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venerdì 22 novembre 2019
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La scienza che fa “miracoli”: ora può di nuovo comunicare grazie ad un software

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Dopo essere stato colpito da un aneurisma cerebrale che gli aveva causato danni gravissimi al linguaggio, il paziente è ora in grado di comunicare grazie ad un sofisticato software in grado di imitare un migliaio tra parole e frasi .

Aveva perso la capacità di parlare ormai da due anni, dopo essere stato colpito da un aneurisma cerebrale che gli aveva causato danni gravissimi al linguaggio. Ora, grazie ad un sofisticato software in grado di imitare un migliaio tra parole e frasi, un ingegnere di 32 anni è stato di nuovo in grado di comunicare. Una sorta di miracolo arrivato dalla scienza, dunque, per una persona che ormai riusciva fare solo versi e che ora è in grado di rispondere a domande ed esprime dei concetti, seppur semplici. Una nuova frontiera nel panorama riabilitativo per il recupero del linguaggio.

Il caso, che è unico nel suo genere, sarà presentato all’ospedale Molinette di Torino, domani, nel corso del Simposio nazionale dal titolo “Afasia: riabilitazione neurocognitiva“, presieduto dal professor Roberto Albera, direttore di Otorinolaringoiatria universitaria della Città della Salute di Torino. Il paziente in questione, fino allo scorso luglio riusciva solo a pronunciare un verso, ora l’innovativo software ideato da un team di ricercatori-psicologi presieduto da Marina Zettin, presso il Centro Puzzle di Torino, gli ha permesso di comunicare di nuovo, almeno dei concetti semplici.

Per ben quattro mesi l’uomo ha subito una sorta di “bombardamento” con 300 stimoli, ripetuti per 90 minuti, che lo hanno costretto ad ascoltare e a tentare di ripetere, per giorni e giorni, le parole pronunciate da sei attori di età e genere differenti. Si tratta di una innovativa tecnica riabilitativa che fa capire come l’utilizzo di trattamenti intensivi e prolungati permetta un recupero del linguaggio più funzionale. E smentisce anche l’idea diffusa fino ad ora che il recupero si possa verificare solo nei mesi immediatamente successivi alla lesione cerebrale. Altro merito dell’innovativa e quasi miracolosa tecnica è quello di aver confutato anche l’ipotesi secondo cui vi siano specifici centri del linguaggio posti solo nella parte sinistra del cervello. Secondo recenti ricerche, invece, di sta sempre pià confermando che anche l’emisfero di destra può intervenire nel recupero, copiando le singole parole e le ulteriori abilità grammaticali.

Fonte :   meteoweb.eu

(  s . f .  / m . n . )


Ultimo aggiornamento Aggiornata il 27 Novembre 2015
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