Informa disAbile

giovedì 24 maggio 2018
archivio notizie
Categorie

Pensione anticipata per che assiste un disabile: cosa cambia nel 2018

La pensione anticipata per chi assiste un disabile, dal 2018 viene leggermente rafforzata. In base all’articolo 1, co. 162 della legge 205/2017, i lavoratori che prestano assistenza ad un parente o un affine di secondo grado convivente qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i settanta anni di età, oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti, possono beneficiare dell’Ape Sociale. In alternativa, possono anticipare la pensione.

Cos’è l’Ape Sociale

L’articolo 1, commi da 179 a 186, della legge di bilancio 2017 prevede un’indennità a carico dello Stato erogata dall’INPS a soggetti in determinate condizioni previste dalla legge che abbiano compiuto almeno 63 anni di età e che non siano già titolari di pensione diretta in Italia o all’estero.

L’indennità è corrisposta, ogni mese per 12 mensilità nell’anno, fino al raggiungimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia. Si tratta di una misura sperimentale in vigore dal 1° maggio 2017 al 31 dicembre 2018, intesa ad accompagnare verso l’età pensionabile soggetti in determinate condizioni ed è soggetta a limiti di spesa.

A Chi Spetta?

  • Disoccupati che hanno finito integralmente di percepire, da almeno tre mesi, la prestazione per la disoccupazione loro spettante;
  • soggetti che al momento della richiesta e da almeno sei mesi assistono il coniuge, l’unito civilmente o un parente di primo grado convivente (genitore, figlio) con handicap grave;
  • invalidi civili con un grado di invalidità pari o superiore al 74%;
  • dipendenti che svolgono o abbiano svolto da almeno sei anni in via continuativa una o più una delle attività lavorative considerate usuranti ed incluse nell’allegato A del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 maggio 2017, n. 88.

L’indennità dell’APE sociale decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda di accesso al beneficio ove a tale data sussistano tutti i requisiti e le condizioni previste dalla legge, compresa la cessazione dell’attività lavorativa.

Quanto Spetta

L’indennità è pari all’importo della rata mensile di pensione calcolata al momento dell’accesso alla prestazione (se inferiore a 1.500 euro) o pari a 1.500 euro (se la pensione è pari o maggiore di detto importo). L’importo dell’indennità non è rivalutato, né integrato al trattamento minimo.

Il trattamento di APE sociale cessa in caso di decesso del titolare e non è reversibile ai superstiti.

Requisiti

Per ottenere l’indennità è necessario che i soggetti in possesso delle condizioni indicate dalla legge abbiano, al momento della domanda di accesso, i seguenti requisiti:

  • almeno 63 anni di età;
  • almeno 30 anni di anzianità contributiva; per i lavoratori che svolgono le attività usuranti l’anzianità contributiva minima richiesta è di 36 anni;
  • non essere titolari di alcuna pensione diretta.

Come fare la domanda

I soggetti che entro il 31 dicembre 2018 si trovino o potrebbero venire a trovarsi nelle condizioni previste dalla legge devono, preliminarmente alla domanda di prestazione, presentare domanda di riconoscimento delle condizioni di accesso al beneficio entro il 31 marzo 2018.

La domanda va presentata con due istanze diverse da inviare all’Inps in modalità telematica, direttamente se si è in possesso del Pin, chiamando il contact center dell’Inps, oppure tramite un patronato. Con la domanda di verifica del requisito contributivo si richiede la verifica che il lavoratore ha i requisiti per accedere alla pensione anticipata e successivamente con la seconda domanda si richiede l’Ape Sociale.

Anticipare la pensione: Quota 41

In alternativa all’Ape Sociale, il lavoratore che assiste un disabile  può andare in pensione in anticipo al raggiungimento di 41 anni di contribuiti, a prescindere dall’età anagrafica, se ha svolto almeno 12 mesi di lavoro prima del 19° anno d’età, la cosiddetta Quota 41. In questo caso avrà una pensione vera e propria ma che dipenderà dalle risorse disponibili fissate ogni anno dalla Legge di Bilancio.

Fonte: Superabile.it


Ultimo aggiornamento Aggiornata il 29 gennaio 2018
Torna su