“Gianna non perdeva neanche un minuto per fare l’amore!”, urla l’iPad di Luca. È la sua frase preferita di tutta la canzone, cosa che mi fa pensare che forse l’italiano non è una lingua poi così straniera per lui. “Amore” è come lo chiamano mia mamma e mia sorella Anna, per cui credo che poco abbia a che fare con erotismo o robe del genere. Eppure, non c’è dubbio: anche lui ha i suoi bisogni sessuali. Mi viene da dire purtroppo, perché per persone come mio figlio, che non sa neanche lavarsi i denti da solo, è molto complesso incontrare una persona, fare la corte, baciarla e poi convincerla ad andare di sopra a vedere la collezione di farfalle sperando che una cosa tiri l’altra. La sessualità delle persone con disabilità, poi, è il tabù dei tabù.

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Fonte: pernoiautistici.com