Il cortometraggio americano “Breathing Lessons: The Life and Work of Mark O’Brien” del 1996 diretto dalla regista Jessica Yu, nel 1997 si è aggiudicato l’Oscar come Best Documentary delineando il ritratto dello scrittore Mark O’Brien, che a seguito della poliomielite contratta da bambino passò gran parte della sua vita in un polmone artificiale.
Egli affermava: “Le due mitologie sulle persone disabili si riducono a una: non possiamo fare nulla, o due: possiamo fare tutto, ma la verità è che siamo solo umani”.
Per oltre quarant’anni ha combattuto contro la malattia, subendo e rigettando i vincoli della burocrazia, mettendo in luce le contraddittorie percezioni inerenti la disabilità proiettate sul piano sociale al fine di ribadire il suo diritto a condurre una vita indipendente, nella sua interezza ed identità, anche sessuale.
Mark O’Brien parte dagli sforzi e dalle sensazioni derivanti dagli esercizi di respirazione, sino alle profonde considerazioni legate al lavoro, al sesso, alla morte ed anche a Dio e innalza le poesia della bellezza della vita in tutte le sue forme ed identità, e pare gridare io vivo, io sono nel totale rapporto identitario con la realtà che circonda la mia condizione di disabile, io devo poter esistere per ciò per cui sono.
Ecco che fuori dagli schemi e preconcetti legati al proprio background sociale, culturale e religioso mi soffermo a considerare che forse è stato atavicamente tenuto fuori da ogni considerazione il rapporto esistente tra sessualità e disabilità.

Anno: 1996
Regia: Jessica Yu
Cast: Mark O’Brien, Elizabeth Duvall, Ian Berzon

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Fonte: ilfrizzo.it