Archivi annuali: 2020

Sessualità e disabilità intellettiva

La sessualità rappresenta una dimensione umana spesso esclusa dai progetti di vita delle persone con disabilità. Il suo imporsi nei progetti educativi, tuttavia, richiede una risposta coerente e rigorosa pur nelle difficoltà che il tema evoca, tanto per i genitori, quanto per gli operatori dei Servizi: la negazione o la repressione sono la strade spesso più praticate, abdicando però al ruolo educativo inizialmente assunto. Attraverso percorsi educativi e formativi è tuttavia possibile pensare ad una sessualità sostenibile nella disabilità, che possa tradursi in quote di autogratificazione personale e in una contemporanea riduzione di comportamenti problematici.

La finalità del corso è quella di offrire un modello teorico e metodologico che possa essere applicato come riferimento per affrontare il delicato tema dell’affettività e della sessualità di persone adulte con disabilità. Partendo dal presupposto che non esiste una “sessualità speciale” dedicata alle persone con disabilità, ma una sola forma di amore e di sessualità che deve fare i conti con impedimenti di natura diversa (biologica, corporea, comunicativa, ambientale, etc.), il corso si propone di far acquisire ai corsisti delle chiavi di lettura per poter leggere i segnali sessuali delle persone con disabilità intellettiva ed incarnarli nell’ottica di un progetto di vita; in questo orizzonte sarà fondamentale saper codificare i molteplici significati che la sessualità può avere per una persona con disabilità, spesso molto lontani dai nostri tentativi di uniformazione e catagolazione.

MODULO 1 – “Quale sessualità nella disabilità intellettiva”
Obiettivi: conoscere ostacoli e possibilità di sviluppo per favorire una sessualità sostenibile nella disabilità.
Contenuti:
– Il modello medico vs il modello sociale della disabilità
– Il diritto ad una sessualità sostenibile nella disabilità (ONU 2007)
– Sessualità ed identità: possibili relazioni
– La sessualità nella disabilità alla luce del modello ICF: limiti, impedimenti vs potenzialità e risorse
– Pensare ad una sessualità sostenibile nella disabilità (le posizioni di Veglia, Dettore, Contardi)

MODULO 2 – “Sessualità e comportamenti problematici”
Obiettivi: i comportamenti problema nella sfera della sessualità: bisogni, significati, proposte di intervento.
Contenuti:
– I comportamenti problema in ambito sessuologico: la decisione di problematicità
– Livelli di intervento differenti nell’ambito dei comportamenti problematici
– Alcuni casi clinici: dalla lettura dei comportamenti problema a proposte di intervento

MODULO 3 – “La sessualità nel progetto educativo e di vita”
Obiettivi: focalizzare gli atteggiamenti e i vissuti di genitori, educatori e disabili verso la sessualità per poterla meglio configurare all’interno di un progetto educativo e di un progetto di vita. L’assistenza sessuale a persone con disabilità intellettiva.
Contenuti:
– Genitori ed educatori: che atteggiamento verso la sessualità?
– Autonomia e sessualità
– L’assistenza sessuale a favore delle persone con disabilità intellettiva
– L’atteggiamento verso la sessualità di persone con disabilità intellettiva

MODULO 4 – “ Educazione alla sessualità”
Obiettivi: costruire un progetto di educazione alla sessualità.
Contenuti:
– Come poter costruire un progetto di educazione sessuale.
– Autostimolazione e nudità, la masturbazione, toccare ed essere toccati, il fare l’amore
– Il corteggiamento e la coppia, gravidanza e figli, la contraccezione
– L’omosessualità

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Il Centro Studi Erickson è ente accreditato dal MIUR per la formazione del personale della scuola. Questo corso è presente sulla piattaforma S.o.f.i.a. del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca.

Clicca qui per maggiori informazioni.

Fonte: erickson.it

Approccio ostetrico alla salute sessuale e riproduttiva della donna con disabilità

Quello che emerge dalla tesi di laurea in Ostetricia, redatta da Isabella Coppola, è un quadro nel quale le donne con disabilità intellettiva lieve hanno scarse o confuse conoscenze nella sfera sessuale, in materia di anatomia, di prevenzione di gravidanze e infezioni, ma anche di prevenzione oncologica; nel quale la maggioranza delle ostetriche interpellate dichiara non considerare adeguata la formazione in materia di disabilità ricevuta durante il proprio percorso formativo (altro…)

La narrazione di sé per potenziare l’autoconsapevolezza

Il progettoDisabilità e narrazione di sé; come raccontare le proprie piccole e grandi disabilità” , nasce in seguito alla pubblicazione  del romanzo di formazione e autobiografico Nata viva” (prima edizione aprile 2011).

