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martedì 16 ottobre 2018
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Vita Indipendente disabili: caratteristiche dei progetti delle Regioni

Dalla partecipazione attiva del soggetto beneficiario al suo progetto personalizzato, alla scelta dell’assistente personale, i punti principali delle linee guida alle quali le Regioni devono attenersi per la predisposizione dei progetti di Vita Indipendente entro il 5 febbraio

Con l’espressione Vita Indipendente si intende una serie di misure che hanno lo scopo di favorire la vita, appunto, il più possibile indipendente (e soprattutto in casa propria) delle persone con grave disabilità. Si tratta di misure, messe in atto e predisposte da regioni e comuni, che devono mirare a favorire l’autodeterminazione delle persone in condizione di handicap anche grave, favorendo il più possibile la permanenza in casa, a discapito di soluzioni di istituzionalizzazione.

A introdurre la Vita Indipedente non solo come concetto ma anche come prassi, nell’ordinamento italiano, è stata la legge 162 del 1998 (e successive modifiche). Si tratta di una legge che negli anni ha visto la successiva possibilità, da parte dei comuni, di proporre e sostenere questo genere di interventi. Per quanto riguarda quest’anno, alla fine del 2017 sono state pubblicate le nuove Linee Guida per le regioni, che vi si dovranno attenere per i propri progetti di Vita Indipendente.

15 MILIONI DI EURO – Per quanto riguarda quest’anno, ammontano a 15milioni di euro le risorse messe in campo a livello nazionale che verranno distribuite alle Regioni le cui proposte progettuali per la Vita Indipendente si saranno attenute alle nuove “Linee Guida per la presentazione di progetti in materia di vita indipendente ed inclusione nella società delle persone con disabilità – anno 2017”.

PARTECIPAZIONE DIRETTA AL PROGETTO – La valutazione multidimensionale è alla base del progetto personalizzato (inteso come una serie di misure: “sostegni, servizi, prestazioni, trasferimenti in grado di supportare il progetto di vita della persona con disabilità e la sua inclusione, redatto con la sua diretta partecipazione o di chi lo rappresenta, previa valutazione della sua specifica situazione in termini di funzioni e strutture corporee, limitazioni alle azioni e alla partecipazione, aspirazioni, oltre che a valutazione del contesto ambientale nella sua accezione più ampia”.

I BENEFICIARI – Gli interventi devono essere dedicati a persone con disabilità maggiorenni, la cui disabilità non sia determinata da naturale invecchiamento o da patologie connesse alla senilità. (….) Nella selezione dei beneficiari deve essere accordata preferenza alle persone con disabilità in condizione di maggiore bisogno in esito ad una valutazione multidimensionale, che tenga conto almeno delle limitazioni dell’autonomia, della condizione familiare, abitativa ed ambientale, nonché delle condizioni economiche della persona con disabilità Un fondamentale criterio da tenere in considerazione, inoltre, riguarda le scelte che favoriscano i percorsi di de-istituzionalizzazione e il contrasto ad ogni forma di segregazione o di isolamento delle persone con disabilità.

L’ASSISTENTE PERSONALE – Per quanto riguarda l’assistente personale, che assume un ruolo centrale nella organizzazione di un progetto di vita indipendente, si sottolinea la necessità di lasciare libertà di scelta al beneficiario, fatte salve le eventuali indicazioni rappresentate dalle équipe multi professionali e riportate nel progetto personalizzato. Si raccomanda in ogni caso alle Regioni di garantire il principio della libera scelta dell’assistente personale anche nei casi nei quali la normativa o i regolamenti abbiano previsto l’istituzione di Albi o Registri per questa categoria di lavoratori, attraverso una corretta disciplina delle procedure di accreditamento e di selezione.

CONTRIBUTO PER L’ASSISTENTE PERSONALE – In via preferenziale, il contributo per l’assistente personale dovrà essere considerato come voce di spesa autonoma e specifica, sebbene lo stesso risulti ricorrente nelle diverse macro-aree di intervento (esplicitate al punto 4 del formulario) che rispondono ai temi dell’abitare in autonomia, delle attività di inclusione sociale e relazionale, nonché del trasporto sociale.

Fonte: disabili.com

(c.a.)


Ultimo aggiornamento Aggiornata il 5 febbraio 2018
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