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martedì 28 gennaio 2020
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Violenza di genere e disabilità: il Progetto Aurora

La violenza di genere colpisce tutte le donne, anche chi ha una disabilità. Soprattutto chi ha una disabilità. Nasce, in difesa di questo fenomeno taciuto e spesso ignorato, un progetto pilota che porta il nome di Aurora.

Aurora, come quella parte del giorno in cui il mondo rinasce e si alza, il sole sorge e una nuova vita ha inizio: le donne che hanno reso possibile questa iniziativa unica nel suo genere non avrebbero potuto scegliere un termine più adatto per indicare lo sportello antiviolenza che offre sostegno al genere femminile, disabile e non, un aiuto in un percorso di fuoriuscita dall’abuso.

Lo sportello si trova ad Empoli, nei pressi di Firenze, presso la sede dell’A.I.A.S., ed offre un’accoglienza telefonica garantita 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

Come e perché nasce?
Per rispondere ad una realtà agghiacciante che da sempre esiste ma che solo di recente sta emergendo: la violenza di genere, praticata su tutte le donne, ma con un occhio di riguardo a chi ha una disabilità. La spinta ad iniziare è da attribuire alle recenti raccomandazioni dell’OCSE (Closing the gender gap – 2012) che ha sottolineato l’importanza di una lotta contro le barriere. Tutte le donne vittime di violenza incontrano barriere che rendono spesso molto difficile il riconoscimento della violenza e l’avvio di un proprio percorso di fuoriuscita da essa. Le barriere culturali, la non consapevolezza dei propri diritti e la dipendenza (economica ma non solo) costituiscono i principali ostacoli al processo di autodeterminazione ed emancipazione delle vittime. Per le donne con disabilità, tali barriere sono ancora più forti perché spesso la violenza è impartita dalla stessa persona che si prende cura di lei – violenza domestica – amplificandone quindi la condizione di dipendenza e subordinazione.

Lo sportello Aurora nasce su quest’onda di innovazione, volto a comprendere e contrastare il fenomeno. Il progetto, finanziato da Philip Morris tramite l’Associazione Vita Giving Europe onlus, della durata di 12 mesi, è attuato nei territori del Valdarno Inferiore e dell’Empolese Valdelsa, dall’Associazione Frida quale soggetto capofila, in partenariato con l’Associazione Italiana Assistenza Spastici di Empoli e Società della Salute del Valdarno Inferiore – U.O. adulti e disabilità.

L’obbiettivo del progetto, attraverso una ricerca e l’apertura del suddetto sportello specifico, intende riequilibrare la condizione di svantaggio femminile, rimuovere la multi discriminazione, creare uno spazio in cui informare, ascoltare e sostenere le donne che vivono condizioni di violenze, abusi e violazione dei diritti umani, acquisendo consapevolezza.

Obbiettivo ultimo è quello di creare una rete capillare sul territorio Nazionale (e non solo!), affinché una donna non debba mai più sentirsi sola e, trovato il coraggio di denunciare la propria condizione, non sappia a chi rivolgersi per uscirne.

Ringraziamo pertanto l’Associazione Frida per il suo “unico” e indispensabile contributo…e ci auguriamo che questo sia solo l’inizio.

 

Per maggiori informazioni:

associazione.frida@libero.it

www.associazionefrida.it

Empoli, via Villani 11

Per InformadisAbile

Claudia Cespites


Ultimo aggiornamento Aggiornata il 11 Ottobre 2013
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