Affettività e sessualità per le persone con disabilità sono e restano un tabù di cui non parlare. Anche oggi quando si parla di masturbazione e autoerotismo nel mondo delle persone con disabilità fisica o mentale, c’è una sorta di rimozione, quasi queste persone fossero angeli e quindi per convinzione comune asessuati. Non è così e lo sanno bene le famiglie e gli operatori che si trovano a dover far fronte a quelli che sono degli aspetti naturali nella vita di ogni persona.

Parte da questa consapevolezza il corso di formazione che ha preso avvio lunedì scorso e rivolto a 80 operatori sanitari e a 20 familiari sul tema: “Affettività, genitorialità e sessualità delle persone disabili”.

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Fonte: gazzettadireggio.gelocal.it