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mercoledì 21 agosto 2019
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“Isabella non è un caso isolato: ogni anno troviamo lavoro a 1700 disabili”

Non c’è solo Isabella. All’agenzia Piemonte Lavoro, ente della Regione Piemonte, ogni giorno si cerca un’occupazione a persone con fragilità e disabilità, incrociando esperienze e curriculum. agenzia piemonte lavoroPer venire incontro alle esigenze delle aziende e a quelle di chi cerca un posto senza “barriere”, architettoniche e no: l’anno scorso sono stati aiutati così 1.864 disabili.

Direttore Claudio Spadon, lei ha incontrato Isabella e ha conosciuto la sua storia: è stata licenziata perché malata di sclerosi multipla. Cosa potrà fare l’Apl per lei?

“Per Isabella, come per tutte le altre persone con difficoltà, malattie o handicap fisici o psichici, possiamo trovare un collocamento “mirato”: l’agenzia fa un matching tra il carattere della persona e le possibilità delle aziende che, quando hanno più di 15 dipendenti, hanno l’obbligo di assumere un lavoratore disabile”.

Che cosa l’ha colpita di Isabella?

“Senza entrare nei dettagli della sua privacy, sono rimasto impressionato dalle sue qualifiche. Ha un curriculum che esce dagli standard comuni: ha due lauree (una in psicologia e una in psicoterapia, ndr) e un’esperienza lavorativa importante. Cercheremo per lei un ruolo che sia compatibile con la malattia che l’ha colpita e che possa cioè affrontare senza fatica”.

Che percorso si affronta rivolgendosi a Piemonte Lavoro?

“Dopo l’iscrizione — si rivolgono a noi circa 6000 persone all’anno, che hanno almeno il 46 per cento di invalidità, che scende a un minimo del 33 per gli invalidi del lavoro — il momento centrale del percorso è costituito dalla “diagnosi funzionale”: si parte in positivo, superando il concetto di disabilità, e ci si focalizza su tutto ciò che la persona può fare, prendendo in esame cioè le sue potenzialità”.

Chi si rivolge a voi?

“Persone con ogni tipo di disabilità, ad esempio non vedenti o non udenti, invalidi civili, con deficit intellettivi, e molti psichiatrici, questi ultimi in aumento”.

Le aziende come affrontano l’idea di assumere un disabile, ci sono paure o discriminazioni?

“Bisogna sottolineare il fatto che l’Italia è culturalmente più avanzata rispetto a molti altri paesi in fatto di integrazione. Fin dalle elementari il disabile è in classe e non affronta percorsi paralleli a scuola o nel lavoro come accade ad esempio in Germania. La legge 68, che prevede l’inclusione nel mercato del lavoro, offre le risorse nazionali per trovare un collocamento. A queste si aggiungono quelle del fondo regionale, che servono a fornire una rete di supporto e di accompagnamento, fondamentale anche per aiutare le aziende a superare i timori ad assumere un dipendente con problemi ad esempio psichiatrici: la regione Piemonte è forte su questo, e la nuova programmazione punterà ancora di più a potenziare azioni di formazione, tutoraggio e tirocini. Sono risorse che arrivano ad esempio anche dalle aziende “multate” perché non ottemperano alla legge e che vengono reinvestite nella rete di supporto”.

Quindi il bilancio è positivo?

“Ogni anno troviamo lavoro a 1700 persone in Piemonte. Ci sono aziende che ci ringraziano, perché sono felici di aver avuto una risorsa che si è rivelata preziosa. Tra quelle premiate ultimamente, ci sonoMagazzini Oz, Eataly, Bosh, Ibm, Caffarel”.

Fonte: repubblica.it
(s.f. / c.a.)


Ultimo aggiornamento Aggiornata il 17 Ottobre 2016
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