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venerdì 15 novembre 2019
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Uomini libro: trenta volontari prestano la voce a chi non vede

“Abbiamo ricevuto decine di candidature: attori, giornalisti, professionisti abituati a parlare, che si esprimono in perfetta dizione, in grado di cambiare timbro in base alla narrazione. Tutti volontari”. Sono le parole di Sergio Prelato, coordinatore di Uomini libro, il nuovo progetto dell’Uici, l’Unione italiana ciechi e ipovedenti, che, grazie all’aiuto di trenta cittadini, ha portato a termine un servizio per chi non può leggere. Gli uomini libro hanno prestato la loro voce per la registrazione di trenta opere letterarie che entreranno a far parte di una biblioteca multimediale scaricabile online in formato Mp3.

Sergio Prelato, coordinatore di Uomini libro, si è detto sbalordito dalla risposta dei volontari che si sono proposti per leggere e registrare la loro voce. “La novità della nostra idea – afferma Prelato- è rappresentata dalla possibilità di registrare i titoli che le case editrici non rendono disponibili in formato audiolibro. Si tratta di manuali come trattati di psicologia o filosofia, libri di fantascienza o fuori catalogo. Sono gli stessi utenti a portare alla nostra associazione i volumi che vorrebbero ascoltare”.

cuffiePer ora i volontari registrano direttamente a casa, l’Uici si preoccuperà di depurare gli audio e renderli disponibili in rete. Saranno fruibili gratuitamente ed entreranno a far parte di un archivio che verrà donato alla biblioteca civica di Torino. “Il codice Braille è indispensabile ai non vedenti e ipovedenti – continua Prelato – noi traduciamo qualche titolo all’anno perché non si perda la memoria storica dell’alfabeto, ma è ovvio che un libro di cento pagine nell’edizione Braille equivarrebbe ad un paio di volumi di enciclopedia”.

Leggendo, ognuno traccia i lineamenti dei personaggi, immagina i luoghi, percorre strade, abita stanze e entra dentro i pensieri del protagonista. La voce di chi legge è un veicolo, da oggi più facile da sfruttare, che porta alla visione di un’esperienza immaginifica che non ha traduzione in nessuna lingua o codice.

fonte: repubblica.it – r.f


Ultimo aggiornamento Aggiornata il 27 Gennaio 2014
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