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domenica 27 maggio 2018
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Inail e IIT hanno presentato “Hannes”, la nuova mano protesica di derivazione robotica

Si è svolta ieri a Roma, all’Interno del Parlamentino Inail, la presentazione della mano robotica “Hannes”.

Il prototipo protesico prende il nome dal suo inventore, Johannes Schmidl, che nel 1965, quando ricopriva il ruolo di direttore tecnico del Centro Protesi INAIL di Budrio, progettò il primo arto artificiale: la così detta “mano Ceca”.

La realizzazione del progetto “Hannes” è stata possibile grazie alla collaborazione, avviata nel 2013, tra l’INAIL e l’Istituto Italiano Tecnologico.

Il funzionamento della mano, di derivazione robotica, è controllato dagli impulsi del muscolo residuo, permettendo così di recuperare fino al 90% della funzionalità dell’arto amputato.

La batteria riesce a ricopre un intera giornata di utilizzo e, a livello estetico, si può notare come questa assomigli molto all’arto naturale.

Un ulteriore elemento di elevata importanza è che quest’invenzione si rivolge ad una platea diffusa, sia grazie ai costi non elevati della mano robotica, che al Sistema Sanitario Nazionale.

La fase conclusiva di questo progetto consisterà in una produzione in serie della mano “Hannes”.

Al convegno hanno partecipato: il Ministro Del Lavoro, Giuliano Poletti; il presidente dell’INAIL, Massimo De Felice; il DG INAIL, Giuseppe Lucibello; Il presidente DELL’ IIT, Gabriele Galateri di Genola; il Direttore Scientifico IIT, Roberto Cingolani; il Direttore Centrale Pianificazione e Comunicazione INAIL, Giovanni Paura; il DG della Programmazione Sanitaria del Ministero della Salute, Andrea Urbani, e il paziente del centro protesi che ha testato per primo la nuova mano robotica, Marco Zambelli.

Fonte: amnil

(c.v. / c.a. )

 

 


Ultimo aggiornamento Aggiornata il 11 maggio 2018
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