L’idea è nata grazie a Matteo Frasca, pedagogista che già lavorava in diverse scuole a Roma e provincia. Nel confrontarci è emerso che, dopo aver riscontrato un certo entusiasmo nel pubblico adulto, poteva essere una buona idea presentare il romanzo anche a bambini e adolescenti.  (altro…)

Disabilità e Sessualità: Assistenza Sessuale

In Olanda, Germania, Belgio e Paesi Scandinavi, sono stati istituiti servizi di “assistenza sessuale per le persone con disabilità” che offrono a persone di entrambi i sessi (compresi gli omosessuali) prestazioni sessuali. Le problematiche che ne derivano si rifanno all’etica e alla morale.

(altro…)

17 maggio 2020 – Giornata Internazionale contro l’Omofobia, la Bifobia, la Transfobia

Anche in questo difficile anno la Città di Torino testimonierà il proprio impegno istituzionale aderendo alla celebrazione della Giornata Internazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia,e realizzando- nel rispetto delle prescrizioni imposte (altro…)

chiAMAmi – LINEA DI ASCOLTO E GRUPPI DI AUTO MUTUO AIUTO

L’Auto Mutuo Aiuto (A.M.A.)  è una metodologia di supporto che mobilita le risorse personali e collettive per affrontare le condizioni di difficoltà e sofferenza.  Si basa sulla condivisione alla pari delle proprie esperienze ed emozioni, in un clima di ascolto, rispetto e  non giudizio. I rapporti individuali e di gruppo orientati all’A.M.A., seguono alcune semplici regole di comportamento  il cui rispetto è garantito dai facilitatori. (altro…)

Un’attenzione particolare ai bambini con disabilità e alle loro famiglie

Stiamo vivendo momenti intensi e difficili a causa dell’‘emergenza sanitaria da Coronavirus, che ha imposto di assumere opportune e necessarie misure sanitarie per contenere la diffusione del contagio di Covid-19. Le conseguenze sono di notevole impatto su tutti, ma in particolar modo sulle persone più deboli, fra cui i bambini con disabilità e le loro famiglie che in ogni momento della giornata si devono prendere cura di loro. (altro…)

La proposta di legge su sessualità e disabilità procede, nonostante Covid-19.

È dal dodici marzo che viviamo sotto assedio. Reclusi nelle nostre case e con poche ore d’aria a disposizione. Non è difficile, ma neanche così facile come descritto da qualcuno. Nuovi riti e nuovi ritmi si impongono. A noi trovarli.
Intanto le persone con disabilità fanno sempre più fatica a procurarsi il necessario. Io ho dovuto smettere la fisioterapia, che è essenziale per una persona tetraplegica come me, e sono senza badante. (altro…)

Approccio ostetrico alla salute sessuale e riproduttiva della donna con disabilità

Quello che emerge dalla tesi di laurea in Ostetricia, redatta da Isabella Coppola, è un quadro nel quale le donne con disabilità intellettiva lieve hanno scarse o confuse conoscenze nella sfera sessuale, in materia di anatomia, di prevenzione di gravidanze e infezioni, ma anche di prevenzione oncologica; nel quale la maggioranza delle ostetriche interpellate dichiara non considerare adeguata la formazione in materia di disabilità ricevuta durante il proprio percorso formativo (altro…)

L’Associazione Verba e quell’anima attenta al genere

Anche altre Associazioni di persone con disabilità si occupano del contrasto alla discriminazione multipla che riguarda le donne con disabilità, ma voi ne avete fatto “un’anima” che ispira il vostro agire. Come mai?
«Siamo nate nel 1999, quando i social non c’erano (e se c’erano nessuna di noi aveva un profilo) e nessuna di noi aveva ancora letto l’elaborazione del concetto di discriminazione intersezionale elaborato da Crenshaw. Più semplicemente, da donne con disabilità, vivevamo sulla nostra pelle il peso del “doppio svantaggio”: i nostri amici con disabilità uomini erano, rispetto a noi, più facilitati soprattutto nelle relazioni e nel mondo del lavoro. Ci siamo così dette che forse, insieme, avremmo potuto fare qualcosa per tutte, facendo cultura, dando visibilità al tema, dando voce a chi non ne aveva o pensava di non averne, dimostrando che siamo donne. La disabilità è, poi, una delle nostre caratteristiche. Forse non la nostra preferita, certo!»

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Fonte: informareunh.it

 

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