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sabato 24 agosto 2019
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Il lavoratore obeso è disabile e non può essere licenziato a causa del suo peso

È quanto stabilisce la Corte di giustizia dell’Unione europea, chiamata a pronunciarsi sul caso di un cittadino danese che ha fatto causa al Comune di Billund per il quale lavorava. Per i giudici europei si tratta di una forma di disabilità e il licenziamento è discriminatorioobesitàMILANO – L’obesità è una forma di disabilità e quindi nessuno può essere licenziato in ragione del suo peso. È quanto stabilisce la Corte di Giustizia dell’Unione europea, nella sentenza sul caso di un cittadino danese, Karsten Kaltoft, che, dopo aver lavorato per quindici anni per il Comune di Billund come babysitter, è stato dimesso. Per il Comune per la mancanza di bambini, per Karsten perché è obeso. Al di là della singola vicenda, che dovranno risolvere i giudici danesi, ciò che conta è il principio espresso dalla Corte di Giustizia dell’Unione europea.

La Corte rileva, innanzitutto, che il principio generale di non discriminazione è un diritto fondamentale che costituisce parte integrante dei principi generali del diritto dell’Unione. Nei trattati e nelle norme del diritto dell’Unione europea, però, non c’è un esplicito di divieto di discriminazione sul lavoro delle persone obese, mentre è chiarissimo che nessuno può essere discriminato sulla base della propria disabilità. I giudici europei però aggiungono che qualora, in determinate circostanze, “lo stato di obesità di un lavoratore comporti una limitazione, risultante da menomazioni fisiche, mentali o psichiche” si è di fronte a un “handicap”.

A favore della tesi che l’obesità è una forma di disabilità si era espresso anche Niilo Jaaskinen, avvocato generale della Corte di Giustizia dell’Unione europea, al quale la Corte stessa aveva chiesto un parere giuridico sulla vicenda del lavoratore danese. Secondo l’avvocato generale, deve trattarsi di “un’obesità estrema, grave o patologica”, con un indice di massa corporea superiore a 40. E dato che la direttiva 78 del 2000 vieta ogni discriminazione sul lavoro basata su motivi di religione, di credo, di disabilità, di età e di orientamento sessuale, il licenziamento per obesità è illegittimo. E l’azienda dovrebbe adottare “misure ragionevoli per agevolare gli individui disabili a meno che l’onere per il datore di lavoro sia sproporzionato”. Il rinvio di una causa alla Corte di giustizia dell’Unione europea, serve ai giudici degli Stati membri per ottenere un’interpretazione del diritto. La Corte non risolve la controversia nazionale. Spetterà ora ai giudici danesi stabilire se Karsten sia stato licenziato perché obeso e se la sua obesità sia tale da ritenerlo una persona disabile. (dp)

Fonte: redattoresociale

(f.d./c.a.)


Ultimo aggiornamento Aggiornata il 22 Dicembre 2014
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