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venerdì 22 novembre 2019
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La disabilità affrontata con coraggio a dispetto di “abilioti” che remano contro

La testimonianza della celebre “diva” della radio (Fabio e Fiamma e la trave nell’occhio) nel libro Diario diversamente affabile. La Satta, oggi autrice di un Blog 1 frequentatissimo su Vanity Fair, ha presentato il suo lavoro alla presenza del ministro Paola Severino, di molti amici “comuni” e di personaggi della cultura e dello spettacolo

fiamma sattaLa malattia è una compagna di vita tirannica con la quale bisogna fare i conti, con serenità e, se possibile, con spirito. Fiamma Satta (frequentatissimo il suo Blog 2 su Vanity Fair), amatissima voce della radio, la sua malattia l’ha messa al centro del libro “Diario diversamente affabile” (ADD Editore, 126 pagine, 7 euro), che nasce dalla sua rubrica sulla Gazzetta dello sport diventata un blog in corso d’opera. La sclerosi multipla non impedisce di vivere, di lavorare, di muoversi, perché il cervello e il cuore sono intatti, però rende gravoso un percorso di pochi metri, insormontabile un gradino, problematico anche solo servirsi dei servizi igienici in un ristorante (“perché li piazzano tutti in fondo a scale ripidissime e dentro un sotterraneo?”).

Chi parcheggia sullo spazio per i disabili. Ma alla malattia, con coraggio e con l’aiuto delle persone care, si riesce a mettere riparo: non è così con gli incivili che umiliano chi ha difficoltà a camminare, per esempio parcheggiando nel posto riservato ai disabili. Fiamma li chiama “abilioni” e “abilioti”: “Gente che quando vede un posto libero su cui c’è il segnale di riservato ai disabili ci si va a infilare senza un attimo di perplessità, automobilisti che si mettono di traverso su un passaggio che serve per la sedia a rotelle, ciclisti che agganciano la bicicletta in modo da ostruire l’apertura dello sportello”: insomma, tutti quelli che sono abili nel camminare ma idioti in senso sociale, e non riescono nemmeno a immaginare la sofferenza altrui.

“Sei un paralitico di merda…” Inqualificabile l’episodio che Fiamma racconta del giorno in cui, tornando dal seggio dove era andata a votare, trova il suo posto occupato da un’auto ed è costretta a parcheggiare di traverso sul marciapiede, perché può percorrere solo pochi metri. Lascia un biglietto sul parabrezza dell’incivile, “non puoi parcheggiare sul posto dei disabili”, e la mattina dopo trova questo messaggio incollato al vetro della sua macchina: “Sei un paralitico di merda, crepa sulla tua sedia a rotelle” (lei lo conserva ancora).

Il ministro Severino racconta la sua esperienza. Il libro è stato presentato all’auditorium del museo Maxxi, occasione per un abbraccio caloroso e affettuosissimo nei suoi confronti cui si sono uniti parenti, amici “comuni” e gente del mondo dello spettacolo. C’era anche il ministro della giustizia Paola Severino, che ha detto: “Provo sconfinata ammirazione per chi sa parlare di un tema così pesante in modo così leggero. E provo un forte senso di immedesimazione, perché anch’io sono stata colpita da un handicap piuttosto visibile” (ha perso il braccio destro, che le è stato amputato in seguito ad una malattia). “So che vuol dire avere a che fare con chi ti guarda e ti chiede: che cosa ha fatto al braccio? O dice: mi farei tagliare un braccio per riuscire a …, oppure ti fissa e non ti toglie gli occhi di dosso”.

“Ma chi deve superare un handicap affronta la vita con lo spirito di dire: devo fare tutto, posso fare tutto. Io senza un braccio ho anche giocato a tennis – sottolinea il ministro. – E’ da farisei parlare di ‘diversamente abili’: io dico invalidi, disabili. Ma in condizioni di difficoltà e di debolezza sono anche gli stranieri, i carcerati, le persone ricoverate in istituzioni psichiatriche”.

Disinteresse o paternalismo. Verso le persone in difficoltà, lamenta il ministro, viene spesso ostentata una sorta di paternalismo di circostanza. E Fiamma conferma, raccontando che al tavolo del ristorante il cameriere “agli altri si rivolge con il lei, a me dice ‘tu che vuoi?’; e racconta delle attese interminabili, con un caldo soffocante, davanti alla stanza della commissione che deve periodicamente valutare il suo diritto al riconoscimento dello stato di disabile: “Dopo ore di anticamera al caldo, entrando nella stanza della commissione ho finalmente capito che lì si respirava un’altra aria: aria condizionata…”.

“All’esame per la patente”. Il ministro a quel punto ricorda quanto sia stato arduo ottenere la patente automobilistica per disabili, e racconta di quando ha atteso per un’ora assieme ad un gruppo di persone, sotto il ponte dell’Olimpica, l’arrivo dell’ingegnere che avrebbe dovuto sottoporli all’esame speciale di guida. Quando i candidati chiesero quale sarebbe stato l’ordine per lo svolgimento dell’esame, si sentirono rispondere: l’ordine lo decidiamo noi. “Ma sono stata fortunata – sorride il ministro: – ero la terza, e quel giorno non pioveva…”

“Tutti i cittadini hanno uguali diritti”. “Alle persone che reclamano un diritto va risparmiata questa mortificazione, perché è necessario rispettare la dignità di tutti, nella vera affermazione del diritto di uguaglianza tra i cittadini – ripete. – I punti fermi sono il rispetto dell’altro, il rispetto della legge, il rispetto per chi è in difficoltà, il senso della legalità”. Quella che si chiamava educazione civica è scomparsa dalle scuole, lamenta la Severino, ma sarebbe fondamentale reintrodurla.

Gli ospiti “indignati speciali”. Il dibattito al Maxxi è stato moderato da Maurizio Caprara con l’intervento degli attori Barbora Bobulova, Fabrizio Gifuni e Sergio Rubini, che hano letto brani del libro (cui hanno contribuito “supporter” d’eccezione come Dacia Maraini, Lina Wertmuller, Carlo Verdone, Giovanni Sartori, Valerio Magrelli, Eleonora Giorgi, Piera Degli Esposti, Toni Servillo, Rafael Nadal, Regina Bianchi, Paola Turci, Margherita Hack, Fiorello, nominati “indignati speciali” da Fiamma Satta).

fonte: repubblica.it

r.f


Ultimo aggiornamento Aggiornata il 29 Giugno 2012
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