La sessualità, l’affettività e la disabilità riguardano una sfera molto delicata di diritti, di recente discussione. Le persone affette da qualsivoglia disabilità hanno una serie di desideri sessuali esattamente come chiunque altro e si differenziano per i modi in cui scelgono di esprimerla.

Di solito, le persone con disabilità mancano di istruzione a sfondo sessuale che aiuterebbe non poco la propria vita sessuale e il relazionarsi con altri individui. Questa filosofia deriva dall’idea che le persone con disabilità non siano in grado di avere una vita sessuale e non siano sessualmente attive, e ciò risulta essere un grave errore dal punto di vista medico e sociologico.

La sessualità e l’affettività sono una parte fondamentale della natura umana; le persone con disabilità sono in gradi di sperimentare gli stessi pensieri sessuali, atteggiamenti, sentimenti, desideri, fantasie e attività come chiunque altro. Per comprendere e godere della sessualità, tutti hanno bisogno di informazioni e supporto adeguati fin dalla giovane età.

La sessualità ha aspetti psicologici, biologici e sociali ed è influenzata da valori ed atteggiamenti individuali; questa si sviluppa durante l’infanzia e l’adolescenza ed è una parte fondamentale della propria identità. Il modo in cui ogni individuo recepisce ed interpreta la propria sessualità varia in modo significativo e spesso cambia nel tempo. Anche, una sana autostima e il rispetto per sé e per gli altri sono fattori importanti nello sviluppo di una sessualità positiva e di un’affettività reciproca.

La maggior parte delle persone con disabilità può avere relazioni personali gratificanti; tuttavia, alcune potrebbero aver bisogno di un supporto aggiuntivo per sviluppare relazioni, esplorare ed esprimere la propria sessualità ed accedere alle informazioni e ai servizi sulla salute sessuale.

Purtroppo, la sessualità e l’affettività delle persone con disabilità risulta essere ancora un tema molto delicato e complesso, e spesso facente parte di quelle argomentazioni tabù. Il settore delle emozioni e dell’affettività ha un ruolo molto importante nello sviluppo di ogni individuo e, nella disabilità, l’acquisizione di conoscenza e consapevolezza necessita di tempi, modalità e supporti diversi e personalizzati.

I supporti di disabilità sono supporti utilizzati da individui affetti da disabilità, atti a soddisfare le proprie esigenze individuali e migliorare la propria partecipazione alla vita comunitaria. I supporti possono includere l’assistenza alla comunicazione, alla mobilità e alla cura personale e possono essere forniti informalmente dalla rete sociale di ogni individuo che comprende partner, famiglia, amici, assistenti e vicini, o formalmente da organizzazioni finanziate per servizi di disabilità

Esistono tipologie diverse di disabilità che possono essere causate da una condizione genetica, da una patologia o da un incidente e comprendono:

Disabilità intellettuale
Disabilità fisica
Disabilità sensoriale
Lesioni cerebrali acquisite
Insufficienza neurologica
Doppia disabilità (una delle suddette e disabilità psichiatrica)
Disabilità non correlate all’invecchiamento
qualsiasi combinazione di disabilità.
L’affettività e i rapporti personali

L’affettività e le relazioni interpersonali coprono lo spettro di tutti quei rapporti che riguardano la sfera familiare, amicale, lavorativa e passionale. Le relazioni personali si sviluppano e si modificano durante tutta la vita e tendono a migliorare la propria autostima e offrono un senso d’appartenenza alla società; l’affettività ed i rapporti personali, spesso, sono basati su interessi condivisi, di solito reciproci. Tuttavia, molte individui affetti o meno da disabilità hanno costante  bisogno di sostegno nello sviluppo di competenze che migliorino le proprie relazioni.

La sessualità

La sessualità, invece, si riferisce ai propri desideri,  a pratiche ed identità individuali e soggettive. La sfera sessuale offre aspetti psicologici, biologici e sociali e coinvolge valori ed atteggiamenti caratteriali molto individuali. La sessualità si sviluppa sin dall’infanzia e si stabilizza durante il periodo adolescenziale. La sessualità, quindi, è una caratteristica fondamentale della propria identità e influenza di molto il modo in cui ci si presenta in società e ovviamente, viene facilitata dalla buona autostima e dal rispetto per sé e per gli altri.

L’accettazione della sessualità e delle sue manifestazioni è cambiata negli ultimi decenni e viene considerata una caratteristica normale dell’identità di ogni individuo. Tuttavia, gli individui affetti da disabilità intellettiva e/o fisica non hanno beneficiato di questo cambiamento e la problematica rimane avvolta da miti e pregiudizi.

