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mercoledì 18 ottobre 2017

Taxi collettivi per i ciechi, Torino apre al trasporto accessibile

Dopo una battaglia durata tre anni l’Unione italiana ciechi annuncia una nuova svolta nella querelle sul diritto alla mobilità: a breve, un servizio sperimentale che porterà indubbi vantaggi, anche economici, a non vedenti e ipovedenti.

taxiciechiTORINO – La prima vittoria era arrivata oltre un anno fa, con la sentenza del Consiglio di stato: dopo una battaglia legale durata tre anni – scandita da ricorsi, manifestazioni e perfino da una pacifica occupazione della sede consiliare – al comune di Torino veniva ordinato di riscrivere il regolamento per il servizio pubblico di trasporto destinato ai disabili, ritenuto “discriminatorio nei confronti dei non vedenti”. I quali, pochi giorni addietro, hanno portato a casa un altro grosso risultato: perché per loro, seppur in via sperimentale,  il comune si prepara ora ad avviare un servizio di mobilità urbana ad hoc.  Da tempo, in effetti,  i rapporti tra l’Unione italiana ciechi (Uici) e l’azienda comunale parevano essersi fatti più distesi: due mesi fa, per il decennale della metropolitana di Torino, una rappresentanza dell’Uici era stata perfino invitata a dare lezioni di orientamento a cittadini bendati e disposti a sperimentare cosa significhi muoversi in metro senza poter vedere.

Nel frattempo, le parti si sono sedute a un tavolo per una reciproca consultazione sulla stesura del nuovo regolamento: da mesi l’Uici insisteva sulla necessità di ripristinare il servizio di trasporto in taxi, che col nuovo regolamento era stato radicalmente trasformato, con una pesante stretta sull’erogazione dei tagliandi per le corse, distribuiti ai disabili in misura ridotta e soltanto dietro compartecipazione economica commisurata alle fasce contributive. Proprio qui, secondo i ciechi torinesi e il Consiglio di stato che ha dato loro ragione, stava l’elemento discriminatorio: perché se a disposizione dei disabili motori restava ancora una rete di pulmini attrezzati, per i non vedenti – ciechi assoluti inclusi – l’unica alternativa ai taxi erano i mezzi pubblici; la cui accessibilità era stata però giudicata insufficiente già nel luglio 2014, quando una sentenza del Tar aveva condannato il comune a correre al più presto ai ripari.

Ora, dopo un anno di colloqui tra il comitato mobilità dell’ente, l’assessorato ai Trasporti e la partecipata comunale, l’Uici ha finalmente ottenuto ciò che chiedeva:  qualche giorno addietro, il comune ha deliberato la sperimentazione di un servizio di trasporto collettivo dedicato a ciechi e ipovedenti, sulla falsariga dei taxi multipasseggero molto diffusi per la loro economicità in paesi come India e Turchia. “In sostanza – spiegano dall’ente, che ha salutato la novità come una vera “svolta nella mobilità accessibile” – i non vedenti torinesi potranno contare su un sistema di pulmini in grado di trasportare più persone contemporaneamente. Con un unico mezzo, dunque, potranno essere accompagnati al lavoro o a scuola i disabili che si trovano nella stessa zona. Una volta individuate le esigenze quotidiane di ciascuno, verranno studiati percorsi intelligenti. Il mezzo si fermerà esattamente nel luogo desiderato, evitando pericoli legati ad attraversamenti o altri ostacoli talvolta insormontabili per chi non vede”.

Secondo l’Uici, si tratta di un primo passo per lasciarsi finalmente alle spalle “i costi esorbitanti e le difficoltà che i ciechi torinesi si trovano ad affrontare dal 2012, quando il servizio taxi è stato pesantemente rivisto: da allora, ci sono stati lavoratori costretti a sborsare metà stipendio per le spese di trasporto da casa al lavoro.”  Per questo, con la sperimentazione, ai disabili visivi è stato inoltre promesso un rimborso relativo alle spese sostenute in base al regolamento poi giudicato illegittimo.  Nella prima fase sperimentale, il nuovo servizio affiancherà il vecchio più che sostituirlo: sarà inoltre a sua volta vincolato alle fasce di reddito, ma secondo i dirigenti Uici è comunque destinato “a introdurre indubbi vantaggi economici. “Chi ha un reddito inferiore ai 10 mila euro, ad esempio – spiegano dall’ente – potrà usufruirne al costo di 1,50 euro, una corsa su un mezzo pubblico (1,50 euro)” . Stando a quanto riportato dall’ente, il comune avrebbe inoltre promesso di istituire un tavolo di concertazione per monitorare il servizio sperimentale, valutando “l’eventualità di una più sostanziale riforma”.

Per l’effettiva entrata in vigore bisognerà ora attendere  l’approvazione delle delibere in Consiglio comunale; ma all’Uici l’entusiasmo resta comunque palpabile: Siamo soddisfatti – ha commentato il presidente Franco Lepore -. Abbiamo promosso, da soli, una battaglia legale e di dignità sociale. Alcune volte siamo stati perfino criticati, ma non ci siamo arresi e, grazie alla nostra determinazione, alla fine il regolamento è stato modificato e integrato. Abbiamo sempre agito per tutelare il sacrosanto diritto alla mobilità dei nostri soci e in generale dei ciechi. Questo risultato è stato ottenuto anche a seguito  di un’apertura da parte del Comune, in particolare grazie all’intervento del vicesindaco Elide Tisi, che si è spesa in prima persona per il raggiungimento dell’accordo“.

Fonte: redattoresociale.it


Ultimo aggiornamento Aggiornata il 24 maggio 2016
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