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venerdì 22 novembre 2019
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Legge di stabilità : scongiurati i tagli all’accompagnamento

A una settimana circa dalla sua stesura, la Legge di Stabilità sembra non incontrare il favore di molti (vedi sindacati ed imprese), va tuttavia registrato che, rispetto alle indiscrezioni circolate sulle bozze nei giorni precedenti la sua presentazione, c’è chi tira un respiro di sollievo.legge stabilitàIn primis, vanno sottolineati gli scampati tagli alla Sanità: a questo proposito, si era infatti inizialmente parlato di una sforbiciata di oltre due miliardi e mezzo di euro. Sforbiciata che invece il ministro Lorenzin è riuscita ad evitare, anche se rimangono nodi da sciogliere per quanto riguarda ad esempio i due miliardi di euro previsti con l’introduzione di nuovi ticket che invece non sono stati introdotti. Va detto comunque che, se da un lato con la Legge di Stabilità non si sono introdotti questi tagli, dall’altro queste e altre questioni sono demandate al Patto per la Salute, che il Governo e le Regioni sono tenute ad approvare entro l’anno.

Oltre alla previsione di nuovi tagli alla Sanità, nei giorni precedenti alla presentazione del testo di Legge erano circolate nelle bozze alcune novità che avevano diffuso un certo allarme. In particolare, si paventava l’ipotesi dell’inserimento di un limite reddituale per l’indennità di accompagnamento. Su questo era intervenuta subito la Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap (FISH), esprimendo tutto il suo dissenso verso una norma che avrebbe fissato a 40mila euro il limite di reddito lordo oltre il quale i cittadini ultrasessantacinquenni con diritto all’indennità di accompagnamento non avrebbero avuto più diritto alla sua erogazione.

Non solo la FISH, ma anche altre sigle avevano visto un’alzata di scudi all’idea che per molte persone sarebbe stato a rischio il loro diritto a quello che è l’unico livello essenziale certo riconosciuto alle persone con disabilità. Ora, a “scampato pericolo”, la Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap esprime invece soddisfazione affermando come si sia “compresa l’irrazionalità e l’ingiustizia di quella misura”. Così la Fish: “Non si sarebbe considerato che la disabilità è la prima causa di impoverimento e che una persona anziana, con grave disabilità, spende gran parte delle sue risorse, spesso intaccando il patrimonio, per garantirsi un’assistenza che lo Stato non offre”.

E’ quindi un vero e proprio sospiro di sollievo, quello che la FISH tira, ma il pericolo non è scampato del tutto. In particolare l’attenzione della Federazione è sulla non autosufficienza, per la quale “misure e politiche a sostegno sembrano molto deboli ora nel testo all’esame delle Camere”. Sotto la lente d’ingrandimento della FISH c’è il risicato finanziamento del Fondo nazionale per le non autosufficienze (250 milioni: cifra inferiore ai già insufficienti fiondi dello scorso anno) e quello per il Fondo per le politiche sociali (300 milioni).

Fa sapere la Fish: “Con l’approvazione del Programma di azione per le persone con disabilità, abbiamo voluto sperare che il Governo volesse organicamente affrontare il tema dell’esclusione delle persone con disabilità. Gli interventi necessari non sono certo tutti a costo zero. Questo è il momento di trasformare quella volontà in azioni concrete.”

Tutto il testo del disegno di legge di stabilità è dunque sotto analisi dalla FISH, poiché di carne al fuoco e di punti caldi ce ne sono diversi: dalle nuove imposizioni tributarie locali, alle ipotesi di diminuzione delle detrazioni per le spese sanitarie, ai tagli alla sanità. Un impegno che proseguirà fino all’approvazione finale della norma, fa sapere la FISH.

Fonte disabili.com

(m.a/c.a.)

 

 

 


Ultimo aggiornamento Aggiornata il 22 Ottobre 2013
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