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martedì 22 settembre 2020
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Rispetto all’uomo, l’Alzheimer colpisce e si aggrava più velocemente nelle donne

Quando si pensa alla malattia di Alzheimer, non si sa bene il perché, si è più facilmente portati a immaginarsi un uomo anziano quale vittima privilegiata. Invece, oggi, non solo sono sempre più le persone anche giovani a esserne colpite ma, a quanto emerge da un nuovo studio, sono le donne a esserne danneggiate più duramente.L’Alzheimer infatti pare degenerare in modo più rapido rispetto agli uomini nella stessa fase della malattia.

alzheimerLo studio revisionale che ha evidenziato questa discrepanza è stato condotto dai ricercatori dell’Università di Hertfordshire, i quali hanno analizzato i dati provenienti da 15 studi clinici che coinvolgevano 828 uomini e 1.232 donne. I risultati sono poi stati pubblicati sul Journal of Clinical and Experimental Neuropsychology.

Ciò che è emerso, un po’ a sorpresa, è la maggiore perdita di facoltà cognitive da parte delle donne che si trovavano nella stessa fase della malattia in cui erano anche gli uomini. Questo particolare suggerisce che i maschi in qualche modo resistono di più alla devastazione nel cervello operata da parte della malattia.

L’idea che le donne siano più colpite dalla malattia è stata rilevata per mezzo di test e analisi di carattere generale, tra cui test cognitivi, di memoria episodica e semantica, e anche l’abilità verbale. Proprio quest’ultima è risultata essere la più danneggiata nelle donne rispetto agli uomini.

L’influenza della malattia è risultata la stessa anche dopo aver eliminato fattori quali l’età o il grado di istruzione.

«A differenza del declino mentale associato con il normale invecchiamento, qualcosa dell’Alzheimer pare svantaggiare in particolare le donne. Per qualche ragione, e non si tratta di una maggiore intelligenza, gli uomini sono maggiormente in grado di scongiurare gli effetti più a lungo», conclude il professor Keith Laws, che ha condotto lo studio.

I vantaggi delle donne nel campi della salute e che, in genere, sono maggiori rispetto agli uomini a quanto sembra dunque non lo sono quando si tratta di malattie come quella di Alzheimer che è sempre e ancora una patologia devastante.

Fonte: lastampa.it – c.a.


Ultimo aggiornamento Aggiornata il 28 Agosto 2012
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