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sabato 21 settembre 2019
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UE, servizi pubblici online più accessibili per disabili e anziani

Approvate dal Parlamento Europeo le nuove norme che dovrebbero rendere più facile l’accesso ai siti web delle amministrazioni pubbliche per disabili e anziani, ad esempio per operazioni come la dichiarazione dei redditi, per richiedere un’indennità, per pagare le tasse o iscriversi all’università.

servizi pubbliciGli Stati membri dovranno recepire la direttiva nella propria legislazione nazionale dal momento della sua pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea, entro 21 mesi dalla data dell’entrata in vigore della direttiva. Avranno poi 12 mesi di tempo per applicare le disposizioni ai nuovi siti web, 24 mesi per i siti web esistenti e 33 mesi per le applicazioni mobili degli enti pubblici.

Circa 80 milioni di persone nell’UE presentano una disabilità e con l’invecchiamento della popolazione, si prevede che il numero di persone, con disabilità o difficoltà di accesso a internet legata all’età, aumenterà a 120 milioni entro il 2020. Ma grazie alla direttiva sull’accessibilità del web, già concordata da Parlamento e Consiglio, i siti web e le applicazioni mobili degli enti pubblici – amministrazioni, tribunali, dipartimenti di polizia, ospedali pubblici, università e biblioteche – dovranno soddisfare gli standard comuni di accessibilità. I deputati hanno assicurato che anche le applicazioni utilizzate sui dispositivi mobili, come smartphone e tablet, dovranno rispettare queste norme.

Gli enti pubblici dovranno fornire e aggiornare regolarmente una “dichiarazione di accessibilità particolareggiata” sulla conformità alla direttiva dei loro siti web e applicazioni mobili, includendo una spiegazione su quelle parti di contenuto non accessibili e motivandone le ragioni dell’inaccessibilità. Inoltre un “meccanismo di feedback” dovrà essere messo in atto per consentire agli utenti di segnalare problemi sulla conformità e per richiedere informazioni specifiche sul contenuto inaccessibile.

Alcuni tipi di contenuti saranno esclusi dal campo di applicazione della direttiva, a condizione che non siano necessari per i processi amministrativi, come ad esempio i formati di file per ufficio, i file media preregistrati o contenuti di siti web archiviati. Tuttavia tali contenuti dovranno essere resi accessibili a qualsiasi persona su specifica richiesta (accesso on-demand). Inoltre, gli enti pubblici dovranno dare una “una risposta adeguata alla notifica o alla richiesta entro un periodo di tempo ragionevole” e dovranno fornire il link per una “procedura di attuazione” cui è possibile fare ricorso in caso di risposta insoddisfacente al feedback o alla richiesta on-demand. Spetterà agli Stati membri designare un’autorità che avrà il compito di monitorare e far rispettare le norme.

“Oggi, abbiamo fatto sì che l’e-government sia accessibile a tutti. Proprio come gli edifici governativi dovrebbero essere accessibili a tutti, così dovrebbe essere anche per i gateway digitali”, ha affermato la relatrice Dita Charanzová. “Abbiamo risolto il lato pubblico di accessibilità del web, ma Internet è molto più di siti web e applicazioni di governo. Abbiamo bisogno di una riforma anche per il mondo privato dei servizi, dalle banche alle stazioni televisive agli ospedali privati. Mi auguro che si possa presto adottare l’Atto europeo sull’accessibilità, in modo che sia i servizi pubblici sia quelli privati siano accessibili a tutti i nostri cittadini”.

Fonte: helpconsumatori

(l.v./ c.a.)

 


Ultimo aggiornamento Aggiornata il 27 Ottobre 2016
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