Informa disAbile

martedì 17 ottobre 2017

Dal 17 al 19 febbraio, a Roma, la X Conferenza Internazionale sulla distrofia di Duchenne e Becker

10 febbraio 2012

Con la Conferenza internazionale, Parent Project Onlus riunisce a Roma dal 17 al 19 febbraio, i maggiori specialisti e ricercatori nel campo della distrofia di Duchenne e Becker, per aggiornare pazienti e famiglie su ricerca e assistenza clinica. La conferenza si svolge nell’ambito della campagna “SOStienilo anche tu. Ha la distrofia di Duchenne” promossa dall’associazione nel mese di febbraio.

I lavori, che si svolgeranno presso l’Ergife Palace Hotel, cominceranno nel pomeriggio di venerdì 17 febbraio con alcune sessioni parallele dedicate in particolare alle famiglie con bambini piccoli, che affronteranno importanti temi proposti direttamente dai genitori, tra i quali la fisioterapia con prova pratica di stretching, l’integrazione scolastica e il Registro Pazienti DMD/BMD Italia.

Nella giornata di sabato 18 febbraio, si svolgeranno i lavori della Sessione Plenaria dedicata all’aggiornamento sulle ricerche in corso e alla gestione clinica dei pazienti DMD/BMD; nel pomeriggio, in concomitanza con la Plenaria, nelle sessioni parallele si parlerà anche delle normative in ambito nazionale e regionale, dell’adolescenza e della sessualità negli adulti Duchenne, delle barriere architettoniche. Nella mattina di domenica 19 febbraio, saranno illustrati i risultati delle sperimentazioni sull’uomo che si stanno conducendo in Italia e all’estero.

Per saperne di più:

Comunicato stampa

Per iscriversi e partecipare

fonte:  parentproject.org – r.f


Venti anni fa la «104»: a Lecce un bilancio sulla legge per i disabili

10 febbraio 2012

LECCE – Sono 650 milioni le persone disabili nel mondo, 3 milioni soltanto in Italia, il 4,9% della popolazione italiana. In Italia dal 1992, per dare organicità agli interventi e ai servizi in favore delle persone disabili, è stata emanata la Legge nazionale numero 104 del 5 febbraio. Una conquista sotto molti punti di vista, che ora compie venti anni. Ma cosa è accaduto dalla sua promulgazione ad oggi? (altro…)


Censis. Autismo, il 30% degli adulti senza terapia

9 febbraio 2012

Il 30% degli adulti autistici non si sottopone ad alcun tipo di terapia: è questo uno dei dati emersi dall’indagine “La dimensione nascosta delle disabilità”, realizzata dal Censis, con il supporto di Angsa, per la fondazione Serono e presentata questa mattina a Roma. (altro…)


Tutti i Cittadini Europei possono dire la loro sulla legge per l’accessibilità

7 febbraio 2012

È infatti aperta a tutti i Cittadini dell’Unione la consultazione pubblica voluta dalla Commissione Europea, contributo prezioso ai fini dell’elaborazione dell’European Accessibility Act (Legge Europea sull’Accessibilità), che dovrebbe essere presentata nell’autunno prossimo. Un momento di importante partecipazione democratica, dunque, per raggiungere un obiettivo che garantisca alle persone con disabilità l’accesso su un terreno di parità con gli altri (altro…)


Invalidità civile: i nuovi ricorsi

7 febbraio 2012

Fino al 31 dicembre 2011 chi intendeva opporsi ad una decisione dell’INPS in materia di invalidità o di handicap presentava ricorso al Giudice, allegando memorie, documentazione sanitaria, perizie di parte. Il Giudice nominava un CTU, Consulente Tecnico dell’Ufficio, incaricato di stendere una relazione peritale che poi il Giudice acquisiva, assieme alle eventuali memorie, perizie, documentazioni della controparte. I tempi, spesso, erano molto lunghi arrivando ad alcuni anni prima della sentenza che giungeva dopo varie udienze.

La Corte dei Conti, nella sua annuale attitià ispettive nei confronti di INPS, ha rilevato che, alla fine del 2010, erano giacenti ben 362.642 cause relative all’invalidità civile. Una mole enorme. Ma la stessa Corte ha anche rilevato come l’INPS soccomba nel 57,7% dei casi (dati 2010).

Le nuove modalità di “ricorso” sembrano rispondere più a queste emergenze che alla volontà di semplificare i procedimenti o alleggerire la già sovraccarica giustizia civile.

