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venerdì 22 novembre 2019
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Torino – “Quanto pesa lo sguardo dell’altro nella vita di una persona a cui è stato cucito sulla pelle lo stigma della diversità? “

Quanto handicap crea la discriminazione ? maratona

Quanti pregiudizi pesano nei nostri rapporti interpersonali? E perché tutto questo? Forse perché abbiamo paura di perdere la nostra identità? Ma quando ci sentiamo veramente noi stessi?”. Sono domande scomode per la coscienza di tutti noi quelle che l’associazione “La Locanda delle iDEE” si è posta organizzando, dalle 18 di mercoledì 2 alle 18 di giovedì 3 dicembre una 24 ore di cammino non stop a Torino, sulla scia dell’iniziativa “Il Cammino di Marcella e in occasione della Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità. L’iniziativa è patrocinata e sostenuta dal punto di vista organizzativo dalla Città Metropolitana di Torino. Nelle intenzioni degli organizzatori verrà replicata in numerose città italiane nel corso del 2016.

Le 24 ore consecutive di cammino non serviranno a stabilire record di percorrenza, ma a realizzare un brain storming sull’identità e sui diritti dell’uomo, coinvolgendo anche le persone che i promotori incontreranno casualmente lungo il percorso, tracciato privilegiando gli itinerari ciclopedonali. A tutti coloro che incroceranno i camminanti verrà chiesta una suggestione personale sull’identità. Sono inoltre previsti brevi incontri con scolaresche e associazioni. Le 24 ore termineranno con un incontro pubblico, in cui si condivideranno l’esperienza e le suggestioni. Gli organizzatori dell’evento hanno delineato un itinerario a partire da Palazzo Dal Pozzo della Cisterna, sede della Città Metropolitana, nel cuore di Torino, perché sono convinti che la vera rivoluzione consista nel camminare nel quotidiano, nei luoghi della vita di tutti i giorni. “Cammineremo per trovare possibili risposte a quelle domande scomode e per cambiare lo sguardo su disabilità e diversità. – spiega Anna Rastello, ideatrice e promotrice dell’evento, così come, negli anni scorsi, del “Cammino di Marcella” -Perché 24 ore? Perché alla diversità non si può mai rinunciare, è un fardello da cui non è possibile liberarsi nemmeno per qualche minuto al giorno. Perché il tempo è una grande ricchezza egualmente distribuita e dovremmo saperla utilizzare al meglio. Perché chiunque si possa unire al cammino, anche soltanto per pochi chilometri, per donare pensieri, aneddoti e buone pratiche, possibili soluzioni che rendano la nostra società più leggera e più accogliente. Tutto quanto raccolto verrà pubblicato sul sito, per creare rete e miscelare le idee”.

Per saperne di più: www.camminodimarcella.movimentolento.it , Facebook cammino.dimarcella, Anna Rastello, cellulare 339-1920530

Il programma di massima della 24 ore di cammino non stop a Torino

– alle 18 di mercoledì 2 dicembre partenza da Palazzo Cisterna, preceduta da una visita guidata al Palazzo per i partecipanti al cammino

– alle 24 di mercoledì 2 dicembre sosta alla “Glocandia”, Bottega Etica di via Cristoforo Colombo 63

– alle 6 di giovedì 3 dicembre sosta alla Caffetteria Palazzo di Città, nell’omonima piazza, di fronte al Municipio di Torino

– alle 12 di giovedì 3 incontro con una classe del Liceo Marie Curie, di corso Allamano 120

– alle 18 incontro conclusivo all’Antica Drogheria, di via Assarotti 19 A

Sono inoltre previsti brevi incontri con una classe della scuola media Leon Battista Alberti e della Scuola primaria Leone Sinigaglia. Tra le associazioni che al momento hanno aderito all’iniziativa vi sono l’Aismac, l’Asd Base Running e l’Area Onlus.

Chi sono le promotrici della 24 ore di cammino

Anna Rastello è nata a Torino nel 1962, è informatica per passione, con una lunga esperienza lavorativa a partire dalla metà degli anni ’70. E’ mamma per amore dal 1984, con tre figlie biologiche e otto figli in affidamento familiare, con cui ha condiviso periodi anche molto lunghi della loro vita. Dal 2011 ha fatto del “Cammino di Marcella” il mezzo per raccontare l’Italia e gli italiani, con l’impegno di dare un contributo per rendere la società un po’ più consapevole e rispettosa dei diritti dell’uomo e della natura.

Enrica Cremonesi è nata ad Inzago (Milano) nel 1950, è stata educatrice di scuola materna per circa 30 anni. Dal 2010 ha scoperto nel cammino uno strumento importante per incontrare e parlare con le persone, per conoscere e rispettare l’ambiente. L’evoluzione di questa scoperta l’ha portata a re-impegnarsi nel campo sociale, prima sul tema dei buoni comportamenti civili, poi, attraverso l’incontro con la disabilità, per produrre un cambiamento culturale.

Cos’è stato e cos’è il “Cammino di Marcella”

Tutto iniziò nella notte tra il 12 e il 13 aprile 1997 sul viadotto “Piani”, lungo l’autostrada A26 dei Trafori. Sembrava un viaggio come tanti altri, ma, all’improvviso, chi era alla guida dell’auto perse il controllo della vettura: Marcella, una bambina di otto anni, venne sbalzata fuori dall’auto e cadde dal viadotto, alto 28 metri. I soccorritori, anche a causa dell’oscurità, non riuscivano a trovarla. In quei terribili minuti la mamma, Anna Rastello, fece un voto, promettendo che, se sua figlia fosse stata ritrovata viva, lei sarebbe andata a piedi sino a Lourdes. Anna, atleta mezzofondista in gioventù, ha onorato quella promessa con l’iniziativa “Il Cammino di Marcella”, iniziato il 26 febbraio 2011 da Sarzana (La Spezia) e terminato l’8 maggio dello stesso anno al Colle pirenaico del Somport, al confine tra la Francia e la Spagna, dopo 72 giorni e 1600 chilometri percorsi a piedi. Quei 1600 km sono stati solamente il preludio del cammino metaforico, che prosegue, alla ricerca di un nuovo sguardo sulla disabilità.Nel 2011, al termine dell’iniziativa, realizzata con il patrocinio delMinistero per le Pari Opportunità e di numerosi Enti pubblici (tra i quali l’allora Provincia di Torino), si è voluto darevisibilità alle realtà incontrate, pubblicando un libro e realizzando un filmdocumentario, con l’apporto professionale del fotografo Riccardo Carnovalini, che hafilmato l’intero viaggio. Nel 2013, dal 3 al 26 luglio, Anna e Riccardo sono ritornati a camminare fisicamente in un itinerario tutto dedicato al Piemonte e diviso in 21 tappe. Ad Anna e Riccardo si sono uniti, anche soltanto per una tappa, tutti coloro che condividono l’idea di rappresentare simbolicamente il cammino che la società intera deve percorrere per accettare la disabilità di ciascuno senza porre ulteriori barriere (mentali, psicologiche, fisiche e architettoniche) che creano una più grave condizione di handicap .

Fonte :   obiettivonews.it

(  m .  n .  )


Ultimo aggiornamento Aggiornata il 25 Novembre 2015
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