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mercoledì 13 novembre 2019
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Trieste, bimbo invalido per errore medici: ospedale gli darà uno stipendio a vita

La decisione, innovativa e inedita, è stata presa dal Tribunale civile di Trieste, al termine di una causa intentata all’Istituto pediatrico “Burlo Garofolo” dalla famiglia di un bambino di sei anni, in stato vegetativo permanente dal 2007 per un errore nel corso di un intervento chirurgico.

Il piccolo, a un anno e mezzo, fu operato per un ‘ascesso retrofaringeò – un accumulo di pus nella zona posteriore della gola – che gli impediva di deglutire e di respirare bene. secondo quanto accertato durante il processo, al termine dell’operazione sarebbe stato compiuto un errore da parte del medico anestesista, che bloccò l’afflusso di sangue al cervello causando lo stato comatoso al bambino. Il procedimento si è incentrato sulla ricostruzione dell’accaduto e sull’esistenza o meno di un errore da parte dei medici. A un certo punto è stato ipotizzato che il piccolo fosse stato vittima di una malattia contratta poco tempo dopo la nascita, ma il giudice ha deciso diversamente.tribunale trieste

La sentenza – che è stata depositata in cancelleria il 29 maggio scorso ed è stata notificata alle parti all’inizio del mese di giugno – ha così disposto per la famiglia, residente in provincia di Udine, il diritto a ricevere il vitalizio a titolo di ‘danno patrimonialè per tutta la durata della vita, per l’impossibilità del figlio a trovare un lavoro per sostenersi. Il danno non patrimoniale a favore dei genitori è stato invece valutato in 2,5 milioni di euro e verrà liquidato in una soluzione unica, al netto dell’”acconto” già versato di 250 mila euro.

“E’ la prima volta”, ha sottolineato il legale della famiglia, Matteo Mion. “La famiglia – ha precisato – ha lottato per avere la verità, e questo è più importante del denaro. E’ una sentenza illuminata, non tanto per l’entità del risarcimento ma per la decisione del giudice sulla rendita, anche se viene a lenire – ha puntualizzato – una situazione che purtroppo è comunque tragica”. Mion sottolinea che quello del piccolo “è uno dei casi più gravi che abbiamo trattato come studio, e uno dei risarcimenti più alti, ma si tratta soprattutto dell’abolizione totale del ‘bene salute’ di una persona”.

fonte: disablog.it

(m.a/r.f)


Ultimo aggiornamento Aggiornata il 26 Giugno 2012
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