Gennaio 2012

Dal primo gennaio 2012 cambiano dunque le regole. L’articolo 38 della Legge 111/2011, infatti, ha modificato il Codice di procedura civile, introducendo uno nuovo articolo specifico per queste situazioni: l’articolo 445 bis.

Questo articolo prevede l’accertamento tecnico preventivo obbligatorio per le controversie in materia di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità, nonchè di pensione di inabilità e di assegno di invalidità (la cosiddetta invalidità pensionabile).

L’obiettivo è di risolvere il contenzioso in tempi più rapidi e senza sovraccaricare la giustizia civile di ripetute udienze. Ma l’intento è teoricamente positivo.

Il Cittadino che intenda opporsi ad una decisione (esempio più frequente: un verbale di invalidità) dell’INPS, non presenta più il ricorso introduttivo per il giudizio, ma presenta, sempre al Tribunale, l’istanza di accertamento tecnico per la verifica preventiva delle condizioni sanitarie che legittimano la pretesa fatta valere. Insomma non si va subito “in causa” ma si chiede una consulenza tecnica preventiva ai fini della conciliazione della lite. (L'accertamento tecnico preventivo esiste già nell'ordinamento italiano ma è stato introdotto per ben altre questioni che nulla hanno a che vedere con le condizioni sanitarie e con i diritti soggettivi).

L'espletamento dell’accertamento tecnico preventivo costituisce condizione di procedibilità. L’improcedibilità può essere eccepita dall’INPS o rilevata d’ufficio dal giudice, non oltre la prima udienza. Se il giudice rileva che l’accertamento tecnico preventivo non è stato espletato ovvero che è iniziato ma non si è concluso, assegna alle parti il termine di quindici giorni per la presentazione dell’istanza di accertamento tecnico oppure  di completamento dello stesso.

Il procedimento

Il Giudice, all’udienza di comparizione, nomina il consulente tecnico d’ufficio. Questi deve inviare – almeno 15 giorni prima dell’inizio delle operazioni peritali  anche per via telematica – una formale comunicazione al Direttore della sede provinciale INPS competente o a un suo delegato. Inoltre, alle operazioni peritali partecipa sempre di diritto il medico legale dell’INPS.

Con una recente circolare (30/12/2011 n. 168) l’INPS indica alle proprie sedi periferiche  l’importanza che l’Istituto si costituisca in giudizio entro il decimo giorno antecedente l’udienza e e che sia presente il proprio legale fin dalla prima udienza, affinché il medico dell’Istituto possa essere immediatamente informato della data di inizio delle operazioni peritali e parteciparvi.

La consulenza tecnica

Il consulente tecnico d’ufficio, deve trasmettere la bozza di relazione alle parti (INPS e Cittadino), nel termine stabilito dal giudice. Con la stessa ordinanza il giudice fissa il termine entro il quale le parti devono comunicare al consulente le proprie osservazioni sulla bozza di relazione e il termine, anteriore alla successiva udienza, entro il quale il consulente deve depositare in cancelleria la relazione, le osservazioni delle parti e una sintetica valutazione sulle stesse.

Terminate le operazioni di consulenza, il Giudice, con decreto comunicato alle parti (INPS e Cittadino), fissa un termine perentorio non superiore a trenta giorni, entro il quale le medesime devono dichiarare, con atto scritto depositato in cancelleria, se intendono contestare le conclusioni del consulente tecnico dell’ufficio.

In assenza di contestazione, il Giudice, entro trenta giorni, omologa con decreto l’accertamento del requisito sanitario presentato nella relazione del consulente.

Il decreto è inappellabile, cioè non si possono più presentare ricorsi. Il decreto, è notificato (non sono precisati i tempi) agli enti competenti, che provvedono, subordinatamente alla verifica di tutti gli ulteriori requisiti previsti dalla normativa vigente, al pagamento delle relative prestazioni, entro 120 giorni.

Al contrario, nei casi di mancato accordo, la parte che abbia dichiarato di contestare le conclusioni del consulente tecnico dell’ufficio deve depositare, presso lo stesso Giudice, entro il termine perentorio di trenta giorni dalla dichiarazione di dissenso, il ricorso introduttivo del giudizio, specificando, a pena di inammissibilità, i motivi della contestazione della relazione del consulente. Da quel momento può iniziare l’iter con le udienze, e la presentazione delle consulenze di parte.

La successiva sentenza è inappellabile: per le cause di invalidità c’è un solo grado di giudizio

Le nuove disposizioni dovrebbero entrare in vigore dal primo gennaio 2012 e riguarderanno anche i ricorsi presentati dopo quella data.

