Informa disAbile

venerdì 22 novembre 2019
archivio notizie
Categorie

Malato e disabile al 100% “poco grave” per l’accompagnamento e troppo per ottenere un mutuo

L’ente che non gli riconosce la pensione di accompagnamento perchè la malattia non è considerata così invalidante, è lo stesso che non gli concede un mutuo perchè la gravità della malattia che lo affligge non lo abilita alla cessione del quinto dello stipendio. E’ la situazione assurda, quasi da teatro di Ionesco, che vive Claudio Alpaca, il disabile di Pieve di Teco vittima di processi degenerativi oncologici che gli impediscono di essere autosufficiente.

Claudio Alpaca

Claudio Alpaca

Il suo commento alla vicenda, l’ultima di una serie di vicissitudini che mettono a nudo il malato di fronte a una burocrazia onnipotente intrisa di cinismo è una riflessione amara: “Le istituzioni bancarie concedono finanziamenti e danno la possibilità di pagamento di assicurazioni che consentano loro di avere restituita la somma in caso di decesso del contraente. Lo stato invece no. Perchè? Il mondo finanziario migliore di quello istituzionale? A questo punto io stesso mi pongo interrogativi sul reale stato di salute, che pare essere tale da non garantire il pagamento della cessione del quinto dello stipendio (Alpaca percepisce una pensione di 960 euro mensili, ndr). La valutazione sicuramente è stata effettuata sulla scorta della stessa certificazione sanitaria. Se tale era da non dar luogo ad assegno di accompagnamento, come può ora essere causa di diniego per la cessione del quinto dello stipendio?”.

Ancora: “E’ legittimo timore che i problemi sanitari possano condurre al decesso del soggetto prima dell’estinzione del prestito, concesso sotto forma di cessione del quinto dello stipendio? Allora vuol dire che la situazione è grave. Quale o quali gli elementi di gravità? Se la gravità è tale da postulare una negazione alla cessione del quinto dello stipendio, perchè allora non riconoscere il diritto all’assegno di accompagnamento? In ultima analisi, quale la realtà? Morte e resurrezione verrebbe da dire parafrasando Tolstoji”.

Fonte: lastampa.it

(c.a.)


Ultimo aggiornamento Aggiornata il 27 Marzo 2013
Torna su