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mercoledì 13 novembre 2019
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Sviluppare l’autonomia del minore con disabilità

gazza ladra

L’equipe del Centro Gazza Ladra da due anni sta sperimentando con successo percorsi psicoeducativi per bambini e ragazzi con disabilità dai 12 ai 19 anni. Il progetto affronta in modo innovativo uno fra i problemi più attuali nel territorio relativo alla disabilità: l’assenza nell’area nord della provincia di Novara di un centro diurno per minori in grado di offrire attività mirate all’acquisizione delle autonomie. Sempre di più si fa strada la necessità di interventi sul piano psicoeducativo, poiché l’ente pubblico spesso non riesce a rispondere in modo esauriente a questo bisogno. In questi due anni abbiamo realizzato laboratori pomeridiani per 20 minori, con disabilità, coinvolgendoli in attività rivolte al potenziamento delle autonomie.

Da un confronto con gli operatori della neuropsichiatria di Borgomanero ed Arona emerge la necessità di fornire trattamenti adeguati e conformi alle linee guida recentemente pubblicate rivolti sia a ragazzi con bisogni educativi speciali che ad altre forme di disabilità che comportano problemi di comportamento. Sono necessari interventi abilitativi intensivi, stabiliti in base alla diagnosi, ma soprattutto in base alle caratteristiche del ragazzo, al contesto in cui vive e all’ambiente familiare. Infatti, l’azione riabilitativa non può rimanere confinata nella stanza di terapia, ma deve essere generalizzata a tutti i contesti, la famiglia e la scuola; per ottenere questo è necessaria la collaborazione di tutti.

Gli obiettivi del progetto sono quelli di pensare alla persona con disabilità nella sua interezza e alla famiglia come primo soggetto di cura, promuovendo attività al fine di ottenere per le famiglie un sollievo dal carico assistenziale relativo all’accudimento del figlio con disabilità, consentendo alla coppia momenti da dedicare a sé per assolvere alle incombenze quotidiane o per avere del tempo libero per recuperare energie fisiche e psicologiche e permettendo ai figli di incrementare una propria vita autonoma.

Il progetto ha una valenza psicoeducativa e si affianca ad altre tipologie di interventi quali la logopedia e la neuropsicomotricità. Il percorso educativo è sempre condiviso dall’equipe con i servizi del territorio (Neuropsichiatrie infantili, Consorzio Intercomunale Servizi Sociali di Borgomanero, scuole) per promuovere un lavoro di rete. L’adozione di un progetto educativo individualizzato, chiaro e comune a tutti, pone al centro l’abilitazione del minore. Si prevedono interventi psicoeducativi individuali o in piccolo gruppo per il potenziamento meta cognitivo e dello sviluppo delle autonomie. Il percorso è curato, monitorato e condiviso da operatori di riferimento constanti nel tempo, si colloca in un’ottica di presa in carico efficace e integrata che facilita un rapporto di fiducia tra equipe, familiari e servizi. Il sostegno psicologico e il counselling potranno favorire la crescita del singolo nucleo famigliare che potrà diventare risorsa per altre famiglie.

Attualmente si riesce a dare riposta a 20 ragazzi dai 12 ai 19 anni con disabilità insieme ai loro nuclei familiari ai quali saranno offerte azioni di supporto e sostegno alla competenza genitoriale e alle relazioni intrafamiliari .

Fonte :  lavorosociale.com

( s . f . / m . n . )

 


Ultimo aggiornamento Aggiornata il 25 Marzo 2016
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