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lunedì 23 ottobre 2017

Responsabilità sociale di impresa: quanto sono attenti i brand alle disabilità nel 2017?

Quanto sono attenti i brand alle disabilità e cosa fanno per abbattere le barriere? Alcuni esempi di responsabilità sociale di impresa.

Le disabilità, di qualsiasi natura esse siano – fisiche o mentali – costituiscono una vera emergenza sociale dal momento che sempre più persone sono affette da qualche patologia che risulta più o meno invalidante nella quotidianità. Attività che accompagnano l’uomo nell’interazione con l’esterno e con gli altri e che, in condizioni normali, non richiedono alcuno sforzo (come, ad esempio, il vestirsi, il mangiare o  il semplice vedere) diventano, in certi casi, serie difficoltà, specie quando si scontrano con una scarsa considerazione sociale che non offre delle agevolazioni. Sono diverse però le aziende che mettono al centro delle loro attività anche una forte responsabilità sociale di impresa, dedicando attenzione alle diverse disabilità, così da offrire delle alternative valide rispetto a quelle per i normodotati.

Uno dei parametri che si prende in considerazione nella diagnosi del livello di gravità delle disabilità è il grado in cui esse arrecano un danno alla quotidianità del paziente che ne è affetto; per cui patologie lievi che hanno un piccolo impatto sulla vita quotidiana non sono ovviamente considerate gravemente invalidanti come invece nel caso di disabilità importanti, quali cecità, autismo, ritardo cognitivo, SLA o altre patologie degenerative.

Date le circostanze, affiora la consapevolezza che per poter fornire delle risposte concrete a questa emergenza si debba puntare a un impegno concreto ed a una sinergia globale da parte di istituzioni, enti ed aziende private e pubbliche, al fine di garantire delle soluzioni pratiche ed efficaci nel supportare ed aiutare le persone con disabilità ad affrontare le sfide della quotidianità “alleggerendo”, in questo senso,  la pesantezza della loro patologia. Ed è proprio da questa presa di coscienza che molti brand si stanno attivando in questo senso.

Brand e disabilità: l’impegno di grandi aziende

Per la creazione di una società completamente inclusiva i brand dovrebbero attivarsi per rispondere adeguatamente ad alcune esigenze, sia esterne (riferite alle innumerevoli barriere architettoniche nelle quali ci si imbatte nel mondo esterno) che interne (riferite agli ostacoli che si incontrano nel compiere attività fondamentali come mangiare, vestirsi o semplicemente interagire con gli altri). In merito, sono diverse le aziende che si sono impegnate nel fornire una adeguata offerta.

The Ticket Factory

Per andare incontro alle esigenze delle persone disabili ha rinnovato il proprio sistema di prenotazione dei biglietti online per due delle sue sale più popolari, la Barclaycard Arena e la Genting Arena, grazie alla creazione della Access Card che include il diritto a biglietti gratuiti per l’accompagnamento o un accesso facilitato per le sedie a rotelle.

 Lego

Ha introdotto nella sua vasta gamma di personaggi delle persone disabili a testimoniare un impegno concreto nel sensibilizzare anche i più piccoli verso un tema così importante.

Virgin Trains

Come altri brand, si sta attivando per creare una forza lavoro inclusiva di diversità e disabilità. Collaborando con dei committenti disabili, ha mostrato un serio impegno nel migliorare i servizi per clienti con disabilità, creando presso le stazioni sia uffici di informazione appositi per ridurre i tempi di attesa di coloro che richiedono assistenza per l’imbarco sia delle mappe tattili per aiutare le persone con disabilità visive a trovare la loro strada.

Responsabilità sociale di impresa nel settore moda

L’abbigliamento per le per le persone disabili costituisce una vera e propria nicchia di settore che, tuttavia, non è stata ancora esplorata e realizzata del tutto, essenzialmente perché, dovendo rispondere a varie esigenze spesso molto diverse tra loro, le aziende non sono sufficientemente attrezzate per una produzione in grande scala, cosa che, invece, permetterebbe anche una considerevole riduzione dei prezzi.

Ciononostante, dato che alcune ricerche hanno mostrato che una mancanza di abiti funzionali e personalizzati può far sentire a disagio ed emarginate le persone disabili ripercuotendosi, in ultima analisi, sulla loro sfera sociale, alcuni marchi si sono attivati in questo settore a seguito di espresse richieste di alcuni clienti.

