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venerdì 22 novembre 2019
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Stefano ha la sindrome di Asperger e trova lavoro grazie alla radio

A trovargli un impiego non è stato il servizio di inserimento per disabili. La sua storia raccontata su Radio 24 e ascoltata dal fondatore di una start up sulla salute online.

aspergerDa gennaio 2016 Stefano, un 22enne con la sindrome di Asperger di Cinisello Balsamo, verrà assunto da una start up che si occupa di salute online. La sua mansione sarà quella di data entry. Ma a trovargli un impiego non è stato il Sil (il Servizio inserimento lavorativo per le categorie svantaggiate) di Milano – che aveva giudicato il ragazzo inidoneo per incapacità relazionale – bensì “Melog”, il programma di Radio 24 condotto dal giornalista Gianluca Nicoletti che, come altre trasmissioni o Gr dell’emittente, dà spazio al format “Anche noi disabili”. Infatti, dopo aver ascoltato la puntata sulla storia di Stefano – che ha un diploma di ragioniere programmatore ed è iscritto nelle liste del collocamento mirato -, il fondatore di Thatmorning Danilo Minelli si è fatto vivo per offrire al giovane un’opportunità professionale. Dietro le quinte di questa vicenda a lieto fine c’è la lettera scritta alla redazione dal padre del ragazzo. «Non mi aspettavo tanto – commenta Paolo Ubertone -. Il mio obiettivo, infatti, era semplicemente quello di far percepire che i servizi preposti non funzionano. Questa è l’urgenza: aprire una riflessione per rivedere sportelli inadeguati. E non si tratta solo di mio figlio: una decina di genitori di ragazzi disabili con cui siamo in contatto ha avuto la nostra stessa esperienza. Noi, però, non ci siamo arresi».

Un caso di denuncia sociale

Il Sil aveva ritenuto Stefano, che ha un’invalidità del 50% riconosciuta dalla Asl di Milano, inadatto al lavoro per ben due volte: la prima nel 2011, subito dopo essere uscito dalle superiori, considerandolo «troppo giovane – racconta il padre -, la seconda a cavallo tra l’anno scorso e quest’anno. Non per motivi cognitivi o di competenze (mio figlio non ha problemi intellettivi e il pc lo sa usare, tanto che la prova tecnica l’aveva superata), ma a causa della sua incapacità di relazionarsi con le altre persone. Ma è proprio questa la patologia degli Asperger: è come chiedere a un muto di parlare. È discriminante». La famiglia Ubertone in tutto questo tempo non si è lasciata comunque scoraggiare, sostituendosi al Servizio inserimento lavorativo milanese e trovando in maniera autonoma un’occupazione per il ragazzo: prima nella cooperativa sociale “La spiga” di Desio, non rinnovata per mancanza fondi, e poi, qualche mese fa, un’altra costola della stessa cooperativa li ha contattati per un inserimento in un servizio postale privato. «Quando siamo tornati al Sil per chiedere che supportasse il periodo di training, ci hanno detto che la pratica di Stefano era chiusa e che era passato troppo poco tempo per poterla riaprire. Di fatto – denuncia il padre – gli è stato negato il lavoro». E non perché non ci fosse, ma per motivi burocratici.

Il lieto fine, inizio del «dopo di noi»

Fortunatamente la storia raccontata a “Melog” finisce bene. A partire dal prossimo anno, infatti, Stefano si occuperà di inserimento dati per la piattaforma online Thatmorning.com. «All’inizio probabilmente lavorerà da casa, poi quando si sentirà sicuro del suo nuovo impiego dovrà andare in ufficio per imparare a interagire con i colleghi – spiega il signor Ubertone -. Gratificazione professionale non significa solo gratificazione economica ma anche personale, soprattutto per un ragazzo che esce poco e non è in grado di farsi degli amici. Io e mia moglie, poi, vogliamo che trovi la sua strada, che si inserisca nella società: noi non ci saremo per sempre. Facendo parte dello Spazio Nautilus, un’associazione di Milano per chi soffre di sindrome di Asperger o autismo ad alto funzionamento, vediamo che con più queste persone restano inattive o vengono “parcheggiate” da qualche parte più peggiorano». Forse è per questo che Stefano fa nuoto e teatro. Nell’attesa, in questi giorni ha terminato «positivamente» un corso di catering promosso da una cooperativa di Cinisello Balsamo e la settimana prossima inizierà uno stage di due settimane in un’azienda di Seregno. «Tutto questo per evidenziare che diverse realtà hanno giudicato Stefano adatto all’attività lavorativa – conclude il padre del ragazzo -, tranne il servizio competente».

Fonte: corriere.it

(c.a.)


Ultimo aggiornamento Aggiornata il 25 Novembre 2015
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