Un intreccio tra narrazione e realtà per mettere l’accento sulla sessualità negata ai disabili. Giovanni Coda torna sul set con il nuovo film “Mark’s Diary”, in lingua originale, finanziato dall’Università di Derby, in Gran Bretagna. Mark e Giacomo sono innamorati, si piacciono, si desiderano, ma non possono amarsi per via della loro condizione di disabilità. Creano così un mondo virtuale con due personaggi che come due avatar vivono la storia d’amore. È in sintesi la trama del film che mette al centro i sentimenti, l’amore e un diritto negato, quello di ogni individuo a vivere la propria intimità e sessualità.

Il regista cagliaritano dopo i pluripremiati “Il rosa nudo”, “Bullied to Death” e “Xavier”, propone ancora una volta un lavoro di impegno civile, un film verità, che porta alla luce drammi intimi e bisogni sottaciuti, sottovalutati di quanti si trovano in una condizione di ridotta autosufficienza. Settantacinque minuti per un racconto che si snoda tra dimensione onirica, surreale e realtà e attraversa i vari linguaggi delle arti. L’opera, le cui riprese sono già partite tra Cagliari e Oristano e uscirà a fine anno, è ispirata al libro “Loveability”, edito da Erickson, del blogger disabile Maximiliano Ulivieri, anche in scena assieme a Giacomo Curti, Mark Cirillo e Kaleb Josiah Spivak, nella parte dei protagonisti.

L’autore, che ha raccolto una serie di testimonianze, pone l’accento sull’importanza di istituire la figura dell’assistente sessuale per disabili, consolidata in gran parte dell’Europa e quasi sconosciuta in Italia. “Mark’s Diary” vede anche la coproduzione con l’Associazione Labor Cagliari e l’americana Atlantis Moon. La colonna sonora è affidata a Andrea Andrillo, Cosimo Morleo e Arnaldo Pontis.

“Negare l’amore è una atrocità – ha detto Giovanni Coda durante la presentazione del film – in paesi come Danimarca, Germania e Svizzera, la professione dell’assistente sessuale per individui disabili, figura che li accompagna verso un percorso di conoscenza e consapevolezza della propria emotività, affettività, corporeità e sessualità, è già da tempo una realtà, ma non in Italia dove è ancora un argomento tabù. Le famiglie di Mark e Giacomo sostengono che il loro amore sia sbagliato, contro natura e che in quanto ‘angeli’ non hanno bisogno di carezze, sguardi e sentimenti. Sono eterni bambini. L’unica cura possibile: i farmaci. Come se fossero affetti da chissà quale grave malattia. Erano solo innamorati, e forse, nonostante le avversità della vita, ora lo sono ancora di più”.

Fonte: ansa.it