Marks & Spencer

In seguito alla richiesta di una nonna di un bambino affetto da tetraparesi cerebrale distorta, ha realizzato una linea di abbigliamento specifico per i bimbi disabili.

Land’s End

Realizza modelli di costume da bagno modificati per le donne con mastectomia dal 1995. Questi costumi hanno una scollatura e una bretella più alzata rispetto ai costumi da bagno convenzionali proprio per coprire il tessuto della cicatrice o la pelle sensibile a causa delle radiazioni.

Nike

Per rispondere adeguatamente alle esigenze di un ragazzino di 16 anni affetto da paralisi cerebrale, ha sviluppato specifiche scarpe da ginnastica con un’apertura più ampia proprio per facilitare l’entrata e l’uscita del piede decidendo, inoltre, di creare altri modelli di scarpe con questo stesso design.

Inoltre, sebbene il mercato di questi abiti speciali sia piccolo e difficile da quantificare, questo settore sta attirando l’interesse di tanti studenti e coinvolgendo diverse scuole in alcuni specifici progetti. Il Massachusetts Institute of Technology, ad esempio, ha lanciato Open Style Lab nel 2014 per riunire gli studenti di Progettazione, Ingegneria e Terapia occupazionale per creare abiti per persone con disabilità, cercando di trovare modi per includere minori “ostacoli” sensoriali come sfilacciamento, cerniere ruvide o metalli e materiali pericolosi per bambini e adulti con autismo a causa della loro sensibilità a determinate texture e colori. Un caso particolare, che merita una menzione, è poi quello di Elvira Pena, una studentessa che, nell’ambito di un progetto scolastico nel Regno Unito, ha progettato una coperta-apprendimento con pannelli particolari – che simulano anche la scrittura in Braille – per aiutare i bambini con disabilità visive a imparare concetti come forme e colori attraverso il tatto.

Disabilità: cosa succede nel settore sport?

L’attenzione dello sport verso le diversità è antico ed è confluito nella realizzazione delle Paralimpiadi che, sebbene, coinvolgano sempre un grande numero di disabili, purtroppo, risultano ancora scarsamente supportate dal marketing nei loro progetti di inclusione e riabilitazione sociale. Per ovviare a questo limite, nel corso dei Giochi Paralimpici di Rio 2016, Andrew Douglass, fondatore dell’agenzia esperienziale Innovision, ha tenuto il primo evento sportivo inclusivo denominato “Parallel” al quale ha collaborato anche l’agenzia creativa Clinic incaricata della realizzazione del marchio e delle comunicazioni, rappresentando una sfida unica per l’agenzia in termini di lingua e tono di voce. Difatti, Zoe Anderson direttore del progetto, al riguardo ha sostenuto: «ciò che è realmente importante per sensibilizzare il pubblico sulle diversità è che le campagne di comunicazione mirino a far sentire le persone disabili non vulnerabili ma speranzose verso il futuro».

Settore tecnologia e usabilità: mancanze e abitudini dei disabili americani

Il rapporto con la tecnologia a volte risulta davvero complicato per alcune categorie di persone e, purtroppo, quelle con disabilità non fanno eccezione, come dimostra un’indagine del Pew Research Center condotta nell’autunno del 2016 che ha rilevato come i disabili americani siano meno propensi, rispetto alle persone non disabili, a navigare in Rete, ad avere una connessione a casa e a disporre di computer, smartphone o tablet. Tuttavia, sebbene ci siano strumenti sul mercato per rendere l’esperienza digitale più accessibile agli americani disabili – come alcuni social che prevedono l’uso di dispositivi di intelligenza artificiale per aiutare i non vedenti a utilizzare le loro piattaforme social o altre aziende tecnologiche che stanno modificando i loro software di lettura e le loro e applicazioni mobile – negli ultimi anni si è registrato un incremento di cause legali che testimoniano che alcuni siti web non sono ancora accessibili a persone con disabilità. Una lunga strada ancora tutta da percorrere, insomma.

Bisogna precisare, comunque, che la tecnologia può dare un concreto e grande impulso alla sensibilizzazione circa le disabilità: ad esempio i canali social permettono un accesso più rapido e immediato ai customer service di tantissime aziende e si costituiscono come un grande strumento da sfruttare per poter esprimere le proprie esigenze e, in ultima analisi, per migliorare la vita e il rapporto con la quotidianità delle persone disabili.

Fonte: insidemarketing

(l.v. / c.a.)


Ultimo aggiornamento Aggiornata il 15 maggio 2017
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