Nello scenario di una società inclusiva basata sul rispetto reciproco e sulla solidarietà, garantita da pari opportunità e dignità nei confronti di chiunque e che considera, quindi, la diversità come un elemento di forza e non di divisione, molti studi cercano di beneficiare delle condizioni speciali nell’ambito dell’educazione scolastica, tuttavia, non mancano ancora poche ricerche nel campo dell’istruzione e della psicologia che sottolineano la dimensione della sessualità delle persone con disabilità. La sessualità, concepita qui come un ampio concetto sociale, è inerente ad ogni essere umano, indipendentemente dalle possibili limitazioni derivanti dalla disabilità. L’espressione della sessualità può dipendere da diversi fattori, tra cui i miti e le convinzioni sociali che svalutano la capacità di queste persone di vivere dei rapporti affettivi e una soddisfazione sessuale. I maggiori ostacoli al raggiungimento della piena sessualità delle persone con disabilità derivanti da pertinenti questioni sociali potrebbero approfondire le conoscenze sulla questione studiando le relazioni delle persone con disabilità sulle proprie aspettative relative alle relazioni d’amore, alla formazione familiare e alla prevenzione della salute sessuale. Mentre gli individui affetti da disabilità devono essere riconosciuti come persone con piena integrità della propria sfera sessuale, superando i pregiudizi e sottolineando le difficoltà imposte da situazioni di handicap, si dovrebbe estendere la questione eseguendo uno studio, caratterizzato da un’indagine descrittiva che mira a indagare affettività e salute sessuale e riproduttiva da una prospettiva diversa. La speranza sta di fatto nei risultati della società tramite proposte specifiche sull’educazione sessuale per rispondere alle esigenze legate alle diverse disabilità.

Una revisione della legislazione, della politica e della pratica dovrebbe essere condotta per illustrare le questioni in conflitto che contribuiscono alla discriminazione attualmente diffusa delle persone con disabilità significative in Italia e nel mondo e il loro accesso all’istruzione e all’espressione della sessualità. Anche se molti individui con disabilità significative si trovano ad affrontare discriminazioni a più livelli, le barriere alla sessualità sembrano pervasive nella maggior parte degli ambienti che la gente incontra. Mentre alcuni individui con disabilità significative sono riusciti a stabilire e mantenere relazioni intime, molti continuano ad affrontare l’isolamento nelle comunità in cui vivono. La discussione globale circa la necessità di nuove politiche che serviranno come potenziali rimedi per questo problema nazionale, dovrebbe essere la soluzione alla questione.

Alla fine del secolo, molti individui con disabilità significative hanno cominciato a realizzare i loro sogni e riconoscere i propri diritti. Negli ultimi due decenni la qualità della vita per gli individui con disabilità significativa è migliorata. A seguito di contenziosi innovativi, la legislazione in materia di disabilità, la difesa da parte delle persone con disabilità e dei loro familiari, le persone con disabilità non possono più essere soggette all’istituzionalizzazione e alle restrizioni; tuttavia, la storia continua a perpetuare idee sbagliate sulla sessualità e la disabilità. Anche se il diritto all’espressione sessuale è stato riconosciuto da molti, il Bel Paese deve ancora lavorarci.

La storia della legislazione, della politica e della pratica in materia di sessualità delle persone con gravi disabilità rimane una delle grandi sfide della modernità. Il fatto che la grande maggioranza delle persone affette da  disabilità significative rimangano ancora isolate dai rapporti e sono ritenute incompetenti per esplorare i propri diritti umani fondamentali è un problema nazionale che non può essere ignorato.

Un progetto sull’assistenza sessuale in Italia è nato nel 2013 con la realizzazione del comitato “lovegiver” che si occupa della promozione della relativa figura professionale. Una proposta di legge redatta in collaborazione con il Senatore Sergio Lo Giudice è stata depositata in Senato il 24 Aprile 2014 ed è stata poi consegnata alla Camera dalla deputata Ileana Argentin il 23 Gennaio 2015. Entrambe le proposte di legge non sono mai state discusse in commissione. A fine maggio prenderanno vita i primi corsi di formazione in collaborazione con l’Istituto Italiano di Sessuologia scientifica di Roma, al termine dei quali gli assistenti formati/e si recheranno presso famiglie che ne hanno fatto richiesta e che presentano casi di gravi disabilità.

La consapevolezza che questa figura professionale si distingua per varie motivazioni dall’esercizio della prostituzione, potrebbe in assenza di una legge specifica, rischiare l’accusa di favoreggiamento a tale professione.

Ma ciò nonostante, uomini e donne affetti da gravi handicap non dovrebbero non aver mai vissuto questa importante e naturale dimensione parte integrante di ogni essere umano.

Una tematica, questa, molto delicata ed importante che mette a confronto le proprie debolezze, i dubbi, la modernità e i pregiudizi. La necessità di un sostegno intensivo continuo, il requisito dei sistemi per competenza e consenso della società moderna, un sostegno minimo per l’interesse dell’individuo affetto da disabilità nell’espressione sessuale, dovrebbero garantire un diritto fondamentale all’espressione sessuale.

Perché quindi paragonare la futura figura professionale dell’assistente sessuale per individui affetti da disabilità alla prostituzione? E perché non dar modo di mettere in atto quei diritti fondamentali garantiti dalla legislazione italiana e dalla natura.
Fonte: sweetannykabijoux.it