Chi per motivi personali o professionali vive il mondo della disabilità conosce l’ormai noto fenomeno devotismo che, per semplificare, può essere definito come un’attrazione feticistica verso una specifica caratteristica della persona con disabilità, quale la presenza di arti amputati o malformazioni. In altri casi i cosiddetti devotee possono erotizzare gli ausili (ad esempio la sedia rotelle o le stampelle). Altre volte è la stessa condizione di disabilità ad attirare, venendo essa idealizzata come condizione esistenziale che determina saggezza, profondità d’animo e coraggio oppure che autorizza all’oggettivazione della persona e alla sua manipolazione.

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Fonte: superando.it