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martedì 28 gennaio 2020
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Seminario del Progetto Aria: il resoconto

Ieri, mercoledì 16 ottobre, è stato presentato al Cecchi Point il Progetto Aria, uno spazio di ascolto per adolescenti e giovani di età compresa tra i 14 i 21 anni nel quale educatori e psicologi facilitano il confronto e la ricerca di possibili risposte ai problemi grandi e piccoli che si incontrano crescendo.
Il servizio, sito in Via Giolitti 40B a Torino, è aperto il lunedì dalle 15,00 alle 18,00; il mercoledì dalle 14,00 alle 17,00 e il venerdì dalle 10,00 alle 13,00.

Dopo il benvenuto iniziale di Elide Tisi – vicesindaco e assessore alle Politiche Sociali del Comune di Torino – la tavola rotonda è stata avviata da Elena Fabris – Project Manager del Progetto Aria – che ha illustrato l’anno di lavoro appena concluso e ha richiamato l’attenzione sulla trasformazione avvenuta all’interno del progetto a partire dal 15 ottobre dell’anno scorso.
Da allora, il progetto si è trasformato ed è diventato uno spazio di cooperazione tra il Comune di Torino e molte associazioni presenti sul territorio (Jonas, Asai, Il laboratorio, Centrox100, Arcigay) con l’obiettivo di riuscire a lavorare in qualità di gruppi informali anche con le istituzioni scolastiche formando una rete ben organizzata.
I progetti di ARIA sono quindi per la maggior parte multidisciplinari e cercano di coinvolgere gli stessi giovani affinché diventino anch’essi parte attiva di ascolto sul territorio.

Lo spazio mette a disposizione percorsi d’ascolto individuali o di gruppo, promuovendo il supporto tra pari attraverso la creazione di giovani antenne, ragazzi che hanno ricevuto sostegno e che possono quindi individuare e suggerire percorsi analoghi ai coetanei in difficoltà.

I giovani che si sono rivolti ad Aria nell’ultimo anno sono stati 179, in prevalenza di sesso femminile con età compresa tra i 17 e i 19 anni. L’80% dei fruitori arriva spontaneamente attraverso un primo contatto con lo sportello o telefonico; il restante 20% è stato indirizzato da genitori, insegnanti o servizi sociali.
Al primo contatto fa seguito un colloquio di accoglienza dopo il quale l’équipe decide il percorso da seguire nel caso specifico e lo propone all’utente. Tutto si conclude con un feedback per valutare l’efficacia dell’intervento.

Durante la seconda parte della mattinata sono intervenuti Massimo Recalcati – psichiatra dell’associazione Jonas – e Fabio Geda – autore del libro Nel mare ci sono i coccodrilli.

Recalcati si occupa di soggetti che soffrono di disturbi del comportamento alimentare, in particolare di bambine di età compresa tra i 4 e i 12 anni e lavora come analista con persone psicologicamente fragili a causa di patologie legate alle dipendenze (da droga, da internet o da cibo..). Ha poi presentato il suo libro Telemaco facendo riferimento alla difficoltà di tutti noi d’essere eredi. Poiché noi tutti siamo figli e quindi anche eredi, è oltremodo importante staccarci, durante la crescita, dalle figure genitoriali a volte anche troppo incombenti: nel libro subentra anche il tema del viaggio come emancipazione dell’individuo dai genitori, oggi resa difficile dal fatto che gli adulti rimangono adolescenti e non lasciano spazio di crescita ai propri figli temendo di invecchiare e di dover lasciare loro il campo.

Fabio Geda si è soffermato sull’importanza di “provare sempre un’emozione” per ciò che si sta raccontando sostenendo che senza di essa scrivere risulta impossibile.
Senza l’emozione – dice – il racconto diventa sterile: è grazie alla sua esperienza in qualità di educatore che è riuscito a raccogliere testimonianze di vita tanto forti da poter essere riportate su carta proponendo al lettore l’interpretazione soggettiva di temi come quello dell’immigrazione, realtà così drammaticamente attuale nella nostra penisola.

Ha preso poi la referente dello sportello CIC (Centro Informazione Consulenza) dell’istituto Bosso Monti. Lo sportello mette a disposizione degli allievi la figura di un insegnante che, in qualità di adulto prima, e di docente poi, ascolta e cerca di aiutare i ragazzi in difficoltà. In questo momento il CIC pone un’attenzione particolare al fenomeno del cyber bullismo che coinvolge molti adolescenti e che risulta una realtà assolutamente nuova nel mondo del disagio giovanile.

L’associazione ASAI invece ha raccontato di come anche l’esperienza del teatro possa aiutare i giovani a sentirsi veramente parte della società in cui vivono. Il loro laboratorio teatrale ha da poco portato in scena lo spettacolo Il mondo è un calzino puzzolente, titolo di una poesia scritta da un ragazzo autistico membro del gruppo.
ASAI ha cominciato il suo percorso con uno studio sul territorio focalizzandosi poi sul disagio mentale lavorando sul concetto di umorismo.

A chiudere il seminario, Claudio Foggetti, responsabile del Polo Cittadino della Salute: ARIA – dice – è quindi uno “spazio vuoto” nel quale il giovane può non soltanto avere la percezione di essere “sentito” ma soprattutto “ascoltato” veramente.
Il linguaggio che utilizza molto spesso è diverso da quello che utilizzavano i suoi genitori per cui é possibile che ci siano dei fraintendimenti o sorgano delle incomprensioni.
I nostri genitori sapevano quello che sarebbe stato il loro futuro mente oggi i giovani vivono la precarietà della vita adulta con una sorta di smarrimento crescente. Diventando adulto, il ragazzo non sente più soltanto ciò che gli viene insegnato dai genitori ma fanno capolino nella sua vita altre figure che possono influenzarlo e quindi capire quale è la cosa più vera o forse quella più giusta gli può diventare difficile.
Oggi i ragazzi chiedono sostanzialmente di avere pace come anche i genitori la pretendono per se stessi. I servizi sociali però non hanno comfort: mirano in primo luogo a condividere e compatire i mali e disagi degli utenti che aiutano e quindi sono tutt’altro che confortevoli.
Il bilancio dell’anno 2012/2013 dello sportello ARIA è stato molto positivo e si spera che le sinergie tra le varie associazioni e le istituzioni creino una rete sul territorio sempre più forte capace di aiutare sempre più i giovani cittadini in difficoltà.

Per InformadisAbile
Raffaella Bo


Ultimo aggiornamento Aggiornata il 17 Ottobre 2013
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