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martedì 22 settembre 2020
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Impiantato il primo occhio bionico

Sydney – Finalmente è stato compiuto un passo in avanti molto importante per i non vedenti. In anteprima mondiale è stato impiantato da un team di scienziati australiani un prototipo di occhio bionico in un paziente umano.

Bionic Vision Australia (BVA), un consorzio finanziato dal governo, ha dichiarato di aver chirurgicamente installato un prototipo di occhio robotico in una donna affetta da una malattia ereditaria degenerativa, la retinite pigmentosa, che le ha tolto la vista 30 anni fa.

occhio bionicoDescritto come un “occhio pre-bionico”, il piccolo dispositivo è stato collegato alla retina di Dianne Ashworth (questo il nome della paziente) e contiene 24 elettrodi che inviano impulsi elettrici per stimolare le cellule nervose dell’occhio. I ricercatori hanno acceso il dispositivo nel loro laboratorio e dopo un mese la Ashworth, che ha sempre creduto fortemente nella tecnologia, ha dichiarato che è stata un’esperienza incredibile. Queste le sue parole: “Non sapevo cosa aspettarmi, ma tutto ad un tratto, ho potuto vedere un piccolo lampo – è stato incredibile. Ogni volta che c’era la stimolazione esterna una forma diversa è apparsa davanti ai miei occhi”.

Penny Allen, il chirurgo che ha impiantato il dispositivo, lo ha descritto come il primo al mondo. Il dispositivo Ashworth funziona solo quando è collegato all’interno del laboratorio e David Penington Presidente BVA ha detto che sarebbe stato utilizzato per esplorare come le immagini sono state costruite ed interpretate da parte del cervello e degli occhi. Lo scopo è quello di determinare esattamente che cosa la Ashworth vede quanto la sua retina è sottoposta a diversi livelli di stimolazione: le risposte della sig.ra Ashworth permetterà ai ricercatori di sviluppare un vision processor così che le immagini possano essere costruite con lampi di luce.

Il team sta lavorando ad un dispositivo ‘wide-view’ costituito da 98-elettrodi in grado di fornire agli utenti la capacità di percepire gli oggetti di grandi dimensioni come edifici e automobili, e ad un device ‘high-acuity’ composto da 1.024 elettrodi. I pazienti con un dispositivo “high-acuity” dovrebbero essere in grado di riconoscere i volti e leggere le stampe grandi: BVA ha dichiarato che quest’ultimo sarebbe adatto a persone con retinite pigmentosa e con degenerazione maculare.

Penington afferma: “I primi risultati sulla paziente Ashworth avevano soddisfatto le nostre migliori aspettative, dandoci fiducia che, con un ulteriore sviluppo siamo in grado di realizzare un dispositivo utile per ri-dare la vista”. Il prossimo grande passo avverrà quando avremo realizzato dispositivi completi”.

Fonte: ibtimes.com – c.a.


Ultimo aggiornamento Aggiornata il 31 Agosto 2012
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