkiesta.it», «la piena partecipazione dei cittadini alla vita politica segna il livello di maturità democratica di una società: escludere o limitare fortemente la possibilità per chicchessia di poter dire la propria nelle scelte fondamentali del proprio Paese, a tutti i livelli di governo, impoverisce drammaticamente il processo decisionale e la bontà stessa delle decisioni assunte. Ecco perché la promozione e la tutela del diritto al voto è elemento fondamentale e decisivo per il rispetto della Convezione ONU che, all’articolo 29 [“Partecipazione alla vita politica e pubblica”, N.d.R.], ricorda che le procedure, le strutture e i materiali elettorali debbano essere appropriati, accessibili e semplici da comprendere ed usare per tutti. Si pensi, ad esempio, al dovere di garantire la piena accessibilità ai seggi o all’utilizzo di volantini o manifesti redatti in linguaggio semplice per persone con disabilità intellettiva, mettendo in campo campagne elettorali accessibili per chiunque».

«La partecipazione politica – aggiunge Ferrante – non è limitata, naturalmente, alla fase della formazione di una compiuta opinione di voto ed alla sua espressione, ma investe, al contempo, il tema della possibile esclusione dall’elettorato attivo o passivo in virtù di limitazioni della capacità giuridica della persona legata alla condizione di disabilità mentale o intellettiva, un caso che, purtroppo, non è infrequente in molti paesi del mondo e che si pone in netto contrasto con la Convenzione, richiedendo, al contrario, che gli Stati garantiscano in ogni modo la libera espressione della volontà delle persone con disabilità in qualità di elettori, senza comprimere la loro sfera personale di autodeterminazione».

«E non finisce qui – conclude -: a patto di riuscire a creare un ambiente capacitante per la libera e consapevole espressione del loro voto, le persone con disabilità riescono a venire elette per dar voce alle loro idee ed ai loro convincimenti nelle diverse sedi di rappresentanza? A giudicare dai numeri delle presenze nelle assemblee elettive, l’elettorato passivo non è un argomento che scala l’agenda di molti Paesi, considerato che, secondo l’ultimo rapporto mondiale sulla disabilità dell’OMS [Organizzazione Mondiale della Sanità, N.d.R.], il numero delle persone con disabilità nel mondo è di circa un miliardo e che, di converso, le percentuali di presenza nelle aule parlamentari, regionali e locali sono poco più che irrisorie. È dunque assai positivo che il tema venga posto all’ordine del giorno della Conferenza di New York». (S.B.)

Fonte: superando.it

(c.a. )


Ultimo aggiornamento Aggiornata il 12 giugno 2018
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