Cosa cambia e come

Le nuove disposizioni, come già detto, solo apparentemente possono sembrare più favorevoli al Cittadino.  Se è vero che potrebbero abbreviarsi i tempi di conclusione della controversia, è altrettanto evidente che INPS è in una posizione di forza nel “dibattimento”: deve obbligatoriamente partecipare alla attività di perizia del consulente tecnico nominato dal giudice.

L’anticipazione delle spese per la consulenza tecnica sono a carico di chi richiede l’accertamento tecnico preventivo, anche se è vero che il giudice potrebbe stabilire diversamente.

Il Cittadino deve comunque appoggiarsi ad un legale che lo assista e sia presente nella prima udienza.

Il Cittadino può ricorrere contro le decisioni del consulente tecnico di ufficio, ma devono essere ben circostanziate le contestazioni alla relazione del consulente. Si rischia inoltre, in particolare in caso di soccombenza, che l’azione sia considerata come “lite temeraria” con ciò che comporta in termini di pagamento delle spese.

Nel caso si ricorra, è necessario disporre di una valutazione di un perito di parte (con ciò che comporta in termini di spese).

Le sentenze che riguardano le invalidità civili non sono impugnabili: questo significa che per queste situazioni esiste un solo grado di giudizio (limitazione più unica che rara nell’ordinamento italiano).

Nella logica complessiva, il ruolo del consulente tecnico dell’ufficio diviene centrale e dirimente, il che – in via teorica – non è scorretto trattandosi di appurare uno status sanitario su cui il Giudice non ha stretta competenza professionale.

Ma ciò lascia aperti ed amplifica i notevoli problemi segnalati quotidianamente rispetto alle reali specifiche competenze delle migliaia di consulenti “a disposizione” dei Tribunali. Nessuna norma precisa, ad esempio, che il consulente deve essere un medico legale oppure un medico specialista nella patologia da esaminare. Conseguentemente non è infrequente incontrare casi in cui a svolgere l’attività di consulenza siano medici con specializzazioni molto lontane dalla patologia da esaminare (es. dermatologi, ginecologi, medici dello sport chiamati a valutare casi di distrofia, lesione spinale, morbo di Alzheimer…).

Vi sono degli aspetti, più o meno evidenti, di “conflitto di interessi”, mai sufficientemente accertati dai Giudici. Chi svolge o ha già svolto attività professionale per l’INPS è corretto che sia chiamato come consulente in una perizia che vede l’Istituto come parte in causa?

E infine, a proposito di tempi, lascia perplessi il limite di 120 giorni entro in quale l’ente dovrebbe provvedere al pagamento delle eventuali provvidenze: nell’era dell’informatica e della telematica, e visto il tipo di accertamenti davvero minimi da eseguire, quattro mesi di tempo sembrano davvero esagerati, visti soprattutto i dichiarati intenti semplificatori del Legislatore. È chiaro che quel limite è fissato anche in funzione degli interessi legali (altra spina nel fianco dell’INPS) che, in questo modo, decorrono dal centoventunesimo giorno e non dalla data del sentenza o della notifica del decreto.

Fonte handylex.org


Gli scritti di Primo Levi accessibili alle persone con disabilità visiva

6 febbraio 2012

La bella iniziativa è opera del Centro Internazionale di Studi Primo Levi di Torino, che ha realizzato appunto una specifica pagina del proprio sito internet contenente una ricca bibliografia, con tutte le edizioni delle opere del celebre scrittore torinese, nei formati accessibili alle persone con disabilità visive: telebook, Braille, barra Braille, audiolibro, edizione in corpo 18 e altro ancora.

«Primo Levi – ricorda Fabio Levi, direttore del Centro Internazionale di Studi Primo Levi – è uno degli scrittori italiani contemporanei più conosciuti in patria e all’estero.

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Il contrassegno per disabili sul cruscotto è una copia autorizzata dalla titolare. Figlio e nuora rischiano il penale

5 febbraio 2012

Parcheggio trovato, automobile chiusa, e si può andar via. Eppoi, con tanto di contrassegno per disabili in bella mostra sul cruscotto, il problema della sosta è risolto. Ma se quel ‘contrassegno’ è solo una fotocopia, allora cominciano i guai… E neanche il fatto che la falsificazione sia evidente e autorizzata dalla titolare effettiva – come chiarisce la Cassazione, (altro…)


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