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giovedì 24 maggio 2018
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Autismo. Eppure ci sono le terapie

Teorie sbagliate e pregiudizi. Ma ci sono percorsi scientificamente provati .
La ricerca delle cause dell’autismo ha attraversato momenti di particolare confusione che ne hanno influenzato la percezione sociale. Nessuno studioso serio accetta più la teoria della “madre frigorifero”, secondo la quale l’autismo sarebbe stato provocato da una carenza di amore da parte della madre: lo stesso Leo Kanner, autore negli anni ‘ 50 di questa teoria basata su un suo errore statistico, aveva poi ammesso lo sbaglio nel 1969. L’aveva già contestata, nel ’64, nel suo libro Infantile Autism, Bernard Rimland che l’anno successivo, fondò la National Society for Autistic Children (oggi Autism Society of America) insieme a Ivar Lovaas, il primo ad applicare per l’educazione dei bambini con autismo, allora giudicati ineducabili, un’efficace strategia basata sul metodo scientifico della ” analisi applicata del comportamento”. Purtroppo, in Italia e in Francia molti psicologi psicodinamici della scuola Tavistock Clinic e di Lacan prescrivono ancora sedute psicanalitiche per le madri e psicomotricità per il figlio, in opposizione a quanto previsto dalla Linea guida dell’Iss, che consigliano interventi mediati dai genitori, intensivi, precoci e basati sull’Aba. Anche una recente indagine, svolta da Paolo Moderato con la Fondazione Fobap di Brescia, dimostra come questi interventi permettano miglioramenti significativi.
Nel 1967, in contrasto con il suo comportamento razionale precedente, Rimland fondò l’Autism Research Institute che nel 1995 elaborò il programma Defeat Autism Now! ( Dan!): indicava come causa una presunta intossicazione da metalli, in particolare da mercurio, allora contenuto nei vaccini (il Thimerosal). La cura proposta era la “chelazione dei metalli”, per favorirne l’eliminazione. Questa teoria, priva di ogni razionale fondamento scientifico, si basava sulla contemporaneità fra l’aumento del numero delle vaccinazioni e quello di casi diagnosticati a fine secolo. La teoria era falsa: dopo il 2000 il Thimerosal è stato eliminato e l’allarmismo diffusosi ha comportato una riduzione del numero di vaccinati, ma i casi di autismo diagnosticati sono raddoppiati. Nel 1998 il dottor Wakefield dichiarò con prove truffaldine che non il mercurio ma i virus attenuati del morbillo presenti nel vaccino erano causa di autismo. Fu radiato con infamia dall’albo dei medici britannico.
Molte associazioni e centri di ricerca si sono opposti a queste imposture. La federazione delle oltre 50 Associazioni Nazionali Genitori Soggetti Autistici ( www. angsa. it) ha sempre difeso un approccio razionale alla malattia, escludendo sia la medicina alternativa sia la psicoanalisi della Tavistock Clinic e di Lacan. Insieme ad altre associazioni della Federazione italiana per il superamento dell’handicap, come Anffas, ha perseguito una politica di supporto e stimolo alle istituzioni che ha prodotto importanti risultati: ha partecipato all’elaborazione delle linee guida, completate nel 2011; collaborato alle linee di indirizzo approvate dalla Conferenza Unificata nel 2012; ha sollecitato il Parlamento a emanare una legge specifica per l’autismo nel 2015; e ha ottenuto che i Lea del 2017 contenessero uno specifico articolo.
Non meno importante è poi il lavoro che le associazioni svolgono coi genitori perché non cadano nelle trappole, costose e inefficaci, di venditori di illusioni che promettono la guarigione, e rivendichino per le persone con autismo di ogni età il diritto alla diagnosi precoce, alla cura e al trattamento intensivo individualizzato basato sulle più avanzate evidenze scientifiche.

Fonte : larepubblica.it

(c.a.)


Ultimo aggiornamento Aggiornata il 28 marzo 2018
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