Archivi mensili: Luglio 2020

Sessualità e disabilità intellettiva

La sessualità rappresenta una dimensione umana spesso esclusa dai progetti di vita delle persone con disabilità. Il suo imporsi nei progetti educativi, tuttavia, richiede una risposta coerente e rigorosa pur nelle difficoltà che il tema evoca, tanto per i genitori, quanto per gli operatori dei Servizi: la negazione o la repressione sono la strade spesso più praticate, abdicando però al ruolo educativo inizialmente assunto. Attraverso percorsi educativi e formativi è tuttavia possibile pensare ad una sessualità sostenibile nella disabilità, che possa tradursi in quote di autogratificazione personale e in una contemporanea riduzione di comportamenti problematici.

La finalità del corso è quella di offrire un modello teorico e metodologico che possa essere applicato come riferimento per affrontare il delicato tema dell’affettività e della sessualità di persone adulte con disabilità. Partendo dal presupposto che non esiste una “sessualità speciale” dedicata alle persone con disabilità, ma una sola forma di amore e di sessualità che deve fare i conti con impedimenti di natura diversa (biologica, corporea, comunicativa, ambientale, etc.), il corso si propone di far acquisire ai corsisti delle chiavi di lettura per poter leggere i segnali sessuali delle persone con disabilità intellettiva ed incarnarli nell’ottica di un progetto di vita; in questo orizzonte sarà fondamentale saper codificare i molteplici significati che la sessualità può avere per una persona con disabilità, spesso molto lontani dai nostri tentativi di uniformazione e catagolazione.

MODULO 1 – “Quale sessualità nella disabilità intellettiva”
Obiettivi: conoscere ostacoli e possibilità di sviluppo per favorire una sessualità sostenibile nella disabilità.
Contenuti:
– Il modello medico vs il modello sociale della disabilità
– Il diritto ad una sessualità sostenibile nella disabilità (ONU 2007)
– Sessualità ed identità: possibili relazioni
– La sessualità nella disabilità alla luce del modello ICF: limiti, impedimenti vs potenzialità e risorse
– Pensare ad una sessualità sostenibile nella disabilità (le posizioni di Veglia, Dettore, Contardi)

MODULO 2 – “Sessualità e comportamenti problematici”
Obiettivi: i comportamenti problema nella sfera della sessualità: bisogni, significati, proposte di intervento.
Contenuti:
– I comportamenti problema in ambito sessuologico: la decisione di problematicità
– Livelli di intervento differenti nell’ambito dei comportamenti problematici
– Alcuni casi clinici: dalla lettura dei comportamenti problema a proposte di intervento

MODULO 3 – “La sessualità nel progetto educativo e di vita”
Obiettivi: focalizzare gli atteggiamenti e i vissuti di genitori, educatori e disabili verso la sessualità per poterla meglio configurare all’interno di un progetto educativo e di un progetto di vita. L’assistenza sessuale a persone con disabilità intellettiva.
Contenuti:
– Genitori ed educatori: che atteggiamento verso la sessualità?
– Autonomia e sessualità
– L’assistenza sessuale a favore delle persone con disabilità intellettiva
– L’atteggiamento verso la sessualità di persone con disabilità intellettiva

MODULO 4 – “ Educazione alla sessualità”
Obiettivi: costruire un progetto di educazione alla sessualità.
Contenuti:
– Come poter costruire un progetto di educazione sessuale.
– Autostimolazione e nudità, la masturbazione, toccare ed essere toccati, il fare l’amore
– Il corteggiamento e la coppia, gravidanza e figli, la contraccezione
– L’omosessualità

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Il Centro Studi Erickson è ente accreditato dal MIUR per la formazione del personale della scuola. Questo corso è presente sulla piattaforma S.o.f.i.a. del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca.

Clicca qui per maggiori informazioni.

Fonte: erickson.it

Approccio ostetrico alla salute sessuale e riproduttiva della donna con disabilità

Quello che emerge dalla tesi di laurea in Ostetricia, redatta da Isabella Coppola, è un quadro nel quale le donne con disabilità intellettiva lieve hanno scarse o confuse conoscenze nella sfera sessuale, in materia di anatomia, di prevenzione di gravidanze e infezioni, ma anche di prevenzione oncologica; nel quale la maggioranza delle ostetriche interpellate dichiara non considerare adeguata la formazione in materia di disabilità ricevuta durante il proprio percorso formativo (altro…)

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